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LETTERA AGLI AMICI di padre Alex Zanotelli - Napoli, 12 luglio 2008

Berlusconi torna nel capoluogo campano con mezzo governo e annuncia trionfante: «L'emergenza è finita, la città adesso è pulita e torna finalmente in Occidente. Abbiamo fatto tutto in 58 giorni». Ma l'emergenza rifiuti in realtà è tutt'altro che finita. Tolte dalle strade del centro, montagne di immondizia restano ancora accumulate in buona parte delle periferie e dell'hinterland. I cassonetti bruciano e le proteste dei cittadini non si fermano: i comitati di Chiaiano bloccano l'autostrada contro l'apertura della discarica.

Alex Zanotelli scrive un' accorata lettera agli amici: 

“ E’ AL COLMO LA FECCIA”

Carissimi, è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità.

Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12 “ Solo falsità l’uno all’altro si dicono: bocche piene di menzogna, tutti a nascondere ciò che tramano in cuore. Come rettili strisciano, e i più vili emergono, è al colmo la feccia.”

Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.

Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.

E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……

Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto. A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economicifinanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.(E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.

E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord- Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!” Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori.

Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.

E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.

Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani. Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente.

Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi!)

Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra!(Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna!

E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!). E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?!

Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare. Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.

Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .”

Qual è dunque il compito del predicatore oggi? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto:coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità...Il nostro compito oggi è la temerarietà. Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera”.

Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa.. “I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce -diceva sempre Kaj Munk- mai il camaleonte”.

Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita . Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.

Resistiamo!

Alex Zanotelli

 
Una cura peggiore del male

Venerdì 27.06.2008 l’ Associazione Ambiente e Salute insieme al Dachverband für Natur- und Umweltschutz ha organizzato un incontro sul tema della gestione dei rifiuti e sue ripercussioni sulla salute dei cittadini

Ambiente e Salute  ha ribadito di ritenere inutile, pericoloso e tecnologicamente superato l’utilizzo dell’incenerimento.

L’ assessore all’ambiente Laimer, in primis, e tutta l’amministrazione provinciale, con il benestare della Giunta comunale di Bolzano targata Spagnolli si dovranno assumere la responsabilità di questa scelta e delle loro affermazioni, che hanno ripetutamente escluso qualsiasi pericolo per la salute dei cittadini dai fumi dell’inceneritore. Parole mai suffragate da studi e da indagini epidemiologiche serie sui cittadini.

Dati e studi che invece hanno abbondantemente accompagnato tutta la relazione della dottoressa Gentilini, oncoematologa di Forlì, Medico per l’ Ambiente ISDE.

 L’Associazione Ambiente e Salute continua ad informare i cittadini, a portare esperti nei diversi settori della gestione dei rifiuti: stiamo concludendo con il dr. Koch di Amburgo uno studio su come è stata fatta la Valutazione di Impatto Ambientale a sulla costruzione dell’inceneritore.

 Dati preliminari ci dicono che la VIA (2004) non è stata fatta con i modelli di valutazione migliori dell’epoca, che le condizioni meteorologiche e orografiche e i nuovi insediamenti non sono stati presi in considerazione e non vengono neppure citate le polveri ultrafini. Un lavoro importante che presumibilmente a settembre potremo presentare pubblicamente e del quale dovremo valutare l’utilizzo nelle diverse sedi .

Invitando tutte le forze politiche a cui interessi la salute dei cittadini a darsi da fare per impedire che per i prossimi 30 anni noi e i nostri figli si debba  subire questa scelta sbagliata solo per pigrizia e falso senso di superiorità.

Siamo stati  a Lavis per un dibattito sull’inceneritore di Trento organizzato dal Comune , una sala piena, presenti molti politici ad ascoltare esperti di grande livello, esperti che ci piacerebbe venissero ascoltati  anche dai nostri amministratori.

Poichè  è possibile ad assessori e consiglieri chiedere l’audizione di esperti ci auguriamo che qualche politico veramente interessato chieda di ascoltarli, ecco i loro nomi:
Dr.Patrizia gentilini, medico, specialista oncoematologia Forlì

Ing. Massimo Cerani : esperto di energia e consulente per la gestione dei rifiuti. Brescia

Assessore provinciale della toscana dr Baronti : ex assessore all’ambiente di Capannoni, 1° comune in Italia che ha introdotto la  strategia Rifiuti zero.

Sig Carla Poli :imprenditrice, direttrice Centro Riciclo Vedelago ( centro di riciclaggio).Treviso

dr.Klaus Koch, Umweltnetz Hamburg, ecologo, esperto di impianti di incenerimento, che ben conosce la nostra situazione.

Un occasione per ascoltare quale sarebbe la  strada verso una strategia corretta della gestione dei rifiuti.
Claudio Vedovelli

 

Dr. GENTILINI : La salute

 
“ Una cura peggiore del male” .

Se dovessimo considerare i rifiuti come un problema o un male, cosa che invece essi non sono, anzi sono delle risorse, l’incenerimento rappresenterebbe una cura peggiore della malattia.

Proprio in questi giorni in Francia numerosi medici, spaventati dai dati scientifici sui rischi per i cittadini che vivono nelle vicinanze di inceneritori, sono riusciti a bloccare la costruzione di 9 impianti.

Ogni combustione trasforma materiali inerti in sostanze tossiche e pericolose.

Esistono numerosi studi in letteratura che sono soprattutto i bambini i più sensibili a queste sostanze; che se assorbiti in età infantile possono determinare lo sviluppo di malattie anche in età successive.

Molte sostanze tossiche causano, soprattutto nei bambini, danni cerebrali e disturbi del comportamento.

I nuovi impianti, anche se tecnologicamente all’avanguardia non sono esenti da queste problematiche, anzi prende sempre più consistenza una nuova forma di inquinamento che è quella da polveri ultrafini. Particelle delle dimensioni di un virus capaci di entrare nel torrente sanguigno e di diffondersi in tutto l’organismo.

Sono ormai noti gli effetti di queste polveri sia a livello dell’apparato respiratorio ( tumori, asma, allergie) ma soprattutto a livello cardiocircolatorio ( ictus, infarti cardiaci ).

Le donne appaiono gli altri soggetti particolarmente sensibili a queste sostanze. Particolarmente vulnerabile e pericoloso appare il periodo della gravidanza per il rischio di passaggio di queste sostanze tossiche all’embrione; sono state viste concentrazioni di sostanze tossiche già a livello del cordone ombelicale. Di fatto la pericolosità di una sostanza non dipende solo dalla dose, ma anche dal momento in cui colpisce e dalla fragilità del bersaglio .

Per quanto riguarda i limiti di legge, per le sostanze cancerogene non esistono di fatto limiti che possano tranquillizzare, tenuto inoltre conto che i limiti sono calcolati su individui adulti sani e non su bambini o altri soggetti più deboli. Molte sostanze tossiche prodotte dai camini ( arsenico, piombo, altri metalli pesanti) hanno effetti su diversi organi e effetti diversi a dosi diverse.

L’inceneritori sono, secondo una legge del 1994 ritenuti industrie insalubri di 1° categoria.

Esistono oggi alternative valide all’incenerimento e con molti meno rischi per la salute dei cittadini.

Anche dal punto di vista dei costi sanitari causati da un inceneritore è oggi possibile con modelli matematici prevederne l’importo dovuto alle patologie ad essi correlate; sono costi enormi che vanno ad aggiungersi ai costi dell’impianto e della sua manutenzione.

Bisogna ritornare alla medicina preventiva (1° = impedire che si sviluppi la malattia)  quindi non costruire inceneritori rappresenta una forma molto importante di prevenzione primaria per molte patologie tumorali e non.

Alla fine della relazione è seguita un ampia discussione.

Un cittadino ha chiesto come mai esistono pareri diversi anche fra i medici ,mentre secondo lui la scienza dovrebbe essere neutrale . La dottoressa ha risposto dicendo che purtroppo spesso anche la scienza è in qualche modo influenzata dall’industria e dal mercato, e che quando si legge qualcosa bisognerebbe sempre capire chi scrive e se ci sono conflitti di interessi. La stessa epidemiologia è una scienza molto difficile e l’interpretazione oltrechè la formazione dei dati può prestarsi a diverse letture. Va comunque sempre sottolineato il principio di precauzione e quando su un tema così delicato come la salute esistono dei dubbi o delle diversità profonde, si consiglierebbe di attendere e non fare.

 Molti hanno chiesto di Napoli e del fatto che anche Bolzano, come ha detto il presidente Durnwalder, senza inceneritore possa diventare come Napoli.

La dottoressa ha risposto che chi fa questi discorsi ha pochi argomenti e dimostra scarso rispetto per i molti cittadini ed amministratori che si stanno dando da fare per migliorare sempre di più la differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. La situazione di Napoli è una situazione voluta, i rifiuti devono essere visti ( visibili e odorabili),  per suscitare proprio queste reazioni, che spingono alla costruzione di inceneritori, togliendo spazio alla contestazione e alla democrazia.

Bolzano, ha aggiunto il dr. Vedovelli, non corre alcun rischio; anzi l’unico rischio che corre è quello delle sostanze tossiche che usciranno dal camino dell’inceneritore. A Bolzano non c’è alcuna emergenza rifiuti, ci sarebbe il tempo e una situazione favorevole da parte dei cittadini, per soluzioni virtuose, spingendo al massimo la differenziata, attraverso la raccolta porta a porta del secco e dell’umido, con una tariffa puntuale e alla fine puntando su forme spinte di riciclaggio, come ad esempio si fa a Vedelago o attraverso trattamenti meccanico biologici a freddo.

 Cosa si può ancora fare, visto che sono stati assegnati i lavori ?- hanno chiesto in molti.

La dottoressa ha risposto che sia l’esperienza francese, che un’ esperienza in Sardegna di questi giorni (  l’esperienza di Montebelluna e della Sindaca Puppato n.d.r.) dimostrano che anche  dopo l’assegnazione dei lavori la mobilitazione dei cittadini e la loro pressione sui politici sia riuscita a far cambiare idea e a bloccare la loro costruzione.

E’ auspicabile un passo indietro da parte dei  politici, che non è vergognoso, ma possa rappresentare un segno di umiltà, che finora è mancata, e che spesso racchiude in sé onestà e intelligenza. L’importante sarebbe esserci dove si discute e si dibatte, e soprattutto saper ascoltare.

I politici e i tecnici sudtirolesi, anche in questa occasione, hanno dimostrato con la loro assenza di non volere ascoltare e di avere preso delle decisioni indiscutibili ed immodificabili, qualsiasi cosa accada.

La decisone della Provincia appare dunque  definitiva ed inequivocabile e non si capisce allora lo scopo di un tavolo tecnico, a decisione già completamente presa. Un tavolo che fra l’altro pare essere dimenticato, un tavolo di cui ancora non sono chiare le regole.

 Cosa si può fare, cosa stiamo facendo?

Innanzitutto ha suggerito la dottoressa  riportando esperienze di altre città d’Italia, si deve richiamare pubblicamente le responsabilità del Sindaco della città, come responsabile della salute. In questo senso sono state fate denuncie per danno presunto; è possibile inoltre ricorrere alla Comunità europea.

Si può e si deve pensare di far pagare anche politicamente alle prossime elezioni queste scelte scellerate.

 


 

A San Michele

Inceneritore, oggi il convegno

Esperti a confronto. «Non serve, le alternative esistono»

Iniziativa del Comune di Lavis. L’assessore Lorenzoni:

«Va rotto il silenzio sul progetto, rischiamo di avere un impianto già superato»

 

TRENTO. Si torna a parlare dell’inceneritore di Ischia Podetti, in chiave critica: oggi a San Michele, su iniziativa del Comune di Lavis, si terrà un convegno di esperti. Motore dell’iniziativa è il dottor Lorenzo Lorenzoni, assessore alla sanità e ambiente a Lavis e autore di alcune dure prese di posizione sull’argomento, l’ultima delle quali contro l’Ordine provinciale dei medici, ritenuto troppo «blando» sul termovalorizzatore.

 

«Lo scopo del convegno - spiega Lorenzoni - è rompere il silenzio steso sul progetto, per dimostrare che le possibili alternative all’incenerimento dei rifiuti esistono e sono valide». Il titolo del convegno è: «Alternative all’incenerimento: possibili e praticabili».

Dice Lorenzoni: «Sino a qualche tempo fa, la questione dei rischi era l’unico strumento che possedevamo; oggi, invece, possiamo rispondere alla domanda: e che ne facciamo di tutte quelle tonnellate? Noi rischiamo di accendere il nuovo termovalorizzatore tra quattro o cinque anni, quando potrebbe essere già un impianto superato».

 

Esiste già oggi un progetto che riutilizza il rifiuto secco - se omogeneamente raccolto - e lo trasforma in prodotti che possono reinseriti nel mercato: questa l’alternativa, assieme ad una raccolta differenziata sempre più spinta. I relatori del convegno saranno Massimo Cerani dell’associazione EnergEtica di Brescia (“Il porta a porta e la tariffa puntuale: come valorizzarli”), Eugenio Baronti assessore alla ricerca della Regione Toscana (”Le buone pratiche per l’ecoefficienza e il risparmio”), Carla Poli direttrice del Centro Riciclo di Vedelago (“Il rifiuto come risorsa”) e Patrizia Gentilini, specialista in oncologia medica (”Incenerire i rifiuti: una cura peggiore del male”).

 

 «Città molto simili alle nostre per caratteristiche fisiche e socio-economiche come Innsbruck e Salisburgo - dice Lorenzoni - rifiutano gli inceneritori per i rischi che questi comportano. A novembre “Le Monde” riportava la notizia che nella provincia di Clermont-Ferrand è stata bloccata la realizzazione di ben otto inceneritori già progettati, a dimostrazione della presa di coscienza dei rischi che questi impianti comportano». Tra gli invitati anche i padri dell’inceneritore: il governatore Dellai, l’assessore provinciale all’ambiente Gilmozzi e il sindaco di Trento, Pacher. «Nessuna risposta, da loro» dice Lorenzoni. Invitati anche sindaci e amministratori comunali, enti gestori del servizio rifiuti (Asia, Anmu) e consorzi. Appuntamento questa sera alle 20 nella sala consiliare del Comune di San Michele all’Adige.

 

Trentino, 27 giugno 2008

 

 

 

Verso “Rifiuti Zero”

Il Centro Riciclo Vedelago - 1^ puntata
 

 

Per i decisori e per i soggetti portatori di interessi comuni è uno spunto formidabile per lavorare sulle analisi merceologiche; per promuovere sperimentazioni che puntino a intercettare le frazioni pesanti che possono incidere maggiormente sul peso del residuo: l’umido ed i pannolini (tessili igienico sanitari), con la incentivazione del compostaggio domestico ma soprattutto con l’introduzione di tariffazione puntuale sul residuo, con una quota variabile “pesante” che induca gli utenti a controllare la qualità e quindi il peso del rifiuto residuo.

 

 
Una straordinaria notizia ed un esempio da seguire
Il Presidente della Provincia Luis Durnwalder ha annunciato in data 24.06.2008 che Vizze non sarà interessata da alcun tunnel del progetto BBT. La scusa, un cambiamento tecnico, che comunque la dice lunga sulla confusione che regna intorno a questo megaprogetto. Una decisione che premia il coraggio e la perseveranza di un intero Paese.

Siamo felici per gli abitanti di Vizze e di tutta la terra.

salutipratidivizze-2.jpgLa notizia non può che rallegrarci, ma anche farci fare qualche considerazione, visto che il resto di questo mega progetto, apparentemente senza fondo(i) e senza fine, rimane in piedi.

A pochi mesi dalle elezioni provinciali, con il partito di raccolta di lingua tedesca, l’SVP in grave crisi, si tenta ogni carta affinché quel limite del 50% , che ormai rappresenta un incubo, venga raggiunto.

E’ questo il periodo delle mille promesse, dell’abolizione del ticket sulla sanità, precedentemente sempre sostenuto, dell’attenzione al portafoglio dei cittadini, degli attacchi a nemici inesistenti, i soliti immigrati, del richiamo ai valori della terra e della bandiera, autodeterminazione compresa.

Bisognerà e certo lo faranno i cittadini di Vizze, vigilare che da qui a pochi mesi i piani non si modifichino di nuovo.

Bisognerà comunque continuare a lottare contro un progetto devastante dal punto di vista ambientale e della vita dei cittadini, poco chiaro per quanto riguarda i finanziamenti e che soprattutto non risolve il vero problema di quelle valli, che è il transito continuo e  incessante di TIR sull’A22.

Un problema quello dell’inquinamento ambientale e acustico, che è attuale, da risolvere con urgenze e al quale la Provincia risponde con un progetto ancor più devastante, ma che comunque rimanda le improbabili soluzione a fra 20-30 anni.

Bisognerà vigilare che il buco, almeno a parole chiuso a Vizze, non si riapra più in là o più in qua. Bisognerà comprendere che la lotta è di tutti contro tutto il progetto, e che solo i cittadini con le loro iniziativi e facendo sentire la loro voce possono fermare l’intero progetto.

Per ora brindiamo ad un cunicolo che non si apre.

Claudio Vedovelli

 

 

stop_bbt.jpg

 

 

Prati di Vizze, 24 giugno 2008

 

 

Il tunnel finestra in Val di Vizze non verrà realizzato!

Questo è un grandioso successo per la popolazione di Prati, Tulve, Avenes e tutta la Val di Vizze!

Il nostro ringraziamento per averci sostenuto dal momento della formazione della nostra iniziativa

civica, va innanzitutto alle cittadine e i cittadini della Val di Vizze, dell’Alta Valle Isarco, dell’Alto

Adige, del Trentino, del Tirolo e poi a tutte le associazioni, ai gruppi ambientalisti, al partito dei

Verdi e a tutti i partiti di opposizione di lingua tedesca.

Questo successo ci fa capire come coraggio civile, perseveranza e consapevolezza delle proprie

ragioni possano trasformarsi in grandi risultati.

Da più parti ci è stato detto che tutto era già stato deciso e che noi stavamo sprecando le nostre

energie. Con un mirato e trasparente lavoro d’informazione, siamo invece riusciti a coinvolgere

molti cittadini e ha a convincerli che, anche quando sembra che siano state prese decisioni

incontrovertibili, si può lottare con successo.

Noi siamo convinti del fatto che senza la nostra pacifica protesta organizzata, vivremmo già in un

cantiere. I dirigenti comprensoriali della SVP e l’amministrazione comunale di Prati avrebbero il

diritto a rivendicare questa vittoria se, almeno dopo la consegna delle oltre 900 firme contro il

tunnel nella nostra valle, si fossero pubblicamente schierati dalla nostra parte.

Per noi la rinuncia a costruire il tunnel finestra della Val di Vizze è un enorme successo. Riguardo al

progetto generale dell’opera non possiamo però che ribadire il nostro giudizio negativo e

continuiamo a chiedere un immediato stop dei lavori. Siamo convinti della negatività di questo

piano per mobilità e trasporti e stiamo ancora aspettando un pubblico dibattito sull’utilità delle

opere progettate.

Siamo inoltre ancora in attesa delle promesse immediate(?) misure di riduzione del traffico!

Si è dimostrato che anche in Alto Adige per mezzo delle proteste si può ottenere qualche cosa.

Trattare si può solo quando i decisori politici sono disposti a dialogare con gli interessati.

I portavoce di STOPBBT
 

Silvia Bacca

Renato Bussola

Klaus Schuster

 
Rane, cemento, arte e memoria

Il commercio dell’arte e la cementificazione della memoria: ma cosa c’entrano le rane in tutto questo?

cantina_di_gries.jpgDue modi diversi, ma il risultato è lo stesso: la città viene violentata, si snatura, cambia i connotati, i cittadini non la riconoscono più, mancano i luoghi riconosciuti di aggregazione, i punti di riferimento, le nuove costruzioni, perfino le nuove piazze rimangono deserti, con sotto centinaia di parcheggi e cemento non permeabile alle acque.

Da una parte la spinta commercial-turistica, camuffata da arte e cultura, crea un cubo fosforescente impiantato in mezzo al centro vecchio ( vi consiglio la spaventosa visione dall’alto ( es. da da San Genesio) al quale, come afferma il Preside della facoltà di Design Cuno Prey, si aggiungono, "senza continuità due ponti di acciaio", di per sé interessanti , ma completamente inutili e estranei all’ambiente pre esistente, oltrechè costosi per l’intera comunità.

L’arte e la cultura vengono uccise da una rana verde in croce. Al primo impatto con i poteri forti ( Chiesa, Religione e quant’altro), il cubo si autodisgrega, l’arte viene coperta e rimane solo lo specchietto per allodole turistiche.

A questo è servita la rana, già bistrattata nella realtà dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento ( altroché croce, file di croci ci vorrebbero per rappresentare quello che sta accadendo alla natura: una croce con le balene, una croce con i poveri orsi, una croce con i delfini, una croce anche per api e così  via).

La rana è servita  a : 1) chiarire chi comanda ( Chiesa e Durnwalder); 2) sottolineare che l’arte può andare bene, ma entro i confini dello Statuto 3)  fare molta pubblicità ad un cubo che nasce, come molte cose in Sudtirolo, imponente e sfarzoso, un po’ tronfio, ma già amputato nei contenuti.

Dall’altra una parte di città, la cantina vinicola di Gries, vecchia ma non dimenticata, viene sacrificata al cemento e agli affari. Così come molti altri patrimoni architettonici della città ( il vecchio cinema Corso, le scuole Pascoli, il vecchio Ospedale, Piazza Don Bosco  e decine di case sostituite da cubi o supposte di cemento), pezzi di memoria che  appartengono ad ognuno, con la propria storia e la propria esistenza.

Una resa totale alla pianificazione  e alla confusione, oltre che al caldo indotto dal cemento, dove una città  risulta indifesa e trasformata, fra avvocati, ricorsi, ritardi comunali, amnesie, cambi di destinazione, trasporti di cubature e  infine una legge che si chiamerebbe di “tutela degli insiemi”, che sembra essere fatta apposta per essere disattesa.

Museion e cantine di Gries due modi diversi per ottenere lo stesso risultato. 

Claudio Vedovelli 

 

cantina_gries-museion-ex_sicar dai quotidiani locali
 
Una bella notizia
baby_no_dal_molin.jpgRiportiamo con grande soddisfazione la notizia della sospensiva da parte del TAR ai lavori della NUOVA BASE al Dal Molin ( Vicenza). Al di là della vicenda specifica,  ci preme sottolineare le motivazioni della sentenza. Motivazioni che riteniamo andrebbero applicate a tutte le opere che possano incidere sul futuro dei cittadini. In sintesi la sentenza eccepisce sul fatto che non sono stati informati i cittadini.

Ora il sindaco di Vicenza, da sempre contrario all’ampliamento della base, propone un referendum popolare. Il sindaco è stato eletto alle ultime amministrative, ed è stato un raro caso di amministrazione veneta passata dalla Lega al Centro sinistra.

Ricordiamo inoltre che a Vicenza si è avuto un grande successo della lista civica No dal Molin , difronte al tracollo della sinistra arcobaleno a livello nazionale. Un monito ai partiti a stare sulle cose, sui bisogni della gente, che invece in Alto Adige nessuno pare cogliere, trattando le discussioni politiche per lo più sulle alleanze, sui posti in lista e sulla spartizione delle cosiddette “careghe” ( = posti di potere).

 

 SENTENZA  DI SOSPENSIVA TAR_BASE USA DAL MOLIN

 

dal sito www.coordinamentocomitati.it  :  in data 20 giugno 2008 il TAR di Venezia, accogliendo l'istanza di ricorso del CODANCONS, ha dato la SOSPENSIVA ai lavori della NUOVA BASE al Dal Molin (ricordiamo che il Governo Prodi ha continuato a parlare di ampliamento perchè gli accordi del 1954 ne prevedevano solo otto in italia e il Dal Molin sarebbe stata la nona [alla faccia degli abusi edilizi]).
Ricordiamo che la SOSPENSIVA NON E' l'ANNULLAMENTO (ma di sicuro un buon inizio) e che ora più che mai è necessario mobilitarsi.
Faccio comunque notare che siamo di fronte ad un fatto storico per la città di Vicenza ma soprattutto per l'Europa stessa, sono stati riconosciuti tutti i diritti e i riferimenti fatti dal CODACONS alle leggi italiane (Impatto Ambientale, gara d'appalto, legittimità di atti ufficiali etc...) e alle leggi Europee: PARTECIPAZIONE E INFORMAZIONE DEI CITTADINI.
Lo abbiamo detto e continuiamo a dirlo: la costruzione della NUOVA base USA sarebbe il più grande ABUSO EDILIZIO della storia d'Italia... se poi lo dicono anche i giudici...
 
Qui c’è puzza di bruciato…
A settembre, se non vi saranno ulteriori intoppi dal punto di vista burocratico, inizieranno i lavori per il nuovo inceneritore a Bolzano Sud.
La notizia è stata confermata ieri dal direttore dell’Ufficio impianti smaltimento rifiuti Georg Simeoni. «Lunedì ci sarà una riunione tecnica, mentre il 24 giugno valuteremo l’offerta economica dell’unico gruppo di imprese che si è fatto avanti». Si tratta della cordata guidata da Atzwanger, nella quale è entrato anche il Consorzio cooperative di costruzioni di Bologna, che in occasione del secondo bando (annullato dal Tar) era avversario dell’Ati altoatesina! (vedi da Ecceterra: Toh! A Bolzano una sola offerta per incenerirli ). torta.jpgL’importo a base d’asta è di 81 milioni di euro. Soddisfatto l’assessore Florian Mussner: «Ora dobbiamo partire al più presto».
Così esultano gli amanti dell’incenerimento sudtirolese, dopo tante peripezie pare si sia riuscito a trovare il sistema per  costruire l’inceneritore e finalmente pare che tutti si siano messi d’accordo. D’altronde la torta è grossa e da mangiare c’è ne per tutti.
Non avevamo dubbi che la cosa potesse andare in porto: sia le novità in campo scientifico e della salute dei cittadini ( polveri sottili, nuovi dati sulle patologie tumorali ) , sia le nuove tecnologie di gestione dei rifiuti senza combustione ( trattamento meccanico biologico -TMB ) , e nemmeno il buon andamento della differenziata,  potevano far cambiare idea a chi aveva come unico interesse la costruzione di un inceneritore da 130.000/ton di rifiuti all’anno. Forti interessi politico-economici , avvallati da un folto corteo di "cosiddetti" tecnici hanno portato alla peggiore delle soluzioni, se soluzione è, del problema dello smaltimento dei rifiuti. 
Che fare di fronte alla sordità di chi ci amministra ( Nessuna risposta all' Appello delle 14 Associazioni ), di fronte al potere, di fronte alla pigrizia e alla paura dei tecnici provinciali, incapaci di tentare nuove strade, ormai nemmeno più tanto nuove?
Gestire i rifiuti senza incenerirli è ormai un dato di fatto, anzi è il modo ormai riconosciuto ( vedi impianto di Vedelago ) di guadagnare il massimo dagli stessi.
È’ chiaro che alla base ci deve essere una scelta politica, una scelta che invece ha preferito ancora una volta la via più semplice, ma anche la più costosa, la più pericolosa e la più dannosa oltrechè la meno efficiente (  la destra ( locale) se ne è accorta! ).
Atzwanger, già si sente vincitore e anch’egli ancora una volta tira in ballo come Durnwalder Napoli:  beh non servono commenti, di pura propaganda e anche bieca ci pare (vedi : Quanti errori in una sola frase, sig. Presidente! ). Napoli ha ben altri problemi, la cui soluzione non dipende certo dalla costruzione di alcuni inceneritori.
E' inutile dire che alle prossime elezioni questa amministrazione va bocciata, per tanti motivi, ma sopratutto per superbia e anti democraticità. I cittadini non vengono mai ascoltati, spesso sbeffeggiati e presi in giro, l’informazione non si fa e quando richiesta diventa una specie di comizio a senso unico, senza possibilità di replica, in cui tutto l’apparato provinciale si schiera compatto a difesa dei propri interessi.
Per fortuna poco lontano, nella vicina provincia di Trento, assessori più coraggiosi e intelligenti ( Comune di Lavis -Trento- Assessorato sanità e ambiente ) portano avanti nuove prospettive.
In Sudtirolo invece silenzio assoluto, si parla a tutti livelli soltanto di careghe, di teste di lista ecc, nessuna o poca reazione invece sui temi quotidiani.

Ma noi e voi resisteremo!
Non basterà la nuova linea decisionista e prepotente della Provincia, compresi i presunti tavoli o agende, che servono a questo punto solo, come avevamo già detto, a gettare una patina di democraticità su quelli che invece hanno portato avanti il loro affare senza alcun rispetto per altre idee e altre posizioni e soprattutto senza volere coinvolgere i cittadini.
Non sarà un appalto, nè l’eventuale costruzione, nè l’eventuale funzionamento dell’inceneritore da 130.000 tonn/anno che ci impedirà di continuare ad informare la popolazione sui rischi per la loro salute, sui rischi per l’ambiente, sui costi che gli stessi cittadini ripagheranno e sulla inefficienza di questo sistema di gestione dei rifiuti.
Per questi motivi e per spiegare scientificamente a chi da anni afferma, "sindaco scienziato" in primis, che incenerire non fa male alla salute, sarà a Bolzano la dr. P.Gentilini (video) , oncoematolga di Forlì, medico per l’ambiente che mostrerà, dati  e studi alla mano ( e non come quelli dell' Eberle!) i danni alla salute da vicinanza agli inceneritori.
A presto.
Claudio Vedovelli 
13.6.08 
20/06/2008, 04:03:18 Serata Info Gentilini a Bolzan
 
Listati a lutto

ippocastani_scuola_materna_viale_venezia_15.6.08web.jpg Altro verde, altra ombra, frescura ed ossigeno che se ne vanno.Che dire, sono pericolose quelle rigogliose chiome che ombreggiano il cortile della scuola materna" città dei Bambini" di viale Venezia, come dice il comunicato del Comune? Non sembrano proprio sofferenti , saremo noi a soffrire,ma non preoccupatevi , alla calura ci pensarà un bel condizionatore d'aria!

Per quanto riguarda la promessa di ripiantarne in autunno di nuove ( che avranno bisogno più di 50 anni per ritornare di queste dimensioni) saranno promesse da marinai come per le piante abbattute in viale Trieste dove si attende ancora l' appalto per il rifacimento dei marciapiedi?

E' un periodo strano, tanti piccoli e grandi alberi "malandati ed estremamente pericolosi" che secondo il Comune vanno abbattuti, prima viale Trieste, poi in via Dalmazia e in via Amba Alagi, ora questi e presto anche le robinie di via Weggenstein. Per fortuna che abbiamo un sindaco forestale e figlio di giardiniere!!! Quanta premura ad applicare loro l' eutanasia, speriamo che qualcuno pensi anche all' aria che respiriamo in città se tagliamo gli alberi e aumentiamo il cemento ed il traffico.

 Teresa Fortini 2007_taglio_alberi_via_triesteweb.jpg

"Una stima indica che un grande albero che abbia un diametro di 100 cm ad altezza petto di un uomo, rilascia 0.31 Kg di ossigeno al giorno. Un albero più piccolo, diametro 30 cm circa, rilascia solo 0.06 Kg al giorno.
Per confronto un uomo usa 0.84 Kg di ossigeno al giorno per la respirazione."

Comunicato stampa del Comune di Bolzano

Alberi pericolosi

Sostituzione di due ippocastani in Viale Venezia Nell'ambito di un controllo sulla stabilità delle piante all'interno della scuola Materna "Città dei Bambini" in Viale Venezia due esemplari sono risultati non più rispondenti agli standard di sicurezza e per questo verranno sostituiti.
Si tratta di due ippocastani (Aesculus hippocastanum) che presentano un grado di pericolosità estrema. Le loro chiome appaiono rigogliose, ma i danni subiti in passato ne hanno minato la stabilità a livello dei tessuti legnosi del tronco.
Il taglio è previsto per lunedì 16 giugno. Entro il prossimo autunno ne verranno piantati due nuovi.

16/06/2008, 01:52:24 nota
 
Arrampicatori

arrampicatori.jpg

Mentre decine di persone, non possessori di castelli, musei e quant’altro e non pagate per pubblicizzare acque minerali in bottiglia di plastica, si impegnavano ad organizzare una festa del Virgolo , un modo per far riscoprire alla cittadinanza una zona di alto valore naturalistico oltrechè patrimonio da sempre dei cittadini di Bolzano, il solito Reinhold Messner pontificava al mondo la sua visione ambientalista: progetto Thun al Virgolo e  alberghi all’ Alpe di Siusi (a.a. 8.6.08).

IL progetto Thun, ha affermato Messner, è un progetto per la città. Intanto beato Lui che ha avuto l’onore ,insieme a pochi altri di vederlo, questo progetto!
Poi vorremmo chiedere al famoso alpinista se si è mai recato al Virgolo, se conosce il valore botanico e faunistico di quel luogo.
Vorremmo anche che l’uomo che ha visto lo Yeti ci dicesse chi secondo lui  dovrà decidere sul progetto Thun sul Virgolo: lui, Thun e qualche altro amico o l’intera cittadinanza.
Ci piacerebbe capire,ragionare, ma ci rendiamo conto che in Sudtirolo non si possano aprire musei e castelli senza pagare un prezzo ai veri padroni della terra, un prezzo che spesso si chiama consenso, o almeno non-dissenso o meglio un dissenso che si usa definire pacato o meglio costruttivo, insomma si può essere ambientalisti ma non bisogna rompere le scatole ai timonieri.
Capiamo il sig. Messner, ma le sue passate gesta eroiche non gli danno diritto di mettere il becco in ogni faccenda ambientalista mostrando il più delle volte ignoranza e  superficialità.
Forse a Messner l’ossigeno più che a 8000 metri, servirebbe qualche minuti prima di fare certe affermazioni, se non altro forse gli si schiarirebbero le idee.
Claudio Vedovelli

La cronaca della festa sul Sito del Comitato "unser Virgl - il nostro Virgolo" (zweisprachig verfasst)

Le immagini della festa : 

  banchetti al virgolo

  kinderecke im freie

  Ideenaustausch

  gente al virgolo

 

 
 

 
La decisione ai cittadini!

logo.jpgMercoledì 4 giugno è stata presentata con una conferenza stampa l’iniziativa di numerose associazioni cittadine per  la revisione dello Statuto comunale di Bolzano.

 Promotore della proposta è  Iniziativa per più democrazia, l’instancabile comitato per la democrazia diretta, ma sono molte le associazioni che hanno aderito, noi per primi, ma non solo:

il VKE, Il Centro Tutela Consumatori utenti,  il Comitato Il nostro Virgolo, il Gruppo Ambientalista-Umweltgruppe, il WWF, l’Asus, il Filmclub, alcuni sindacati e altre associazioni ancora.

Insomma una rappresentanza varia ed estesa dell’attivismo cittadino nelle sue molteplici sfaccettature. E non è un caso.

Infatti,  se prendiamo ad esempio la nostra  personale esperienza, mai come ora che  siamo impegnati nel tutelare l’ambiente  che ci circonda, abbiamo preso coscienza dell’importanza di poter affermare la volontà popolare,  da una parte, e delle limitate possibilità per poterlo fare, dall’altra.

Oggi come oggi,  lo strumento di partecipazione popolare alle decisioni per la città, oltre alle elezioni di rappresentati politici, è il referendum così come previsto dallo statuto, con una serie di ostacoli – le tante firme autenticate da raccogliere per richiederlo, la decisione di ammissibilità della commissione nominata “politicamente”, il quorum di partecipazione decisamente troppo alto, l’esclusione dai temi ammissibili di alcuni importanti argomenti come l’urbanistica- .

Quello che succede più di frequente è che a certe decisioni politiche/amministrative non condivise da parte della popolazione, si risponda con raccolte di firme e sottoscrizioni. Però, nel migliore dei casi, queste petizioni, sono un suggerimento per l’amministrazione pubblica o per il politico di turno, ma non hanno la reale possibilità di diventare “legge”.

 

Un esempio per tutti può essere l’attuale situazione del Virgolo,  dove per attuare qualsiasi progetto di edificazione è necessaria una variazione della destinazione d’uso.  Bene. Se, per valutazioni che ci sfuggono, l’amministrazione pubblica facesse queste variazioni, dando il via libera alla cementificazione di un pezzo verde della città, in base alle proposte per il nuovo statuto la cittadinanza non potrebbe nemmeno chiedere un referendum per cancellare questo provvedimento, perché TUTTI GLI ATTI URBANISTICI  SONO ESCLUSI dagli argomenti ammissibili a referendum abrogativo.

 

L’iniziativa, dal nome “Cittadini di Bolzano per il nuovo Statuto”, ha presentato un appello al Comune con 7 punti che riassumono le indicazioni fondamentali per una maggiore partecipazione cittadina:

  1. eliminazione o abbassamento del quorum di partecipazione: decide chi va a votare, chi se ne sta a casa o va al mare delega implicitamente la decisione agli altri;
  2. informazione oggettiva sugli argomenti del referendum: la popolazione deve essere informata in maniera adeguata e non di parte da chi ha i mezzi per  raggiungere tutti i cittadini;
  3. numero contenuto di firme da raccogliere e possibilità di nominare il normale cittadino come autenticatore: cioè maggiore facilità nell’utilizzo del referendum;
  4. lasciare la scelta ai cittadini anche nel caso che l’ente pubblico cambi qualcosa dell’argomento del referendum: seguendo l’esempio del Virgolo, se l’amministrazione pubblica con una delibera cambiasse la destinazione dell’area verde e  la popolazione –potendo-richiedesse un referendum su questa decisione, l’ente pubblico potrebbe annullare il referendum semplicemente modificando –anche se di pochissimo-  la sua stessa delibera;
  5. referendum confermativo anche per lo statuto stesso: come per le modifiche alla costituzione italiana, anche per lo statuto comunale e per le delibere di giunta/consiglio su argomenti strategici,  la cittadinanza deve poter esprimere la propria approvazione o il proprio rifiuto;
  6. le nomine per la commissione giudicatrice: l’ammissibilità di un referendum è decisa da un gruppo di persone: un magistrato nominato dal tribunale, una persona nominata dalla Provincia e tre persone nominate dal Consiglio Comunale. Le nomine del consiglio devono rappresentare anche l’opposizione  e non solo le posizioni della maggioranza al governo.
  7.  referendum abrogativi in materia di urbanistica: come detto tra gli argomenti esclusi a referendum abrogativo sono presenti tutti gli atti relativi all’urbanistica, che influenza direttamente la qualità della vita dei cittadini, quindi è legittimo che i cittadini abbiano un ruolo determinante in queste decisioni.

 

All’appello presentato in comune si affianca una campagna di informazione e coinvolgimento della cittadinanza, tramite i due siti web, il nostro e quello di Iniziativa per più democrazia 

 

Abbiamo pubblicato 4 cartoline virtuali che trovate in cima alla pagina e che sintetizzano le proposte dell’appello. Queste cartoline possono essere inviate all’indirizzo mail che il comune ha attivato  per ricevere suggerimenti dalla popolazione: basta cliccare sulla immagine e avrete la mail pronta da spedire, a cui aggiungere suggerimenti personali o semplicemente allegando l'immagine stessa delle cartoline. E' una operazione che impiega pochi minuti ma vale la pena di spenderli per questa causa.

Nonostante i tempi siano brevissimi - entro giugno l’approvazione dello statuto dovrebbe passare in consiglio comunale- possiamo utilizzare i pochi strumenti che abbiamo a disposizione per far sentire forte la nostra voce, ora e in futuro.

C’è ancora il tempo di un semplice click per far conoscere la voglia di decidere dei cittadini.

 

Paola Dispoto

Ambiente e Salute

 
Circoscrizioni nel THUNnel

 Alto Adige  2.6.08  

LUNEDÌ, 02 GIUGNO 2008

partnership.jpgLa protesta del comitato «Il nostro Virgolo»

«I progetti della Thun nascosti ai cittadini»

BOLZANO. Il comitato “Unser Virgl - Il nostro Virgolo” protesta per come la Thun sta gestendo la questione Virgolo. «Abbiamo saputo - recita una nota - che nei giorni scorsi Martin Schweigkofler, presidente della circoscrizione Oltrisarco-Aslago, e Rainer Steger, presidente della circoscrizione Centro Piani Rencio, sono stati invitati con i loro consiglieri da Peter Thun che ha mostrato il progetto di costruzione sul Virgolo del Thuniversum, albergo e annessi. E la cosa non ci è piaciuta affatto. Rappresentanti della pubblica amministrazione, democraticamente votati dai cittadini e - si suppone - rappresentanti di quest’ultimi, hanno agito in modo poco trasparente e senza coinvolgere né i cittadini né i media. Thun spera di realizzare i suoi sogni ma anche noi comuni cittadini sogniamo un’amministrazione trasparente e rispettosa delle regole della democrazia che non abbia a cuore solo il suo portafogli». Per questo il comitato chiede ai rappresentanti dei consigli di circoscrizione di ascoltare il suo invito e di partecipare alla festa organizzata per sabato 7 giugno sul Virgolo (parcheggio del circolo tennis) «per spiegare finalmente anche a noi cittadini il senso di quest’ormai famoso ma sempre più oscuro ed inaccessibile progetto».

1-6-08 Comunicato stampa - Pressemitteilung "Unser Virgl-Il nostro Virgolo" 

Il quotidiano AA riferisce che i consigli di circoscrizione Centro e Oltrisarco hanno accettato l’invito del conte Thun  "a casa propria" alla presentazione del cosiddetto progetto Virgolo.

Non tutti i consiglieri hanno partecipato alla serata informativa privata, ma ai due presidenti e agli altri consiglieri che vi hanno partecipato vogliamo chiedere:

Si rendono conto questi signori di essere stati democraticamente eletti dai cittadini, e quindi di doverli rappresentare?

Si rendono conto che i consigli di circoscrizione sono elementi di rappresentanza politica pubblica e non privata?

Si rendono conto che, conti o meno, tutti i cittadini hanno pari diritti?

Crediamo che, dopo simili comportamenti, i presidenti e i consiglieri che si sono recati dal conte dovrebbero dimettersi, perché secondo noi non possono più godere della fiducia dei cittadini.

Chiediamo anche all’ Assessore al decentramento, se decentrare la politica significhi anche entrare nelle case di chi ha grossi progetti sul Virgolo, tralasciando ogni idea di democrazia e trasparenza. Ricordiamo che le riunioni dei consigli di circoscrizione devono essere pubbliche. Non è il caso di prendere provvedimenti?

Ricordiamo ai cittadini che le circoscrizioni Centro-Piani Rencio e Oltrisarco-Aslago avevano già in aprile convocato una riunione con il conte Thun per la presentazione del progetto, e che questa, ora si può dire in maniera sospetta, era stata rinviata per impegni sempre dello stesso conte. Erano impegni oppure paura del confronto con i cittadini?

Riteniamo che i Consigli di circoscrizione debbano essere strumenti della comunità, strumenti di partecipazione e  che, se c’era un problema, forse era la loro scarsa decisionalità. Non vorremmo ricrederci.

Non abbiamo un grande interesse al progetto di Thun, pensiamo però che il percorso debba essere chiaro, trasparente e i cittadini debbano essere ben informati su tutti i progetti e debbano alla fine anche poter decidere.

Condividiamo l’invito espresso dal comitato "Unser Virgl- Il nostro Virgolo" ai consigli di circoscrizione: passata la sbornia nobiliare, se il 07.06 alla festa sul Virgolo volessero mischiarsi alla gente comune, potrebbero scambiare  informazioni e idee sul futuro della "collina dei Bolzanini".

Claudio Vedovelli 

04/06/2008, 04:51:14 Aragoste e pancetta
 
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