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Lo struzzo, la mangiasuolo e il verde anomalo ( o sono anomali i Verdi?)
A Bolzano la politica ambientale è quella dello struzzo o meglio dell’ eliminazione.

Difatti si eliminano i rifiuti bruciandoli e facendo in questo modo sparire le prove di un consumismo sempre più inutile.

Ora si tenta di far sparire le auto, costruendo 2000 parcheggi

Intanto si fanno sparire i giovani “ fracassoni” dalle vie del centro.

case.jpgIl suolo è una delle risorse fondamentali così come l’acqua e l’aria, ed è proprio  il suolo ormai una delle prede preferite dei nostri amministratori. Per anni si discute di PUC, si fanno incontri democratici e partecipativi, poi in 2 giorni con 96 provvedimenti si cambia la faccia della città, si regalano cubature, senza che i cittadini sappiano nemmeno cosa stia succedendo. L’assessora all’urbanistica dispensa cubature a destra e a manca e promette,dopo l’occupazione orizzontale uno sviluppo verticalmente cementificato. 100 provvedimenti discussi in 2 giorni: che provvedimenti sono? chi ha votato a favore? con che logica?

Vorremmo tanto che qualche consigliere comunale, di buon cuore e amante della trasparenza e della democrazia ci raccontasse cosa è successo in quei 2 giorni in Comune fino a notte inoltrata e cosa potrà accadere nei prossimi davanti a casa nostra!!

 consegna_firme_semaforo_3.jpgPer anni si discute di piano traffico (PUT) e di mobilità (PUM)  poi un mattino un certo assessore noto per la sua decisionalità (der Mann ohne Taten) (boulevard corso Libertà, zone traffico limitato, 30 all’ ora, e molto altro) e per le promesse da pinocchio ( semaforo in viale Venezia, questione della sbarra di via della Vigna) , propone di fare 2000 parcheggi per eliminare le auto dalla città.

 

Un assessore che in 3 anni non è riuscito nemmeno a ipotizzare un piano mobilità, presentato e ritirato più volte, dopo aver detto che il suo motto è “accontentare tutti ", ora ha deciso chiaramente chi accontentare: il popolo delle auto, gli amici del commercio, i produttori di CO2  e i rallentatori della mobilità cittadina.

 Esultano anche i Verdi  per bocca del loro portavoce Helmut Moroder e sposano a pieno il progetto, che libererà suolo e aumenterà le ciclabili. Non ci stupisce la posizione dei Verdi, che paiono aver perso, almeno a Bolzano (ma esistono Verdi diversi in città e in Provincia ?) qualsiasi contenuto ambientale, guidati dall’ingegnere sorridente, che afferma con durni_-messner.jpgestrema pacatezza che incenerire è il modo più ecologico di trattare i rifiuti e che costruire 2000 parcheggi è una scelta ecologica. Capiamo che i Verdi siano un po’ in confusione  e lo dimostra  il passaggio dell’ ex europarlamentare Verde  Messner al servizio di Durnwalder; ma cercare di far credere che 2000 parcheggi servano ad eliminare le auto e favoriscano l’uso della bicicletta, ci pare oltreché ridicolo anche vergognoso e poco rispettoso dell’intelligenza dei cittadini.

2000 parcheggi per eliminare le auto?

 - Le auto non verranno eliminate anzi, se si facilitano gli spostamenti e i parcheggi, smantellando le zone colorate e reintroducendo il parcheggio libero come propone Ladinser, anche se a disco orario, succederà esattamente il contrario;

-le ciclabili non c’entrano nulla con questo piano, perché la viabilità ciclabile dipende dalle scelte politiche sulla mobilità cittadina e non dai parcheggi, per eliminare le auto bisogna chiudere le strade e non aumentare i parcheggi  e considerare i ciclisti i più esposti agli inquinanti prodotti dalle auto oltreché quelli che con i pedoni corrono costantemente il rischio di venirne investiti 

  -il sottosuolo è una risorsa importante ed il livello di impermeabilizzazione delle nostre città è ormai molto alto così che non ci si può stupire se ad ogni pioggia abbondino allagamenti e frane.

-Una piazza sopra un parcheggio non piace a nessuno (vedere pza Matteotti, piazza Tribunale: vuote e desolate) inoltre ormai i garage sotterranei sono diventati anche magazzini, cantine, ripostigli e quant’altro e nonostante il continuo costruire di garage non si libera neanche per sbaglio una strada

- i costi di queste inutili e dannose opere dovranno in qualche modo essere sborsati dai cittadini

- costruire garage in centro, continuando nell’errore iniziale, impedirà qualsiasi politica della mobilitàaspirapolvere_no_grazie.jpg

Peccato, veramente peccato che i Verdi, dopo aver voluto e difeso l’inceneritore a Bolzano ora difendano un piano che non è un piano, ma solo un modo di dare lavoro ai soliti costruttori, un modo di aumentare la quantità di cemento, un modo per impermeabilizzare definitivamente  il suolo della città, un modo di aumentare il potere calorifico della città stessa, un modo probabilmente di far cassa per il Comune  attraverso la propria municipalizzata (SEAB), così come avviene in Ospedale.

Se questa è la verità, se l’unico modo per rimpinguare le casse comunali non è quello di ridurre gli sprechi, di ridurre feste e mercatini, di ridurre spese di rappresentanza, di ridurre  acquisti a volte incomprensibili, se l’unico modo è fare parcheggi e produrre rifiuti; allora per favore ridateci l’ICI, ma smettetela di costruire e di mangiare suolo.

 

Forse prima di andare a votare il 26 ottobre dovremo rifletter anche su tutto ciò, e non solo!

 

Claudio Vedovelli 

 

 
ambiente&cinema - Umwelt&Kino

  recensioni_film.jpg

Perché questa rassegna documentaria ?

Le occasioni per riflettere su questioni importanti come ambiente, politica e territorio sono molteplici. Questa breve rassegna documentaria ci offre una serie di analisi e spunti per rispondere a quesiti come:

quanto ancora la natura potrà essere sfruttata in Alto Adige in nome del benessere ?

Quanto questo benessere ha modificato stili di vita e abitudini degli altoatesini? E tutto questo è davvero benessere?

Si può vivere  consumando di meno, producendo meno rifiuti e facendo a meno dell'inceneritore, quell'enorme macchina del consumo che brucia materiali ancora buoni per crearne di nuovi, inquinanti e tossici?

 

Wer sich gerne mit den Themen Umwelt, Politik und „Heimat“ beschäftigt, wird sich sicher auf diese themenbezogene Filmreihe freuen, welche die Möglichkeit bietet, verschiede damit verbunden Aspekte zu vertiefen: Wieviel Natur kann in Südtirol dem sog „Wohlstand“ zum Opfer fallen?

Inwiefern hat dieser „Wohlstand“ unsere Bräuche und Lebensgewohnheiten verändert? Und ist dieser wirklich ein Indikator für eine gute Lebensqualität?

Wie wäre unser Leben, wenn wir weniger konsumieren und somit weniger wegwerfen würden? Wäre dann eine Müllverbrennungsanlage - welche verwertbare Materialien verbrennt und dabei giftige Abgase produziert - noch vertretbar?

 
Referendum popolare

ried.jpgContinuano i tentativi di “sbancare” le nostre montagne.

Ma la popolazione sudtirolese dimostra di saper reagire e nonostante il silenzio degli amministratori provinciali il comitato "Aktionsgemeinschaft Reischach für eine lebenswerte Zukunft" per domenica 28 settembre ha organizzato un referendum autogestito per rilevare l'opinione della popolazione di Reischach sul progetto"Ried".

Ora sta nelle mani della gente e della sua consapevolezza la conservazione del versante nord-est di Plan de Corones, di Walchhorn Ried nonché del letto della Rienza presso Perca.

 

 Plan de Corones- Kronplatz - versante nord -est

 
Lasciateci vivere…

Bolzano, 22.09.08

Alpe di Siusi 21-09-2008 collage.JPG Siamo stati alla manifestazione dell’ Alpe di Siusi contro la cementificazione. Una bella giornata, molti striscioni, molte iniziative popolari , che però non hanno avuto, non sappiamo per quale scelta degli organizzatori, possibilità di parlare.

Tre discorsi ufficiali, uno del presidente dell’AVS Vometz, che ci ha raccontata una nota storia indiana, commovente e importante, ma di indiani veramente all’Alpe non se ne sono visti, un quasi imbarazzato intervento di un rappresentante del Cai e infine un  interessante, professionale e accorato appello di un architetto germanico, Gotlieb Hempel.

Poi hanno parlato gli organizzatori di ProSeiseralm e  Pro Catinaccio. La manifestazione si concludeva lì. E gli altri ?

Non so se eravamo tanti o pochi, certo non è il numero che conta ma i contenuti, poi ognuno dovrà fare i conti con le proprie capacità di mobilitazione e la propria vera rappresentatività; certo a detta di molti stonava un po’ il luogo prescelto, malga Ritsch, troppo lontano dalla vera cementificazione , tanto che il nostro striscione “ SO NICHT” straiato su un bellissimo prato verde avrebbe invece dovuto ricoprire quell’obrobrio architettonico di chiesa o simbolicamente tutto quell’ammasso inestricabile di costruzioni commerciali e alberghiere che si  sta sviluppando al Compatsch.

 

Quello che avrei voluto dire all’Alpe di Siusi.

 

Innanzitutto porto il saluto, la solidarietà, la partecipazione della città di Bolzano, una città che ha da tempo perso la guerra contro la cementificazione, in mano a costruttori arrembanti, architetti compiacenti e politici ben disposti. Ora che tutto è stato cementificato in orizzontale, si punta allo sviluppo verticale: dai cubi alle supposte.

Una città caldamente cementificata, a cui ora si prova a strappare anche le pendici ( Virgolo, Renon, Guncina ecc.)

Vorrei lanciare il mio saluto anche ai cosiddetti “residenti contestatori” che innalzano un cartello con la scritta : “ Lasciateci vivere l’Alpe” . Lasciateci vivre che però non deve significare lasciateci costruire.

L’Alpe ma la Terra in generale diceva Ghandi, è grande c’è n’è per tutti, ma non per l’egoismo di tutti.

Bisogna parlare con i residenti, se è possibile coinvolgerli, parlare con loro di possibilità di sviluppo diverse, sottolineare che se l’Alpe ha ancora ampi spazi verdi, in generale non è così e che quindi questi diventano ancora più importanti da mantenere. Che la Terra è una ed è di tutti, così come l’ Alpe è di tutti, non solo dei residenti , ma che insieme dobbiamo capire e decidere il suo futuro.

Smettiamola di guardare al vicino che ha avuto la possibilità di ampliare il suo albergo, spezziamo questa catena dell’autodistruzione.

Certo, se fossi un contadino o un albergatore del Ritsch e tutti i giorni avessi davanti lo scempio del Compatsch e probabilmente le ricchezze che girano da quelle parti, mi arrabbierei, vorrei sapere come è possibile che ciò accada, perché qualcuno sì altri meno.

 

La domanda è: perché tutto ciò e non solo all’Alpe, mi riferisco al Catinaccio, malga Ried, San Genesio, e a tutti gli sbancamenti sudtirolesi: perché tutto ciò accade?

La risposta è nella storia di ogni nuovo insediamento: la legge lo permette, leggi approvate nel consiglio provinciale altoatesino, dal partito di maggioranza innanzitutto, ma passate sotto un quasi assordante silenzio di tutti.

Leggi che permettono cambi di destinazione, aumenti  e spostamenti di cubature, raccordi,  non rispetto delle tutele ambientali e paesaggistiche.

E allora mi chiedo cosa facciamo qui, senza armi (democratiche), senza obiettivi concreti, solo a testimoniare un disastro ineluttabile?!

 

E mi chiedo dove erano molti partiti che oggi sono qui, quando passavano certe leggi, perché manifestazioni come questa di oggi non si sono fate allora? Perché le proteste scattano sempre a lavori iniziati? Quando quasi sempre è ormai troppo tardi?

 

Oggi siamo qui ed era giusto manifestare un mese prima delle prossime elezioni provinciali, mandare un segnale forte. Ma cosa succederà il 27 ottobre 2008 a poltrone occupate? La politica avrà per altri 5 anni mani democraticamente libere; e noi e le nostre montagne?

 

Vedo sul prato, oltre agli striscioni contro la cementificazione delle montagne, anche striscioni contro il BBT e contro gli inceneritori , temi apparentemente lontani da quello di oggi, ma secondo me, strettamente collegati, perché rispondono alla stessa logica di potere, allo stesso modello di sviluppo: andare avanti, sconfiggere addirittura le leggi della fisica, assoggettare la natura con un unico fine che è il guadagno, il mercato; che i politici oggi chiamano il benessere di tutti, ma che in effetti è la ricchezza di pochi contro la fatica quotidiana di molti.

Se capiremo che tutti questi temi percorrono un’unica strada, e riusciremo a proporre un modello di sviluppo, una società diversa, forse allora unendo le nostre forze e smettendola di pensare di trovare strade personali o civettando con la politica, riusciremo a trovare motivazioni, che ci daranno la forza per resistere, resistere, resistere.

Claudio Vedovelli

 

 

 

 
Bassa politica a tutela della propria faccia
inceneritore-posacenere.jpgL’assessore Laimer non perde l’ occasione per celebrare la propria creatura: l’inceneritore da 130.000 tonn/anno di Bolzano.

Sordo a qualsiasi novità nella gestione dei rifiuti, incurante delle affermazioni di molti scienziati che mettono l’incenerimento fra le tecnologie superate e propongono nuovi metodi di gestione dei rifiuti senza incenerimento; fregandosene di appelli di medici e di comunicazioni scientifiche che testimoniano i danni alla salute dei cittadini dovuti alle emissioni degli inceneritori, anche quelli più moderni, l’assessore continua a ribadire che l’inceneritore produrrà benessere per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

La nostra impressione è che la miopia e la scarsa fantasia dell’assessore farà fare all’ inceneritore la stessa sorte toccata all’impianto di compostaggio: tanti soldi dei cittadini, buttati via per un impianto rimasto presto inutilizzato, superato e infine regalato ai cittadini vietnamiti.

Questa sarà la sorte dell’inceneritore se continueremo, anzi miglioreremo la raccolta differenziata, passando al porta a porta di tutte le frazioni e a tariffa puntuale, se i consumi diminuiranno, come pare e se riusciremo a ridurre gli imballaggi, se cominceranno a diffondersi pratiche di autoproduzione e di consumi collettivi.

Se tutto ciò accadrà, ma forse sta già accadendo, l’inceneritore, la soluzione frutto della pigrizia e della poca conoscenza dei nostri amministratori rimarrà vuoto, a meno che non si decida di cominciare, come si fa in altre regioni, Brescia innanzitutto, a comprare rifiuti, perché questo sarà l’unico modo di mantenere in piedi un investimento sbagliato.

Claudio Vedovelli 19.9.08
 
Cattedrali nel verde

sudator.tecnoalpin.jpgSi susseguono ormai quotidianamente denuncie da parte di associazioni, singoli cittadini e organi di stampa, di nuovi sbancamenti del patrimonio naturalistico del Sudtirolo:

 Dall’ Alpe di Siusi a Carezza e alla foresta del Latemar , dal parco naturale di Tessa  alla  val di Tures alle pendici della conca bolzanina (Villa sopra Gries -strada accesso pilone funivia Renon ).

Ormai non passa giorno che nuovi pezzi di montagna vengano utilizzati per scopi turistico ricettivi e personali.

Ci chiediamo come tutto ciò sia possibile?

Da semplici cittadini  pensiamo che tutto ciò può accadere perché le normative provinciali  permettono questi scempi.

La sensazione è che tutto sia troppo a favore di chi vuol costruire, che bastino piccoli cavilli, qualche spostamento di cubatura, qualche promessa di compensazione,  per costruire una cattedrale, non nel deserto ma sulla montagna.

Quali mezzi hanno attualmente i cittadini per opporsi o almeno per essere consultati, per poter partecipare a queste decisioni importanti che riguardano la terra dove essi vivono?

Nascono sempre più numerosi comitati di difesa dei singoli territori ( Alpe, Carezza, Virgolo ecc.), ma che strumenti hanno questi cittadini di modificare il corso impetuoso della cementificazione e del disboscamento?

Crediamo di non sbagliare identificando nella Provincia e quindi nel partito di maggioranza, l’SVP con il suo leader massimo presidente Luis Durnwalder  e i suoi assistenti in particolare l’assessore all’ambiente Laimer e l’assessore ai lavori pubblici Mussner i massimi responsabili di questa situazione; essi hanno in questi anni lavorato e legiferato, creando questa situazione.

Certamente altre formazioni politiche hanno fatto la loro parte; nascondendosi dietro l’alibi dell’assoluto strapotere SVP, hanno  spesso  taciuto (cosa pensa di questi scempi il partito ”democratico” degli ambientalisti del sì?) o sussurrato timide proteste, tirando a campare, senza comunque strapparsi le vesti e senza atti pubblici importanti.

In molti casi pare che sia troppo tardi, che tutto sia già deciso, anzi già si inizino i lavori.Troppo spesso questo accade, troppo spesso si arriva tardi: perché? 

Da quanto tempo tutto ciò era noto? perché solo un mese prima delle elezioni ci si stupisce di cose già progettate da anni? Perché la popolazione non è stata informata e mobilitata?

Abbiamo letto con interesse il reportage  del presidente Dello Sbarba dalle cime del Catinaccio e apprezzato la sua dettagliata descrizione della situazione. Ma ora cosa ci propone di fare il presidente? Non si sente nemmeno un po’ stretto nei panni di Presidente di una Provincia che permette questo tipo di scempi?

Aderiamo senz’altro alla petizione del gruppo SOS Catinaccio e alla manifestazione proposta per fine settembre sull’Alpe di Siusi dalla Pro Seiser Alm.  Dovremo però trovare forme di collegamento fra le diverse iniziative e ognuno nel suo ambito far sentire la voce dei cittadini. Ci vorrebbe infine un’azione forte, un’azione di tutti i diversi comitati, di tutti i cittadini altoatesini e non incavolati contro questi scempi. Una grande manifestazione davanti proprio alla Provincia. 

Tornando da una gita, oggi ho rivisto in stazione quegli assurdi "cannoni artistici refrigeranti" . Una cretinata artistica, ben peggio della famosa rana: cretina perché inno al consumo energetico inutile, all' inquinamento acustico e perché pure sponsorizzata dalla stessa azienda che vuole costruire questi impianti sul Catinaccio.

Ma chi ha permesso tutto ciò?

Incominciamo almeno con lo spegnere questi assurdi emblemi dello spreco e dello scempio. 

Claudio Vedovelli

 
Un tram vuoto in una città piena di auto !
tram.jpgBolzano città dai due volti. Una strana città dove c’è tutto e il contrario di tutto. Dove in qualsiasi direzione tu guardi c’è il meglio. Dove c’è l’eccellenza della raccolta dei rifiuti insieme al miglior inceneritore del mondo; dove c’è l’aria più buona e l’autostrada più cittadina; dove convivono ecoarchitetti e angioletti di ceramica,dove si rispetta la natura ma si uccidono senza pietà cervi cittadini e marmotte di montagna.

Ma il massimo dell’eccellenza la città di Bolzano l’ ottiene nella viabilità; una città a misura d’uomo, anzi di bicicletta, nella quale si riesce a ridurre il traffico aumentando le strade e i parcheggi; si fermano i pendolari costruendo parcheggi centrali un po’ ovunque e nella confusione totale si inserisce, in pompa magna un bel tram, perché come diceva l’assessore Ladinser : “ non bisogna scontentare nessuno…” Ai ciclisti le ciclabili, anche se spesso pericolose e con qualche sbarra di troppo; alle auto le strade, ai mezzi pubblici poco e niente e se ancora qualcuno si lamenta... un bel tram.

Peccato che il problema del traffico e della viabilità, che comprende da una parte il problema dell’inquinamento dell’aria e dall’altra la possibilità di spostarsi nel modo più rapido e dolce possibile nella città, non si possa risolvere a spicchi , ma debba nascere da una precisa scelta, perché la strada è una e tutti insieme non ci si può stare e a forza di accontentare tutti fra un  po’, o già ora, sono tutti scontenti: automobilisti, ciclisti, pedoni, mezzi pubblici e in futuro persino i tranvieri.

Che sia ora di prendere qualche decisione seria ?

La giunta ha deciso, tutti d’accordo.

Durnwalder, su pressione della SVP di Caldano e Appiano ha dato l’ ok, anche se poi, proprio in questi giorni, si lamenta dell’alto costo dell’operazione .

Ma il tram è veramente la soluzione di tutti i problemi di viabilità della città di Bolzano? E’ il tram un punto di arrivo o un punto di partenza? Bisogna prima fermare i pendolari e poi fare il tram o viceversa?

La nascita di centinaia di parcheggi in centro ( Gries, piazza Vittoria, via Weggenstein, via Cassa di Risparmio,funivia del Renon,ecc...) a coronamento dei sogni dell’assessore Ladinser va nella stessa direzione del tram?

In futuro avremo: 1) parcheggi vuoti appena costruiti e gestiti dalla municipalizzata del Comune ? 2) tram vuoti?

E le ciclabili non saranno le vittime sacrificali di questo nuovo progetto ?ciclista.jpg

E gli ambientalisti di Bolzano che pensano, se ancora pensano, oppure se esistono?

Intanto pubblichiamo le considerazioni del dottor  Pierluigi Gaianigo , consigliere di circoscrizione di Gries-S.Quirino, del WWF e da tempo appassionato e competente studioso di viabilità e di sistemi di riduzione dl traffico cittadino automobilistico.

Claudio Vedovelli

 
Nell'indifferenza generale della popolazione, anche il Consiglio comunale di Bolzano ha approvato il progetto di fattibilità del tram Caldaro-Appiano-Bolzano . Ora si darà incarico per il progetto definitivo. E' buona cosa? Forse sì, forse no!
Non lo so, come non lo sa la popolazione di Bolzano. Il progetto, nei suoi particolari, è noto a poche persone e non sono state fatte presentazioni e dibattiti pubblici (a proposito di trasparenza). Rimangono molti dubbi e domande inevase.
1) Manca ancora colpevolmente una "visione" generale della mobilità futura in città (PUM). Prima è  necessario fare questo per decidere se vogliamo una "città con auto" o una "città senza (relativamente) auto".
Solo dopo questa scelta politica, si potrà scendere in particolari tecnici e decidere per es. di costruire parcheggi sotterranei dappertutto (anche in piazza Vittoria) oppure di costruire una linea tranviaria da Caldaro, ma anche - e con maggior ragione - da Laives. E' una questione di metodo, da discutere ampiamente anche fuori dalle stanze comunali e provinciali.
2) Questo progetto di tram è utile per Appiano e Caldaro (pendolari, turisti).
Ma risolve solo in parte il problema del pendolarismo, a meno che non si introducano condizioni restrittive quali il ticket di entrata in città per le auto. Sappiamo bene che quando la strada si libera anche solo in parte, ci sarà sempre chi troverà più vantaggioso continuare ad usare l'auto per entrare in città; non è forse ora di cambiare questa visione della mobilità o dobbiamo aspettare i 200 $ al barile di petrolio?
Inoltre è evidente che questo non è il tram per la città:
con sole tre fermate che razza di tram è? Ma se ne metti di più i tempi di percorrenza da Caldaro diventano più lunghi di quelli del bus! E allora quali sono i vantaggi per il cittadino?
3) Quanti sono i pendolari che entrano in città dall'Oltreadige nelle ore di punta?
Quanta gente può trasportare il tram nelle stesse ore, con quale frequenza? Non lo sappiamo!
4) Il percorso in via Druso, in sede promiscua, lascia perplessi: tram ed auto non si intralceranno a vicenda? Vedi Padova, dove il tram non funziona proprio così bene.
5) Perchè proprio via Druso? Visto che il tram progettato serve quasi esclusivamente per pendolari e turisti, perchè non farlo convogliare, a Ponte Adige, sulla linea Merano- Bolzano, utilizzando poi la sola fermata del nuovo quartiere Casanova, previa costruzione della galleria del Virgolo per separare la linea da quella del Brennero?
6) Su via Druso potrebbe passare, del tutto o parzialmente in sotterranea, il mini-metro della Leitner, uno ogni 10 minuti; si potrebbe così trasformare questa via di scorrimento  in via residenziale, dove passano solo i residenti, chi ci lavora e le auto di servizio (ambulanze, polizia,..). Perchè bruciare con questo progetto di tram, non meditato, qualsiasi altra soluzione magari migliore senza prima discutere?
Ma appunto, e questo è grave, perchè non si è fatto alcun confronto tra diversi progetti? (tempi di costruzione, utenza potenziale, costi, etc.)
7) Ed infine chi paga?
Non mi riferisco ai costi di costruzione, ma a quelli di gestione ordinaria. Per avvicinarsi all'autosufficienza finanziaria il tram deve viaggiare pieno! Così sarà nelle ore di punta, ma poi? Visto che non si vuole introdurre i presupposti per avere un' utenza piena (ticket per le auto), torno a chiedere: chi paga? Conclusione: Il progetto del tram è importante e non va affossato. Ma non va nemmeno trattato in questa maniera superficiale e un po' naif. La gente va coinvolta e la discussione va allargata.
Per il WWF di Bolzano,
Pierluigi Gaianigo.

 

 
Che “quelli del no” abbiano ragione? -„Nein-Sagen“ – zu Recht?
Ci etichettano, in maniera dispregiativa come "Quelli del no", in opposizione agli ambientalisti del sì o del fare, ai quali in pratica va tutto bene, basta sedere nel comitato di gestione.

A volte però pecchiamo solo di buona previsionalità, cioè capiamo come andranno le cose 5 minuti prima degli altri e per questo, come dice un antico detto cinese, passiamo 5 minuti da imbecilli o almeno da rompipalle.

bandiere che parlano.JPG"So nicht" diceva uno striscione sopra Il Safety Park presso l' Ischia Frizzi e pare proprio che così non vada bene. Le vicende Ischia Frizzi e Aeroporto di S.Giacomo di questi giorni ci confermano che le nostre proteste e le nostre previsioni non erano affatto sbagliate:

-         era evidente  che a Ischia Frizzi non si sacrificava una zona naturalistica per farne solamente  un centro di guida sicura ma soprattutto una specie di Parco Giochi Rumorosi e ad alto impatto ambientale e  che i problemi di costi e di bilanci avrebbero poi fatto prevalere l’aspetto commerciale su quello educativo, che l’impatto ambientale sarebbe stato forte e che a risentirne sarebbero stati soprattutto i comuni limitrofi.

-         Non era una difficile previsione, ma assessore Widmann e Landeshauptmann in testa ci hanno smentito più volte parlando di proteste fastidiose.

-         Molti amministratori locali ( sindaci e consiglieri) si sono sentiti rassicurati e da parte politica c'è stato il silenzio quasi totale.

-         Gli ambientalisti del sì o del ni: non pervenuti.

Era evidente che un bacino di utenza come Bolzano non poteva economicamente sostenere i costi del Centro di guida sicura  e che per sopperire ai buchi  di bilancio si sarebbero tentate altre strade : manifestazioni sportive, sponsor, ecc.

Crediamo comunque che anche queste soluzioni non basteranno e alla fine il buco finanziario sarà sanato da denaro pubblico:cioè con i nostri soldi, le nostre tasse.

D’altronde la vicenda aeroporto avrebbe già dovuto insegnare molto, l’iter è lo stesso:

-         struttura esagerata ed ad alto impatto ambientale

-         buchi economici da tutte le parti

-         tentativi ripetuti di chiudere i debiti  con denaro pubblico

 
Anche sull’aeroporto avevano ragione quelli del no, avevano ragione 36.580 cittadini che hanno firmato contro una prima volta e altri 28.000 che hanno firmato per la proposta di referendum successivamente.

Anche in questo caso rassicurazioni provinciali e silenzio degli amministratori locali.

 Gli ambientalisti del fare, così come si definisce Veltroni: non pervenuti.

Due esempi  che sono sulle pagine dei giornali in questi giorni, due esempi di miopia imprenditoriale oltre che di megalomania politica e di disprezzo ambientale. Diceva sull’alto Adige alcuni giorni fa Campostrini : “ ……l' aeroporto è figlio del napoleonismo provinciale. l' aeroporto  non riesce a reggere l’impatto con la realtà. Che a volte si chiama mercato; altre, legge della domanda e dell’offerta; o ancora, concorrenza, confronto con chi fa le cose meglio. Vive solo perchè abbiamo i soldi. Tanti soldi. …Si sogna a occhi aperti: vivono come se a Bolzano ci fosse una grande domanda di trasporto aereo . Vivono così, in modo autoreferenziale, finchè non sbattono contro il muro della realtà. Vivono così perchè c’è qualcuno che li mantiene. “

In altro editoriale scrive Don Renner: "credono che Bolzano sia New York".

Giudizi ingenerosi non certo di ambientalisti radicali.

Comunque si voglia girarla soldi buttati via con inutili danni ambientali e rischi per la salute dei cittadini.

Noi, gli ambientalisti del no, avevamo in entrambi i casi, come sempre facciamo, proposto delle alternative, che farebbero tornare Bolzano e e Provincia nelle sue dimensioni reali.

 In entrambi i casi sarebbe stato sufficiente aumentare i collegamenti ( ferroviari) con strutture già esistenti ed efficienti verso Verona o  Innsbruck  e facilitare l’accesso dei sudtirolesi a queste strutture.

Ma queste ipotesi non sono mai state valutate perché l’impero Sudtirolese deve essere completamente indipendente.

Ora ci rimangono queste mega strutture e la domanda è  che farne, per l’una è pronto un referendum dove i cittadini almeno una volta potranno esprimersi, per l’altro…

Claudio Vedovelli 

 

„Nein-Sagen“ – zu Recht?

 
Wir werden oft abwertend als die “Nein-sager” abgestempelt, ganz im Gegensatz zu den Umweltschützern die ständig „ja“ sagen, denen alles recht ist, hauptsache sie sitzen im richtigen Ausschuß...

Manchmal aber ist unser „Nein-sagen“ eine realistische Vorhersage wie die Dinge laufen werden, und zwar noch vor den anderen.

“So nicht” sagte der Banner über dem Safety Park in Pfatten, und wie man jetzt sieht, scheinen die Dinge „nicht so“zu laufen, wie die Landesregierung geplant hatte. Dies gilt sowohl für den Safety Park als auch für den Flughafen in St. Jakob und gibt uns mal wieder Recht darüber, daß unsere Vorhersagen richtig lagen:

-                 Es war nämlich klar, daß das Ischia-Fizzi-Biotop nicht nur einem Fahrsicherheitszentrum weichen musste, sondern vor allem einem lautem „Rummelplatz“ zum Opfer fallen musste; sehr zum Leid der Umwelt und vor allem der umliegenden Gemeinden.  Daß die Kosten dieses Fahsicherheitszentrums den kommerziellen Aspekt  vor den lern- und erzieherischen Aspekten legen würde, war ebenfalls einfach vorherzusehen, auch wenn wir vom Assessor Widmann und vom Landeshauptmann Durnwalder wieder einmal als „lästige Störfriede“ abgestempelt wurden.  

Es war nicht zu übersehen,  daß ein kleines Einzugsgebiet wie Bozen nie die Kosten eines Fahrsicherheitszentrum tragen hätte können und daß die somit verbundenen “Löcher” in der Bilanz anderswertig gefüllt hätten werden müssen: z.B. mit Go-Kart-Rennen, Sponsoriserungen, usw.

. Diese Lösungen werden aber nicht ausreichen und das Defizit wird wieder einmal mit öffentlichen Geldern, unseren Steuergeldern also, saniert werden.

Aus der  Erfahrung mit dem Flughafen, die einiges mit dem Safety-Park gemeinsam hat, hätte man eine Lehre ziehen können, da es sich bei beide um eine übertrieben große Struktur handelt,  mit einem großem Impakt auf die Umwelt, beide arbeiten defizitär, beide werden mit öffentlichen Geldern „gefüttert“ -        
 Zum Thema Flughafen ist noch dazuzusagen, daß sich 36.580 Bürger bei der ersten Befragung dagegen ausgesprochen haben und weitere 28.000 den Vorschlag für ein Referendum unterschrieben haben. Auch in diesem Fall hat die Provinz leere Versprechen gegeben, während die lokalen Politiker geschwiegen haben.

Beide Themen sind in diesen Tagen aktuell, beides Beispiele von der Kurzsichtigkeit, des respektlosen Umgangs mit der Umwelt  und dem politischen Größenwahn. Der Journalist Campostrini schrieb vor einigen Tagen in der Alto Adige, daß der Flughafen sich nicht mit der Ralität messen könne, mit dem Markt der Anfrage und des Angebotes, mit der Konkurrenz. Er überlebe nur, weil Südtirol ein reiches Land sei, weil es immer jemanden gäbe, der Geld austeilt. 

Don Renner schrieb zum selben Thema: jemand glaubt,  Bozen sei New York.

Wie man es auch nimmt, es handelt sich um hinausgeworfenes Geld, irreversible Schäden für die Umwelt, Risiken für die Gesundheit der Bevölkerung.

 Wir, die “Nein-Sager”, hatten in beiden Fällen alternative Vorschläge vorgebracht: es hätte genügt, wenn die Verbindungen zu bereits existierenden Strukturen in Verona oder Innsbruck ausgebaut worden wären, sodaß es für die Bevölkerung Südtirols einfacher geworden wäre, diese zu erreichen.

Diese Vorschläge wurden nie in Erwägung gebracht, weil das „Imperium Südtirol“ ja vollständig unabhängig dastehen soll!

Was jetzt bleibt sind zwei Mega-Strukturen und die Frage: was wird jetzt daraus? Für die eine ist bereits ein Referendum geplant, und was wird aus der anderen?

 

 Claudio Vedovelli

 

 
Il papa predica bene, la curia razzola male - Schöpfung: die Worte des Papstes und die tauben Ohren

mondo_in_mano.jpgAncora una volta il Papa si è soffermato sul tema del rapporto cristiani e natura. 

Oggi secondo il Pontefice «possiamo constatare che il creato geme e attende persone umane che lo guardino a partire da Dio. Il consumo brutale della creazione inizia dove non c’è Dio, dove la materia è ormai soltanto materiale per noi, dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi; inizia (...) dove dobbiamo possedere tutto ciò che è possibile possedere. Io credo, quindi, che istanze vere ed efficienti contro lo spreco e la distruzione del creato possono essere realizzate e sviluppate, comprese e vissute soltanto là, dove la creazione è considerata a partire da Dio. (...). Non si tratta soltanto di trovare tecniche che prevengano i danni, anche se è importante trovare energie alternative ed altro. Ma tutto questo non sarà sufficiente se noi stessi non troveremo un nuovo stile di vita, una disciplina fatta anche di rinunce, una disciplina del riconoscimento degli altri, ai quali il creato appartiene tanto quanto a noi che più facilmente possiamo disporne». Angelus del 10.08.08  a Bressanone

Parole importanti che oltre ad ammettere la sofferenza dell’ ambiente, ne denunciano la causa nei comportamenti umani quando sono volti solo al mero consumismo e al mercato. Da sottolineare soprattutto le soluzioni che il Pontefice propone che non possono essere solo tecnologiche, ma devono nascere da una modifica degli stili di vita, fatta anche di rinunce. (Decrescita felice ?)

Una filosofia della Chiesa sull’ambiente che dovrebbe smuovere anche la Chiesa locale sulle diverse tematiche dello sviluppo più o meno sostenibile: da quel simbolo principale del consumismo che sono gli inceneritori alla continua cementificazione delle città e dei paesi fino alla mobilità dei tunnels e dei parcheggi.

Poche o nulle le voci in questo senso dalla nostra Chiesa e dal nostro vescovo; precisi invece i comportamenti di almeno una parte della Curia, con esempi passati ( il parcheggio dell' ordine teutonico e il Gingko di via Weggenstein) e recenti (Una foresta sullo Sciliar sventrata dalla diocesi  - Fattor Alto Adige 8.8.08 ).

Che la nostra diocesi segua, invece che la linea papale, la linea Durnwalder della Provincia "più ecologica del mondo” ? 

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Schöpfung: die Worte  des Papstes und  die tauben Ohren

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/ parrocchia-bressanone_it.html

Im Zuge seines Angelus hat  sich Papst Benedikt XVI. am letzten Sonntag mit dem Verhältnis Mensch-Natur beschäftigt und ausgesagt,dass die Umwelt vor allem unter dem  konsumistisch-egoistischem Verhalten der Menschheit leidet.

Die Lösung der Umweltproblematik läge nicht nur im technologischen Bereich, der es z.B. ermöglicht, alternative Energiequellen zu schaffen, sondern vor allem in einer neuen Lebenseinstellung der Menschen, die auf Verzicht (Prinzip der Nachhaltigkeit) und Respekt vor anderen Lebensformen beruht.

Diese Philosophie sollte auch von der lokalen Kirche übernommen werden: sind nicht auch die Verbrennungsöfen, die ständig steigende Zahl von Tunnels, Parkplätzen, zementierten Flächen ein Ausdruck des Konsumismus?
Leider nehmen die lokale Kirche und der Bischof keine Stellung zu diesem Thema; im Gegensatz zu den Aussagen des Papstes, ist die Vorgangsweise der Kurie eine entgegengesetzte: so  vor  einiger Zeit die Geschichte der alte Gingko-Baum in der Weggensteinstraße und jetzt  ein Stück Wald,  Eigentum der Kurie, wird bald im Schlerngebiet gerodet.


Da fragt man sich: folgt die Kurie den Worten des Papstes oder eher denen unseres Landeshauptmanns Luis Durnwalder, der Präsident der „ökologischten Provinz der Erde?"
 

Claudio Vedovelli

 
UN MESE SENZA PLASTICA

esperimento.jpg Per quanto possano divergere le posizioni di chi sostiene o avversa la costruzione di un inceneritore, pare che l'unica argomentazione che mette tutti d'accordo sia la  RIDUZIONE DEI RIFIUTI.

E tra le diverse tipologie di rifiuto,  la plastica è una delle principali da eliminare, per una serie ormai nota di ragioni (lunghissimi tempi di smaltimento in discarica, penuria di materie prime ecc. ecc.)

In questa direzione va l'esperimento di una gironalista inglese della BBC, Chris Jeavans che per un mese ha deciso di rinunciare ad acquistare oggetti contenenti plastica e sul suo blog in una sorta di diario giornaliero, di cui qui trovate il primo post,  rende tutti partecipi delle difficoltà che riscontra, delle soluzioni che trova e delle mille risorse che attiva per tener fede a questo impegno.

La realtà inglese in cui la giornalista vive è ovviamente differente dalla nostra, tuttavia le riflessioni che si possono trarre da questo inusuale esperimento sono davvero interessanti.

Per questo motivo abbiamo deciso di tradurre (quasi) quotidianamente il diario di Chris Jeavans e invitiamo tutti quanti a esprimere pareri, opinioni, magari anche scetticismo, sugli argomenti di volta in volta affrontati.

 ADDIO PLASTICA (PER IL MOMENTO)

di  Chris Jeavans 

1 agosto 2008 

 

Sto iniziando un esperimento per verificare se sia possibile fare a meno della plastica per un mese. Con “fare a meno” intendo non comprare niente che contenga plastica o che ne sia avvolto.

Così niente più bottiglie di plastica, caffè da asporto, sandwiches confezionati.plastica1.jpg

Niente più salti al negozio dell’angolo per un pollo confezionato e alcuni yogurt per cena.

E sostituirò i pannolini usa e getta del mio bambino con altri riutilizzabili.

Vorrei pure eliminare la plastica che già avevo ma già così mi sembra che sarà molto difficile.

La plastica sintetica è in circolazione da circa un secolo e molto usata per soli 50 anni ma in questo periodo è diventata parte integrante del moderno stile di vita.

Ma nonostante l’utilità della plastica, ne abbiamo buttata via in grandi quantità.

La maggior parte dei rifiuti di plastica del Regno Unito finisce in discarica dove ci vorranno centinaia di anni perché si disintegri.

Ambientalisti e gruppi di consumo consapevole che devono pagare per le discariche chiedono ai consumatori di ridurre l'uso di plastica, ove possibile.

 Voglio vedere cosa succede se provo a fare ciò fino all’estremo.

 

27/08/2008, 10:43:13 plastica o non plastica?
18/08/2008, 04:51:31 Plastica o non plastica ?
 
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