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Gestione rifiuti: a Bolzano come a Laives mezze soluzioni per risolvere nulla e giustificare il business dell’incenerimento |
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Venerdì 18 Novembre 2011 09:24 |
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A Laives negli anni passati sono stati fatti grossi investimenti in sistemi di raccolta rifiuti automatizzati (Isola, Gaia, Multipress...) le cui vere peculiarità non vengono però sfruttate (raccolta differenziata e tariffazione puntuale).
A Bolzano si stanno introducendo i bidoncini condominiali, questi serviranno solo ad innescare infinite liti condominiali con accuse, dispetti e sospetti reciproci. Con la responsabilizzazione di un intero condominio non è possibile incentivare i comportamenti virtuosi e penalizzare quelli scorretti…. quale sarà secondo voi l’argomento che monopolizzerà le assemblee condominiali? L’amministrazione comunale nel giro di qualche mese si vedrà costretta a fare retromarcia sulle sanzioni e tutto tornerà come prima con una complicazione in più, la movimentazione e il deposito dei bidoncini. Un fallimento preannunciato!
Una corretta gestione dei rifiuti dovrebbe semplicemente seguire le linee guida date dalla comunità europea, dovrebbe prima di tutto permettere una differenziazione di tutte le parti riutilizzabili o riciclabili (da noi una grossa frazione di plastiche e poliaccoppiati non è differenziabile!). In secondo luogo dovrebbe occuparsi della frazione residua, incentivando economicamente la riduzione con una tariffa proporzionale alla quantità conferita. Semplice a dirsi direte, ma anche a farsi rispondiamo noi, basta guardarsi un po’ in giro prendendo esempio da chi lo fa già da anni, senza inventare nulla.
Il sospetto è quello che si voglia a tutti i costi disincentivare una gestione dei rifiuti virtuosa per non rischiare di lasciare il nuovo inceneritore a “corto” di combustibile, con l'inevitabile conseguenza di un innalzamento delle tariffe per compensare i costi di gestione della raccolta e i costi del nuovo inceneritore.
Alessandro Cosi - Ambiente e Salute
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Venerdì 18 Novembre 2011 09:31 |
CIRCOLO BOLZANO UMWELTBUND BOZEN
CAPIRE IL FUTURO PER CAMBIARE IL PASSATO
19 novembre 2011
dalle 17:30 alle 19:30
il Liceo scientifico E. Torricelli,
Via Rovigostraße 42, Bolzano
17.30: Apertura della Conferenza. Prof.ssa Vanda Bonardo, insegnante di Matematica e Scienze, ex Presidente di Legambiente Piemonte, esperta di problematiche legate alle questioni alpine. Presentazione del documento di Legambiente per il congresso nazionale e attività connesse. 17.50: Prof. Antonio Zecca (Università di Trento) Docente di Fisica del Clima, esperto di Energia, è impegnato nella ricerca di Energie per il futuro, sulla base dell’affidabilità scientifica nel campo della Climatologia e della Fisica – “Capire il futuro per cambiare il presente.” 18.40: Prof. Matteo Cattadori (Museo di Scienze Naturali di Trento) Il primo insegnante di Scienze che è andato in Antartide , ideatore della comunicazione fra scienziati e mondo della scuola (anche media) ha recentemente organizzato un Science Camp sull’Ortles per permettere ai ragazzi di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica “Nuovi percorsi didattici e di collaborazione nel campo delle Scienze Polari”. 19.00 – 19.30: Discussione Con la partecipazione di Claudio Campedelli (Ambiente e Salute) La partecipazione é libera; eventuali offerte saranno utilizzate per le attività che realizzeremo grazie ad entusiasmo e prestazioni volontarie di soci e simpatizzanti.
CONTATTI:
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Tel.cell. 3484998582 |
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Cittadini: incenerire è bello e pulito |
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Lunedì 24 Ottobre 2011 13:16 |
Ci siamo di nuovo. Una volta deciso di costruire l’inceneritore bisogna accompagnarlo da operazioni di marketing. Cittadini di Bolzano: incenerire è bello, moderno, fa bene all’ambiente, vi riscalda, vi raffredda, e da quanto risulterà dal convegno di oggi 24 ottobre 2011 non fa male alla vostra salute, anzi. Ah, dimenticavo, l’inceneritore vi farà diventare ricchi.
Purtroppo, come al solito, non vengono affrontate le questioni critiche dell’inceneritore o meglio della gestione (s)corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano. Si preferisce passare subito a come limitare i danni nella logica di scegliere tra il peggio e il meno peggio. Le questioni critiche sono state illustrate spesso ma i nostri amministratori non hanno trovato mai il tempo di affrontarle o prenderle sul serio.
Utilità Che incenerire i rifiuti sia il modo scorretto per gestione dei rifiuti, è comprensibile dalla normativa europea: L’articolo 4 della Direttiva del Parlamento Europeo del 19 novembre 2008 prescrive: “Gerarchia dei rifiuti 1. La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e e) smaltimento.”
Contrariamente alla normativa europea il piano dei rifiuti della Provincia di Bolzano prevede la crescita della quantità dei rifiuti (come se questo dovesse corrispondere ad una legge naturale), l’impossibilità di differenziare la plastica in quanto si parte dal presupposto che essa non è riciclabile (negando l’esistenza di tecnologie di riciclaggio per la plastica) e con la decisione di costruire l’inceneritore di limitare indirettamente la differenziazione. Si ricorda inoltre che l’inceneritore, al quale i rifiuti saranno conferiti “tal quale” come raccolti, produrrà in ogni caso un minimo di 30% di rifiuti speciali (scorie e filtri) che devono in ogni modo essere smaltiti in discariche speciali. Non sarebbe economicamente ed ecologicamente -oltre che corrispondente alla normativa-, più sensato aumentare la differenziazione per poi riciclare i materiali? In questo modo si ridurrebbe il residuo al di sotto di quel 30% che l’inceneritore produrrebbe senza produrre ulteriore CO2 e altre sostanze potenzialmente nocive.
Costi Costo stimato: 70.000.000 d’Euro. Costo a lavori non ancora ultimati 2011: ca. 130.000.000 d’Euro. Aumento del ca. 100%! La costruzione dell’inceneritore è stata finanziata con un mutuo che verrà molto probabilmente ripagato (con interessi) dal gestore pubblico dell’impianto. La garanzia però è data dai cittadini, se non dovessero esserci i ricavi sperati, il che è molto probabile, noi cittadini dovremmo rispondere del debito. Come al solito pagheremo le conseguenze attraverso le tariffe, imposte, riduzioni dei servizi o altri stratagemmi. I mancati ricavi sono essenzialmente dovuti alla considerazione fuorviante che l’energia elettrica e termica prodotta dall’incenerimento della plastica contenuta nei rifiuti sia “assimilabile” alle energie rinnovabili. L’Italia, nel 2003, è stata condannata per quest’equiparazione e di conseguenza non sono possibili sovvenzioni per quest’energia in quanto la plastica prodotta dal petrolio non è energia rinnovabile. Anzi in un futuro sarà probabile che chi usufruisce di questa forma d’energia dovrà contribuire per i certificati verdi per l’energia elettrica e per i certificati bianchi per quella termica sovvenzionando coloro che producono energia rinnovabile sul serio. Per evitare la riduzione di CO2 e proteggere i monopoli degli impianti di teleriscaldamento, il legislatore provinciale ha già messo le mani avanti escludendo le sovvenzioni per il termico solare (rinnovabile per eccellenza) nelle zone servite da teleriscaldamento quindi anche le zone servite dall’inceneritore di Bolzano!
Salute Non bisogna essere illuminati per comprendere che senza inceneritore l’ambiente (in tutti i sensi) a Bolzano sarebbe migliore. La salute non è un bene di scambio, le probabilità di rimanere sani in una città senza un inceneritore sono maggiori rispetto ad una con. Gli alimenti prodotti in una zona senza inceneritore sono più pregiati e sani. Poco rassicuranti sono i controllori che si confondono con i controllati.
Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con il tempo! Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso! Chiediamo una gestione corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano!
Ambiente Salute
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Giovedì 06 Ottobre 2011 06:15 |
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Corridoio verde del Brennero: trucco per opera inutile |
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Giovedì 15 Settembre 2011 10:05 |
Se una “grande opera” ferroviaria proviamo a mascherarla dentro un corridoio verde forse non si vede che è solo un’opera grande, enormemente costosa, devastante per l’ambiente, incoerente con gli obiettivi dichiarati; forse possiamo sorvolare sul fatto che le risorse per realizzarla sarebbero praticamente solo nuovo debito pubblico; e forse smettiamo di dover discutere sui progetti, anzi li diamo per realizzati.
Questa la riserva mentale che sembrava aleggiare nella conferenza “Corridoi verdi nella Rete TEN” organizzata da Arge Alp 1 e Piattaforma Corridoio del Brennero 2 a Trento il 6-7 settembre 2011.
Il corridoio verde è un’idea non originale che associa allo sviluppo di infrastrutture stradali e ferroviarie la proposta di un modello di territorio a basso consumo energetico, basso inquinamento e basso consumo di superficie, in cui massima sarebbe l’attenzione alla qualità della vita delle popolazioni residenti. Perciò il corridoio verde costituirebbe il quadro di riferimento ottimale in cui agli assi di trasporto sono affiancati impieghi di tecnologie a minimo impatto ambientale, riduzione degli inquinamenti, misure di controllo del traffico, produzione e distribuzione di nuove fonti di energia e di idrogeno, logistica intermodale integrata efficiente, pratiche di “osmosi” con le aree attraversate, regole di gestione armonizzate a livello internazionale, informazione diffusa. Insomma, un quadro confortevole per infrastrutture destinate, così, a pesare poco. Non è difficile capire perché queste proposte riguardino solo alcuni corridoi di transito; si tratta di maldestre e non credibili ipotesi di compensazione.
Proprio le reticenze e le contraddizioni emerse nella conferenza mostrano quanto propagandistico sia questo approccio e
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FOTOVOLTAICO: L’ITALIA SUPERA I 10 MILA MW DI POTENZA INSTALLATA |
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Giovedì 15 Settembre 2011 05:53 |
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Finalmente una buona notizia:
Il GSE ha comunicato che in Italia il fotovoltaico ha superato una potenza installata di 10.000 MW (vedi comunicato stampa allegato). Le italiane e gli italiani che hanno partecipato al referendum contro l´energia nucleare posso essere fieri del loro voto e hanno indicato al paese la giusta via da percorrere: quella dell´era solare. C’è voluto lo sforzo congiunto di molte persone per organizzare il referendum e raccogliere le firme necessarie e infine, grazie alla lungimiranza delle cittadine e dei cittadini che hanno partecipato al referendum, siamo riusciti a fermare le sciagurate scelte di una minoranza del paese che con le sue scelte incompressibili ci avrebbe impedito questo ottimo risultato! Questa storia a lieto fine ha dimostrato che cambiare -in meglio- è possibile e invitiamo tutti a partecipare alla gestione della societá rigettando quel atteggiamento negativo di allontanamento alla partecipazione popolare sulle decisioni. Ambiente Salute

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Il riciclabolario di SEAB e la plastica incenerita |
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Giovedì 01 Settembre 2011 20:43 |
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Gentile rappresentante comunale, Gentile rappresentante provinciale, grazie al suo disimpegno verso la raccolta differenziata in provincia di Bolzano non è possibile raccogliere e riciclare gran parte della plastica contenuta nei rifiuti.
Questa è la nostra risposta all'allegato dell'ultima bolletta per lo smaltimento dei rifiuti dove SEAB s.p.a. ci comunica, come clienti, che la plastica è si riciclabile ma non facile da differenziare. Innanzitutto vorremmo sapere perché sia difficile differenziare la plastica visto che milioni di cittadini europei lo stanno facendo da anni come previsto dalla direttiva europea. Siamo solo noi cittadini e cittadine della provincia di Bolzano che non abbiamo la capacitá intellettuale di differenziare la plastica? Perché come cittadina/o europeo non mi è permesso di differenziare la plastica che puó essere riciclata?
La risposta sta molto probabilmente nel fatto che gli amministratori anni fa hanno deciso di costruire a Bolzano un inceneritore da 130.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (i rifiuti andrebbero inceneriti “tal quale” come conferiti nei cassonetti) che deve essere alimentato con un combustibile. Ebbene la plastica nei rifiuti ha proprio questo compito: quello di permettere la combustione dei rifiuti. Levando la plastica l´inceneritore non puó funzionare (la parte biogena dei rifiuti non è sufficiente per la combustione). Peccato peró che bruciando la plastica si formino una serie di composti chimici che, specialmente nelle giornate con inversione termica e/o poco ventilate, una volta respirati sono tossici. Con i tanto decantati filtri ci vogliono far credere che l´inceneritore inquina meno di una macchina diesel. Ma resta da chiedersi: se la direttiva europea prescrive il riciclo della plastica e la tecnologia lo permette, perché non farlo? Si sarebbe evitato di aprire un maxi mutuo da ca. 120 milioni di debito occulto che si va ad aggiungere al debito pubblico che ci creerà problemi per i prossimi decenni. Si sarebbero creati piú posti di lavoro localmente rispetto a quelli per l´inceneritore. Si sarebbe dato un contributo decisivo alla riduzione di CO2. Si sarebbero potuti utilizzare i 120 milioni di Euro della costruzione del nuovo inceneritore per il risanamento energetico degli edifici. Potremmo respirare aria piú pulita. Avremmo degli alimenti piú sani senza la ricaduta delle sostanze tossiche dovute al incenerimento dei rifiuti.
Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con i tempi! Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso! Noi di Ambiente e Salute chiediamo che si applichi il principio europeo di chi inquina paga e invitiamo tutta la cittadinanza a pretendere con forza la possibilitá di differenziare e riciclare tutta la plastica!

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Stairway to heaven – Una scala per un paradiso chiamato Virgolo/Eine Treppe zum Paradies: den Virgl |
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Mercoledì 27 Luglio 2011 20:18 |
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dal sito: Il nostro virgolo UnserVirgl



“…e si mormora che presto se tutti noi intoniamo la melodia il pifferaio ci condurrà alla ragione e albeggerà un nuovo giorno per coloro che aspettavano da lungo tempo e le foreste risponderanno con una risata…”
(Stairway To Heaven – Led Zeppelin 1971)
Dopo aver elaborato e diffuso nel 2010 una raccolta di idee per uno sviluppo del Virgolo come zona ricreativa di vicinanza per la città di Bolzano (vedi pubblicazione “Il nostro Virgolo – La bella addormentata nel bosco”) il comitato “Unser Virgl – Il nostro Virgolo” in collaborazione con l’Architetto Rinaldo Ruvidotti ha elaborato una proposta per una via d’accesso alternativa per il Virgolo – nonché possibile futura attrazione per la città: una scalinata per raggiungere velocemente, in modo sportivo e salutare – e soprattutto senza l’impiego di mezzi di trasporto – il Virgolo. Come molte altre grandi idee, anche questa idea di una scala che porti al Virgolo nasce da due chiacchere fra amici, semplici cittadini, un calzolaio ed un commerciante (Arturo e Paolo),che immaginano progetti per la cittadinanza facilmente realizzabili, legati alla storia del proprio territorio, progetti che, come in questo caso,incontrano l’adesione spontanea di professionisti (Dr. Ing. Karl Angerer e Dr. Arch. Rinaldo Ruvidotti) che senza pretese, lavorano per la stesura della prima bozza di progetto.
Tale scalinata consisterebbe in 1088 gradini di 18 cm ciascuno e permetterebbe di superare i 196 m di dislivello che separano la città da questo paradiso naturale che è il Virgolo e sul cui futuro come zona ricreativa si sta attualmente discutendo a livelli istituzionali. Il percorso della scalinata – secondo l’idea da noi elaborata – si svilupperebbe
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Mercoledì 06 Luglio 2011 21:24 |
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Riguardo gli avvenimenti accaduti in Val di Susa il comitato NO TAV Kein BBT ha distribuito alla popolazione di Bolzano un volantino contenente alcune informazioni sulle motivazioni che hanno portato le persone della Val di Susa ad opporsi alla costruzione della nuova linea AV/AC Torino Lione.
Ne condividiamo i contenutti e lo pubblichiamo di seguito.
In questi giorni abbiamo assistito ai violenti scontri in Val di Susa. Quasi tutti i mezzi di comunicazioni hanno descritto i NO TAV come campanilisti rivoltosi, interessati solamente a difendere a tutti i costi il proprio orticello, mentre il governo, anzi l’intera classe politica, si impegna faticosamente per il progresso e gli interessi di tutta la nazione.
Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Ecco alcune informazioni che, nella fretta della vita di ogni giorno, ci sono forse sfuggite:
i costi, a carico dei cittadini, per l´Alta Velocità già realizzata in Italia sono di 72 milioni/km, contro i 10 milioni/km della Francia ed i 9 milioni/km della Spagna = esplosione dei costi TAV italiani, rispetto alle cifre preventivate ed a quelli negli altri stati;
Nel 2007 la Tav S.p.a. aveva già un bilancio in passivo di 13 miliardi, pari a circa 1% del PIL = la TAV è un’opera perennemente in passivo che aumenta il buco del debito pubblico per decenni;
Nel 2010 l’Alta Velocità è stata adoperata solo
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