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Appello alla prevenzione primaria dell' oncologa dr Gentilini
Giovedì 15 Luglio 2010 21:41

smog-rischiGentile Direttore,
vorrei essere un disoccupato!

Non pensi che sia andata fuori di senno per la calura di questi giorni o, men che meno, che voglia farmi gioco di un problema che è purtroppo una tragica realtà per tante famiglie, ma mi creda, avrei solo un enorme piacere nel constatare che per me (e per i miei colleghi ) esiste un problema occupazionale: sono un oncologo e una nostra crisi occupazionale starebbe a significare che di cancro ci si ammala e si muore sempre meno!

Ma purtroppo non è così: di cancro, come di tante altre malattie invalidanti, ci si ammala sempre di più ed in età sempre più giovane e purtroppo anche se si mantiene uno stile di vita esemplare!

Credo che purtroppo ben pochi, fra coloro che in questo momento stanno leggendo queste mie parole, non abbiano sperimentato direttamente o su qualche proprio caro la devastazione che malattie come il cancro comportano sulla vita delle persone.

Parlare di devastazione delle nostre vita a causa del cancro quando da qualche parte sembra che la guerra contro il cancro sia per essere vinta ( magari con qualche "camera magica" in grado di fare diagnosi sempre più precoci, come di recente affermato dal Prof. Veronesi) può sembrare esagerato, eppure proprio questo termine molto forte " devastazione" è stato usato in una lettera del 10 aprile u.s. indirizzata al Presidente Obama e che accompagna un corposo report di 240 pagine redatto da un panel di oncologi incaricati dal governo U.S.A. di valutare i rischi ambientali del cancro.

Gli scienziati autori del lavoro letteralmente affermano: "il popolo americano, spesso ancor prima di nascere, è continuamente bombardato da una miriade di composizioni di esposizioni pericolose. Il panel sollecita con forza ( Lei Presidente Obama n.d.r) a fare tutto ciò che è in Suo potere per rimuovere cancerogeni ed altre tossine dal nostro cibo, acqua, aria perchè tutto ciò necessariamente comporta aumenti di costi per la salute, danneggia la produttività del nostro paese e devasta la vita degli americani".

Leggere queste parole - che sono esattamente ciò che noi medici per l'ambiente da tanti anni sosteniamo - in un report ufficiale del governo americano credo dovrebbe indurre tutti ad una seria e ponderata riflessione perchè è evidente che non sono più solo scienziati "dissidenti" o frange minoritarie a portare avanti queste tesi.

Posso affermare - senza timore di essere smentita - che il cancro da cui nel 100% dei casi si guarisce senza costosissime cure, senza sofferenze e quello che non sconvolge la nostra vita e quella delle nostre famiglie è quello... di cui non ci ammaliamo!
E' ben vero, però, che il cancro che non contraiamo è anche quello che non comporta prestigio, fama, onore e soldi a chi poi pretende [?] di curarci!

Credo che dobbiamo avere il coraggio di ridiscutere tante scelte di questi ultimi trenta anni: trasferire tout court, ad esempio, all'ambito della salute criteri come "aziendalizzazione", "privatizzazione", "produttività" o trasformare istituti di cura in società di diritto privato (s.p.a. o s.r.l. che siano) ha portato a conseguenze di certo non sempre positive.

Ai tempi dell' antico impero cinese i medici venivano retribuiti fino a quando i loro assistiti erano in buona salute e non ricevevano più alcun compenso quando viceversa si ammalavano: forse la proverbiale saggezza cinese aveva colto nel segno e se anche noi ci armassimo della medesima saggezza la nostra salute sarebbe certamente più tutelata.

Patrizia Gentilini
Associazione Medici per l' Ambiente

 
L' inceneritore d'agosto torna per i mondiali
Lunedì 21 Giugno 2010 21:00

ince_di_sinistra-_delle_cave Ve lo ricordate l' inceneritore d'agosto, quello che scoprimmo per caso sul tavolo di un ufficio comunale, sconosciuto o taciuto dai  nostri dipendenti politici al governo cittadino, che la ditta Hafner voleva zitta zitta costruire nella sua bella torre della nuova sede in zona industriale?

Per un veloce remember consultate qs link.

Ora non è agosto ma poco ci manca. Ci sono i mondiali, siamo tutti distratti.

Mercoledì 23/6, dopodomani, in commissione urbanistica( ordine del giorno ) si vota una variante alla torre della Hafner, ditta locale che tratta rifiuti speciali, molti quelli ospedalieri.

All' ordine del giorno della commissione edilizia ci sarà una variante alla concessione edilizia al  progetto della torre Hafner ( sembra raggiungerà i 50 metri di altezza). Si tratterà del vano inceneritore? Sarà ancora lì come da progetto?

Forse che ai diversi piani al posto della copertura in cemento abbiano inserito griglie mobili? Per far spazio al futuro camino? E' forse pronto l'inceneritore? E cosa inceneriranno, rifiuti speciali? E sia vero che la provincia ha già concesso l'autorizzazione? Chi controlla?

A suo tempo andammo a trovare il sig. Hafner che sull' argomento tergiversò un po', parlò di biomassa dalla quale produrre energia termica ed elettrica, ci invitò a visitare un  famoso centro  austriaco a biomassa ( legno) però correttamente non nascose la sua ambizione a poter produrre energia dalla combustione di rifiuti, seppur speciali.

 

Sul sito della Hafner, non ci sono dubbi: la farfallina si posa sulla nuova torre apparentemente senza camino ma produce energia elettrica dalla combustione di rifiuti. http://www.youtube.com/watch?v=CzDkOu4Zs_U

Ebbene, mercoledì i membri della commissione edilizia daranno un parere su questo progetto di cui la città non sa praticamente nulla! 

 M. Teresa Fortini

 

 

 

 
Cip6 o ci fai?
Venerdì 07 Maggio 2010 13:52

Cosa sono i Cip6? Non sono molti quelli che sanno rispondere. Soprattutto da quando dal 2007 la bolletta dell'energia  non riporta più i dettagli di tutte le voci, a prescindere dal gestore.

I Cip6 sono una parte, circa il 7%,  di quello che tutti noi con un qualsiasi contratto di utenza elettrica paghiamo in bolletta e che dovrebbe servire a finanziare le energie rinnovabili ma che invece viene utilizzato per sovvenzionare inceneritori e similia.

All'inizio degli anni '90 l'italia attraversava un perido di crisi energetica, così vennero introdotti questi contributi, i Cip6/92 appunto, per incentivare le energie alternative.

Da dove arrivavano i soldi per questi contributi? Dalle nostre bollette! Infatti fu applicato un aumento di circa il 7% sui nostri consumi da destinare a questi contributi.

E chi poteva usufruirne? Teoricamente i gestori di impianti di produzione di energie rinnovabili (eolico, solare, ecc.), ma in realtà la maggior parte è finita nelle tasche di chi ha costruito inceneritori e raffinerie di petrolio. Come questo sia potuto accadere è quasi inspiegabile, tanto che anni dopo l'Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia (per i dettagli della storia dei Cip6 si veda questo documento).

Un dato di fatto è che per anni, e in parte ancora oggi, i nostri contributi hanno contribuito ingannevolmente a sovvenzionare inceneritori e altri impianti altamente inquinanti. Altro che energie rinnovabili!

Ma adesso ognuno di noi ha la possibilità di dire basta e chiedere il rimborso di quanto ci è stato sottratto negli anni. Come?

Semplice, basta sottoscrivere la vertenza che è già stata approntata dall'associazione Diritto al Futuro. Questo è quanto scrivono:

"Ogni utente, intestatario di una bolletta di energia elettrica, potrà sporgere denuncia con l’aiuto e l’assistenza della nostra Associazione. Verrà rappresentato davanti al giudice della sua città, il quale non potrà che applicare la legge prevalente, ovvero quella comunitaria, e disporre il rimborso di quella parte di bolletta elettrica che è servita per incentivare illegalmente gli impianti di incenerimento.
L’azione potrà assumere una certa rilevanza se le persone che si appellano alla giustizia saranno molte migliaia"

"Dobbiamo farci sentire, e soprattutto dobbiamo credere nell’importanza del senso politico che questa azione cerca di esprimere:la necessità di porre un freno alla volontà di trasgredire ogni regola per favorire affari privati contro l’interesse dei cittadini."

"Intendiamo muoverci in modo autonomo, fuori da ogni condizionamento ideologico o partitico, con l’obiettivo di far rispettare un diritto acquisito che altrimenti sarebbe ignorato."

Noi di Ambiente e Salute, abbiamo deciso di fare la nostra parte impegnandoci a raccogliere le adesioni di tutti coloro che decideranno di chiedere questo rimborso.

Chi può partecipare alla vertenza? Tutti i titolari di una utenza elettriche.

Cosa devi fare per parteciapre alla vertenza?

  1. Devi procurarti una copia della tua bolletta elettrica
  2. Devi fare una copia del tuo documento di identità
  3. Devi leggere attentamente e firmare l'adesione alla vertenza, versando una quota associativa di 10,00 € per diventare socio di Diritto al futuro e poter essere rappresentato e tutelato dai legali da esso incaricati
  4. Devi firmare il mandato a rappresentarti, conferito ai legali incaricati dal'associazione Diritto al futuro

Questi documenti firmati, le fotocopie dei tuoi documenti e la quota associativa andranno consegnati a noi, che a nostra volta li invieremo all'associazione Diritto al futuro, lasciandoti copia dell'adesione controfirmata da un nostro delegato dell'associazione Diritto al futuro a titolo di quietanza per il versamento dei 10€.

Da quel momento non dovrai preoccuparti di nulla e sarai avvisato via mail riguardo ogni evoluzione della vertenza.

Nel caso la vertenza andasse a buon fine l'associazione Diritto al futuro tratterrà il 20% della quota rimborsata sulle tue bollette per fini istituzionali (così come specificato nel contratto) e il rimborso delle spese legali per pagare gli avvocati, se invece la vertenza non dovesse andare a buon fine tu non dovrai pagare nulla, perchè l'associazione si sobbarcherà tutte le spese legali.

Per chi desiderasse maggiori informazioni, è possibile visitare il sito dell'associazione Diritto al futuro o scirvere Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo .

Per chi invece desidera aderire alla vertenza, consigliamo di stampare e compilare i moduli linkati in questa pagina, consegnando poi il tutto al nostro delegato ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo che si incaricherà di inviare tutta la documentazione raccolta.

 

Il valore di questa azione va molto al di là del semplice rimborso economico. Rappresenta piuttosto un passo fondamentale verso l'eliminazione di contributi a impianti nocivi e dispendiosi, piuttosto che a fonti rinnovabili di energia molto meno impattanti per l'ambiente e non dannose per la nostra salute.

Paola Dispoto

 

 

 

 

 

 
No Nuke! ...E allora?
Mercoledì 02 Giugno 2010 07:33

Negli ultimi anni la discussione sull'energia nucleare è tornata drammaticamente alla ribalta. Si pianificano nuove centrali nucleari sul territorio italiano, ignorando del tutto il rifiuto per il nucleare espresso dalla popolazione italiana con il referendum del 1987.

Si prendono accordi con la Francia, quando ancora non siamo riusciti a risolvere, per fare un esempio, il problema dello stoccaggio delle scorie nucleari delle centrali chiuse da oltre 20 anni. E anche se a livello provinciale abbiamo avuto rassicurazioni sulla netta contrarietà dei governatori provinciali al progetto del nucleare, gli interrogativi da porsi rimangono tanti: qual'è lo scenario energetico dell'Italia? L'energia nucleare risolverebbe il problema energetico italiano? E le energie alternative?

Per provare a rispondere a queste ed altre domande, mercoledì 9 giugno alle ore 18 ci troviamo presso il teatro del Centro Giovani Vintola 18 con il professor Gianni Tamino - docente di Biologia generale e  di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; fa inoltre parte del corpo docente del Corso di specializzazione in Bioetica a Padova, nel 1985 è stato tra i promotori del referendum antinucleare, ex europarlamentare - e con Sepp Kusstatscher - ex europarlamentare, esponente di spicco dell'area ecologista altoatesina. Dopo gli interventi è previsto uno spazio per la discussione e la partecipazione del pubblico con domande e dubbi da sottoporre ai due relatori.

Gli interventi saranno nella lingua madre dei due relatori, con una sintesi proiettata nell'altra lingua.

Tutti i cittadini interessati sono invitati a partecipare.

 
Pannolino di cotone, mon amour
Mercoledì 26 Maggio 2010 12:59

In occasione della giornata mondiale del gioco organizzata dal VKE venerdì 28 maggio presso il Maso Premstaller, l’associazione Ambiente e Salute e il circolo Legambiente Bolzano predisporranno un un punto informativo sull’uso dei pannolini lavabili.

La gestione dei nostri rifiuti è uno dei problemi di cui, che ci piaccia o meno, dobbiamo occuparci se vogliamo conservare per le generazioni future un ambiente vivibile.
Ridurre la produzione di rifiuti è la prima fondamentale pratica che dobbiamo mettere in atto, non aspettando che le soluzioni arrivino dall’alto, ma cominciando a rivedere le nostre abitudini di consumo.
I pannolini usa e getta sono il classico esempio di un prodotto ad alto consumo che dovrebbe essere del tutto eliminato, perché non c’è modo di smaltirli, che li si butti in discarica dove la plastica di cui sono fatti impiegherà secoli per disfarsi, o che li si incenerisca trasformandoli in sostanze tossiche che respireremo e che ci faranno ammalare.
Anche se per le nuove generazioni di genitori sembra impensabile poterne fare a meno, basterebbe andare con la memoria a non più di 50 anni fa, quando esistevano solo i famosi ciripà, triangoli di maglina e  pezze quadrate e ripiegate, tutto rigorosamente di cotone,  che si lavavano e si riutilizzavano.

Al giorno d’oggi, tornare a quelle pratiche potrebbe sembrare anacronistico se non addirittura da folli, ma.... c’è un ma.
Negli ultimi anni in paesi come la Germania e l’Inghilterra hanno risolto egregiamente il problema della praticità dei pannolini di cotone che infatti stanno vivendo un nuovo momento di gloria.
L’Italia è indietro rispetto agli altri paesi, ma pian piano questa pratica si stà diffondendo anche da noi. Infatti sempre più frequentemente è possibile trovare in vendita i pannolini di cotone, anche in grandi catene di supermercati come le COOP.
Qual è la grande novità? I pannolini sono in tutto e per tutto uguali a quelli che si usano e gettano. Con due grandi differenze: quando sono sporchi invece che buttarli nel bidone dell’immondizia si “buttano” in lavatrice; nell’arco di due anni e mezzo di media di utilizzo per ogni bambino si spendono dai 1.000 ai 1.500 Euro in pannolini usa e getta. Con i pannolini lavabili, la spesa che comprende l’acquisto iniziale e i costi di acqua ed energia per i lavaggi, non supera complessivamente i 500/750 Euro per il primo figlio, quindi con un risparmio di circa il 50% di spese. Nel caso di un secondo figlio poi la spesa è di gran lunga inferiore perché non sarà necessario sostenere nuovamente l’acquisto iniziale.

Presso il gazebo di Ambiente e Salute e Legambiente venerdì pomeriggio dalle 13 alle 18, al Premstallerhof, troverete queste  e tante altre informazioni, potrete confrontarvi con mamme che hanno già utilizzato i pannolini di cotone, vedere dal vivo le diverse tipologie di pannolini acquistabili e molto di più.
Vi aspettiamo!

Paola Dispoto

 

Per saperne di più: www.nonsolociripa.it

 

 
Frutta a scuola: le sirene del biologico
Sabato 22 Maggio 2010 19:26

frutta nelle scuole

Recentemente la Provincia ha presentato il progetto “Frutta nelle scuole”. L’iniziativa, promossa dai Ministeri delle politiche agricole, della salute, dell’istruzione e dall’Unione europea, prevede somministrazioni nelle scuole di frutta e verdura a “produzione biologica integrata”.
Il programma comunitario è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata.
Si rimane sorpresi dal termine “produzione biologica integrata”, usato nel comunicare l’evento. La produzione biologica integrata non esiste.
La produzione di frutta e verdura può avvenire con il metodo biologico o con quello dell’agricoltura integrata. L’agricoltura biologica, regolata dalla Direttiva sul Biologico, prevede la rinuncia all’impiego di prodotti chimici di sintesi (insetticidi, fungicidi, acaricidi), la rinuncia all’impiego di diserbanti, la rinuncia all’impiego di fertilizzanti chimici (al loro posto vengono impiegati fertilizzanti organici). La cosiddetta agricoltura integrata è il metodo con cui viene prodotto oltre il 90 per cento delle mele altoatesine, poi commercializzate con il marchio della coccinella.
La produzione integrata prevede l’impiego di concimi chimici, nonché sostanze di sintesi per disinfestare e irrorare (fungicidi, acaricidi, insetticidi, topicidi). La maturazione della frutta viene forzata con ormoni vegetali che consentono di regolare la grandezza e la colorazione dei frutti. Nulla di più lontano, dunque, dai principi dell’agricoltura biologica.
Luigi Mariotti

WWF Bolzano

frutta nelle scuole 2

Ecco in quale modo vengono presentate le mele ai nostri bambini !!!

 

 
Sull'eccellenza dell'inceneritore di Bolzano e altre favole
Mercoledì 19 Maggio 2010 07:16

La presentazione della nostra diffida al sindaco di Bolzano e al presidente della Provincia  ha avuto una eco anche (e verrebbe da dire soprattutto) fuori provincia. Questo essenzialmente perchè, dopo la favola dell'inceneritore di Brescia - il migliore del mondo!- che ha regalato a piene mani diossina a tutto il circondario, adesso il protagonista della favola è diventanto proprio l'inceneritore di Bolzano.

E quindi tutti quei soggetti che hanno un qualche interesse a promuovere l'incenerimento come la panacea di tutti i mali, organizzano pellegrinaggi all'impianto di Bolzano per far imbonire dai nostri supertecnici quei riottosi che proprio non si vogliono rassegnare a beccarsi la loro dose di diossina e inquinanti vari, come invece pare succeda qui a Bolzano, nel silenzio generale.

Per fortuna quei riottosi non sono così sprovveduti come a certi dirigenti piacerebbe che fossero e così, armati di microfono e videocamera sono tornati a Bolzano per capire se è tutto oro quello che luccica.

Stiamo parlando degli amici del CGCR (Comitato Gestione Corretta  Rifiuti) di Parma dove l'ENIA vuole costruire un inceneritore sull'esempio di quello di Bolzano, da 130.000 tn.

Quello che vi mostriamo è un video-riassunto di quanto raccontato sin'ora. Ma è solo l'inizio...

Sul sito www.gestionecorrettarifiuti.it trovate molto ma molto di più.

Paola Dispoto

 

 

 
Una mela al giorno...
Domenica 17 Gennaio 2010 20:35
Alla Redazione del Centro Consumatori Utenti

 

e per conoscenza Al Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell'Alto Adige (VOG)

All'Associazione Ambiente e Salute

 

mela_velenoscrivo in merito all'articolo "Una mela al giorno..", pubblicato sul Vostro Mensile di informazione, nr 1/gennaio 2010. Nel breve articolo a pagina 6 si consiglia di mangiare le mele con la buccia perché la maggior parte delle sostanze salutari (fruttosio e destrosio, pectina, vitamina C, poifenoli, potassio e altri sali minerali) si trovano nella buccia del frutto.

Come noto, l'Alto Adige è uno dei maggiori produttori di mele, su circa 18.000 ha si producono oltre 1.000.000 di tonnellate di questo frutto. Si presume quindi che le mele che nell'articolo si consigia di mangiare con la buccia, siano anche quelle altoatesine.

Nelle campagne promozionali per promuovere il consumo di mele del Sudtirolo si informano i consumatori che "L'uso di agenti chimici è un'eccezione", "nel limite del possibile i parassiti verrebbero combattuti in modo naturale" (http://www.vog.it/it/vog/coltivazione/tecniche-di-coltura/coltura-integrata.html). La realtà della coltivazione delle mele altoatesine è ben diversa.

L'Alto Adige è la provincia italiana con il maggiore impiego di agrofarmaci. Secondo i dati del 6° Rapporto sullo stato dell'Ambiente della Provincia di Trento, in Sudtirolo vengono impiegati 58,81 kg/ettaro di agrofarmaci, ben oltre sei volte la media nazionale (9,14 kg/ha).

Riguardo ai residui di fitofarmaci nella frutta, dai dati del Centro di sperimentazione Agraria di Laimburg emerge che negli anni tra il 2002 ed il 2008, in media, è stata determinata la presenza di residui di agrofarmaci sull' 86% delle mele altoatesine. Le mele analizzate, comprese quelle esenti da residui, sono risultate contaminate da 2,1 residui, con una tendenza in crescita: mentre nel 2003 si riscontravano 1,2 residui, negli ultimi anni si è passati a 3,1 residui.

Dai dati sopra esposti emerge quindi nella produzione di mele un elevato impiego di pesticidi, alcuni di essi potrebbero avere effetti cancerogeni, neurologici e sulla riproduzione.

Come da voi suggerito, il consumo di mele con la buccia potrebbe avere un ruolo protettivo per le sostanze salutari contenute, andrebbe però tenuto in considerazione un possibile rischio derivante dall'introduzione, con la dieta, di prodotti fitosanitari dannosi alla salute.


Luigi Mariotti ( WWF Trentino Alto Adige)

In allegato:
Tabella 6.12 del 6° Rapporto sullo stato dell'Ambiente della Provincia di Trento
Articolo della Rivista Frutta e Vite: Effetti sulla salute derivanti dall'esposizione a prodotti fitosanitari
Articolo della Rivista Frutta e Vite: I residui sulle mele altoatesine

 
Diffida sull'inceneritore di Bolzano
Venerdì 14 Maggio 2010 15:50

E' stata presentata nel pomeriggio la diffida di 5 fra le più rappresentative associazioni ambientaliste e protezioniste dell'Alto Adige al presidente della Provincia Durnwalder e al Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli. La diffida è stata consegnata in giornata ai destinatari da un ufficiale giudiziario del Tribunale di Bolzano. Questa diffida è un ulteriore atto nella direzione della denuncia rispetto ad una gestione dei rifiuti che riteniamo dannosa, costosa e non risolutiva.

Nel gennaio del 2008 abbiamo firmato insieme a molte associazioni un appello alle amministrazioni pubbliche per un riesame del Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti, con una particolare attenzione al progetto di incenerimento del rifiuto residuo urbano. Al nostro appello non è mai arrivata alcuna risposta, ne ufficiale ne ufficiosa.
Nel settembre del 2009 abbiamo depositato in Procura un esposto firmato, oltre che da noi, dal WWF Bolzano e dal Dachverband  für Natur - und Umweltschutz. Il magistrato che ha valutato il nostro incartamento , ha ritenuto di archiviarlo poiché,  non essendo ancora stato costruito il nuovo inceneritore, "l’eventuale reato non è ancora stato commesso"!

In seguito all’archiviazione del nostro esposto, dietro consiglio di alcuni avvocati, oltre che dell'autorevole voce del giudice Casson, ci siamo messi al lavoro per formulare una diffida indirizzata alle persone dei due massimi rappresentanti istituzionali per quanto riguarda la faccenda dell'inceneritore: il presidente della Provincia Luis Durnwalder e il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, il primo in quanto responsabile per tutte le procedure di autorizzazione dell'impianto di incenerimento, mentre quest'ultimo in quanto responsabile per la salute dei cittadini del comune di Bolzano.

La diffida che abbiamo presentato, si basa su quattro tematiche che riassumo le motivazioni di critica che abbiamo sviluppato in questi anni contro l’inceneritore di Bolzano.
I temi trattati, che potete leggere per esteso nella diffida allegata,  sono in sintesi:


PROCESSO DI FORMAZIONE DELLE DECISIONI
GESTIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE
RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA
PROPAGAZIONE E DEPOSITO DELLE EMISSIONI INQUINANTI

Per noi questa diffida ha il compito di richiamare alle proprie responsabilità, sia pubblicamente che personalmente, chi ha preso le decisioni per la costruzione dell’inceneritore, agendo in nome del bene comune, quando noi abbiamo consapevolezza che queste decisioni non porteranno ad una soluzione del problema rifiuti, anzi, provocheranno ulteriori costi e danni per la salute delle persone.
Siamo sempre più convinti, e le ultime conoscenze scientifiche lo confermano, che la strada intrapresa, oltre che essere la più dispendiosa, non potrà che provocare in futuro danni alla salute delle persone.

Qui trovate il testo integrale della diffida consegnata e il comunicato stampa bilingue.
 
La bella addormentata nel bosco
Martedì 11 Maggio 2010 12:34

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

JUWEL IM DORNRÖSCHENSCHLAF

12 maggio

ore 11.30

presso il Cafè Plural a Bolzano

PRESENTAZIONE DELLA BROCHURE SUL VIRGOLO

Con la brochure bilingue „ La bella addormentata nel bosco” l’iniziativa “Il nostro Virgolo” e l’associazione protezionisti Alto Adige vogliono sensibilizzare la popolazione di Bolzano sulla bellezza e l’importanza del Virgolo.
Su questa balza rocciosa vi sono le radici di Bolzano, qui hanno vissuto reti, romani e germani („Castellum Bauzanum“). Come “montagna sacra di Bolzano“ ha da sempre avuto un ruolo importante nella vita spirituale dei cittadini di Bolzano ed attualmente il Virgolo viene apprezzato come paradiso naturale dove vivono numerose specie animali minacciate.
Nella brochure ricca di immagini non si parla solo di storia, spiritualità ed ecologia ma anche di temi quali l’importanza di zone ricreative di vicinanza, di marketing cittadino e di riduzione del traffico in città. Vi sono inoltre le testimonianze di sette persone, conosciute e non, che parlano del loro rapporto con il Virgolo.
In poche parole e molte immagini la piccola brochure risveglia il desiderio per questa collina, che ultimamente è stata spesso nominata in relazione a progetti edilizi.
Informazioni sul Virgolo si possono ricevere dal comitato “Il nostro Virgolo” (nostrovirgolo.wordpress.com)

La pubblicazione è inoltre reperibile a titolo gratuito presso:
Associazione protezionisti
Heimatpflegeverband
Südtiroler HochschülerInnenschaft
Maso Kohlerhof
Maso Wendlandhof
Cafè Plural Bolzano
Biblioteche pubbliche di Bolzano
[la lista verrà aggiornata entro la conferenza stampa di mercoledì]


Mit der zweisprachigen Broschüre „Juwel im Dornröschenschlaf“ möchten die Initiative „Unser Virgl“ und der Dachverband für Natur- und Umweltschutz die Boznerinnen und Bozner für die Schönheit und den Wert des Virgls sensibilisieren. Dieser wildromantische Felsvorsprung oberhalb der Stadt wurde bereits von Rätern, Römern und Germanen besiedelt („Castellum Bauzanum“); als „Bozens heiliger Berg“ spielte der Virgl im spirituellen Leben der Bevölkerung eine wichtige Rolle; und heute wird der Virgl immer mehr als Naturparadies geschätzt, da dort zahlreiche vom Aussterben bedrohte Tierarten leben.

In der reich bebilderten Broschüre geht es nicht nur um Geschichte, Spiritualität und Ökologie, auch Themen wie Naherholung, Stadtmarketing oder Verkehrsvermeidung werden angesprochen. Zudem kommen sieben Persönlichkeiten zu Wort, die über ihr Verhältnis zum Virgl berichten.

Mit wenigen Worten und vielen Bildern weckt die kleine Broschüre Lust auf jenen Berg, der zuletzt in Zusammenhang mit Bauprojekten in die Schlagzeilen geraten ist. – Informationen über den Virgl gibt die Initiative „Unser Virgl“ (nostrovirgolo.wordpress.com)

Die Broschüre ist an folgenden Stellen kostenlos erhältlich:

Dachverband für Natur- und Umweltschutz
Heimatpflegeverband
Südtiroler HochschülerInnenschaft
Kohlerhof am Virgl
Wendlandhof am Virgl
Cafè Plural Bozen
Öffentliche Bibliotheken Bozens
[wird bis zur PK am Mittwoch noch erweitert]

 

 

 

 
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