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C'è del marcio.... in Alto Adige? |
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Venerdì 11 Settembre 2009 07:46 |
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"Nuove ombre sull’appalto per il nuovo inceneritore. Stavolta a proiettarle non è un dossier ambientalista, ma la fonte più «ufficiale» che ci possa essere: la relazione tecnica (prodotta in commissione dall’assessora Barbara Repetto) in cui il caporipartizione provinciale Valentino Pagani spiega perché si è reso necessario aumentare i costi di quasi 20milioni di euro."
Così apre il suo pezzo il giornalisa del Corriere dell'Alto Adige Clementi, oggi 11 settembre.
E già, perchè quando a evidenziare le contraddizioni della vicenda appalto inceneritore erano i "dossier ambientalisti" la faccenda non è mai stata presa troppo in considerazione. Adesso viene fuori che, in sintesi, quell'appalto DOVEVA essere aggiudicato a tutti i costi (in senso letterale), che DOVEVA essere aggiudicato non ad una ATI qualunque ma esattamente a chi si è presentato come unico concorrente (al terzo tentativo). Aggiudicazione che si è puntualmente verificata nonostante i costi fossero al ribbasso, nonostante l'offerta dal punto di vista tecnologico e della sicurezza non fosse adeguata.
Far notare che sono anni che "gli ambientalisti" denunciano questa situazione non serve a molto. Aveva cominciato Luca Marcon con la sua analisi degli intrecci tra lobbies economiche e politiche (prevedendo con un bel po' di anticipo chi si sarebbe aggiudicato l'appalto).
Avevamo continuato noi di Ambiente e Salute con l'esperto ambientale di Amburgo dr. Klaus Koch, che aveva rilevato, tra gli altri errori, come l'impianto descritto nel progetto della gara d'appalto non fosse così all'avanguardia e supersicuro, come fino a poco tempo fa, a giugno durante il convegno promozionale dell'APPA, i tecnici dell'Ecocenter e l'assessore Mussner andavano sbandierando.
Dove si è inceppato questo meccanismo così ben oliato? Sui finanziamenti.
Incredibilmente denunciare che un impianto simile mette a rischio la salute della cittadnanza -e ormai questa è una evidenza inconfutabile-, ripetere fino alla noia che l'incenerimento non è LA soluzione al problema della gestione dei rifuti, che bisogna prima di tutto avviare misure - anche drastiche- per ridurre a monte i rifiuti, che differenziare SERIAMENTE tutte le frazioni con il porta a porta è la strada da seguire, che dopo una buona differenziazione esiste un modo per riciclare anche il residuo praticamente eliminando le discariche (vedi l'impianto di Vedelago), tutto questo non serve a niente.
Ma allora che ben vengano le verifiche sui finanziamenti. Anzi, l'intervento della Corte dei conti sarebbe solo auspicabile. Da noi "ambientalisti" ovviamente.
Paola Dispoto
Costi inceneritore (132.95 kB)
Kosten Verbrennungsofen (136.72 kB)
Interrogazione - Inceneritore:preventivi tenuti bassi (71.75 kB)
Risposta interrogazione - Inceneritore:preventivi tenuti bassi? (22.43 kB)
Interrogazione-Inceneritore: costi più che raddoppiati (69.64 kB)
Risposta a interrogazione -Inceneritore:costi più che raddoppiati (22.89 kB)
Interrogazione - Appalto inceneritore: nuovi dubbi (142 kB)
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Ancora sugli olmi di via Cagliari |
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Lunedì 07 Settembre 2009 19:10 |
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L'annuncio, ormai più rassegnato che altro, dell'ennesimo "taglio a zero" del verde cittadino, che toccherà questa volta gli olmi di via Cagliari, ha suscitato una serie di accorate reazioni da parte degli amministratori. Così ha reagito il sindaco e a seguire Lillo , presidente della circoscrizione Don Bosco. Eppure, sfidando le ire funeste di qualche altro amministratore o funzionario (magari della giardineria comunale) vorremmo approfondire la questione. Perchè alla sicurezza ci teniamo molto anche noi..
Quanti incidenti sono stati causati in città dalla caduta di un ramo spezzato? Perchè deve essere un dato statisticamente rilevante per provocare una reazione così "radicale". Personalmente non conosco nessuno che sia stato ferito in questo modo. Invece nella mia ristretta cerchia di amicizie conosco ben due persone che sono cadute malamente sulla ciclabile, in un caso perdendo due denti, in un altro caso spezzandosene uno. E questi sono solo due casi fra chisssà quanti altri che passano ignoti ai più. Eppure nessuno si straccia le vesti per lo stato delle ciclabili, soprattutto d'inverno con il gelo. Questo solo per fare un esempio, ma mi piacerebbe sapere a quanti altri cittadini è sucessa una cosa simile.
Mi piacerebbe anche sapere, come proseguirà il così detto piano di "sostituzione" del verde, perchè a Bolzano qualche albero di una certa stazza c'è ancora ,(per il momento...) ad esempio i platani nei giardini della stazione ferroviaria, uno dei quali vanta il primato di "Platano più grande dell'Alto Adige" (ma forse è meglio non dirlo troppo in giro...). Quali saranno le prossime piante rase al suolo? In quale altro quartiere si sostituiranno alberi dalla chioma imponente con esili piantine che di anni per crescere e vantare una simile chioma, ce ne impiegheranno tanti? A tale proposito vorremmo suggerire a "chi di dovere" la tipologia di albero ideale per la città di Bolzano: il bonsai!
Non toglie spazio per il parcheggio delle auto sui marciapiedi (ci si può parcheggiare anche sopra!); anche se nessuno ne fa la manutenzione se si spezzano rami non se ne accorge nessuno, e non ci crescono nemmeno le cimici dentro il tronco!
Paola Dispoto
A margine del post pubblichiamo molto volentieri la lettera del meetup di Bolzano al sindaco e una lettera arrivata da un anonimo, firmata "Olmo".
Gentili cittadini di Bolzano,
visto il gran parlare intorno alla mia figura, pardon, al mio tronco, vorrei prendere la parola per porre fine alla diatriba “istituzioni paranoiche versus cittadini ambientalisti” e spargere un velo di pietà oppure come diciamo noi vegetali “uno strato di foglie” sulla questione: tagliare o non tagliare gli olmi di via Cagliari?
Vista la ingloriosa fine dei miei simili-non consanguinei di via Cadorna, piazza Vittoria, ponte Roma, maneggio ecc. metto in avanti i miei rami ed in pace i vostri cuori rivelandovi che tanto – molto tempo prima della discutibile decisione di porre fine alla mia decennale esistenza con l’ausilio di una sega – avevo già deciso “io di mio” di farla finita!
Basta con questa vita grama fatta di imbarazzanti pisciate di cane sui piedi, di iniezioni di sostanze sconosciute ma talmente irritanti che per ammazzare cimici quasi quasi mi stroncavano pure me, di aria malsana ed inquinata, di continui urti altezza stinchi dovuti ad automobilisti incapaci o distratti, di venire additato come probabile serial killer di ignari passanti perché ho dei rami che in determinate situazioni quali vento o neve e dopo insufficiente manutenzione potrebbero spezzarsi, di parolacce rivoltami da passanti distratti che inciampavano sulle irregolarità del terreno che le mie radici in cerca d’acqua provocavano e che chi di dovere non risanava.
La lista delle avversità che mi hanno portato alla non semplice decisione di farla finita sarebbe ancora lunga. Pur avendo una scorza dura il mio cuore legnoso è assai sensibile e la stoccata finale è giunta dalle istituzioni cittadine che dopo anni in cui ho assolto con dovizia il nobile compito affidatomi e cioè purificare l’aria attraverso la fotosintesi clorofilliana, donare ombra ad anime surriscaldate, rallegrare i cuori con il mio verde brillante nonché essere nido protettivo per varie specie animali ha deciso che ero diventato inutile se non pericoloso e perciò dovevo cadere vittima della loro volontà.
Ma come ogni animo nobile che si rispetti anch’io non perirò per via di decisioni bistrattate e discutibili ma uscirò di scena a modo mio, a chioma alta e senza piegarmi ad una segatura forzata.
Addio crudele mondo,
Olmo
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Martedì 01 Settembre 2009 12:02 |
Senza andare a scomodare l'effetto serra, il buco dell’ozono o i processi di desertificazione della foresta amazzonica, senza neppure invocare la pur giusta quanto dovuta manutenzione e cura del verde pubblico, non fosse altro per i tributi versati dal contribuente allo Stato anche per l’adempimento di questo servizio, pur vero è che a Bolzano di alberi – alberi veri, grandi, secolari e non timidi fustelli rachitici - se ne vedono sempre meno…ultima notizia il previsto taglio degli olmi di via Cagliari. Certo, la loro sopravvivenza – legata a smog, cemento, potature e parcheggi selvaggi – è cosa assai ardua, spesso vengono visti solo come elementi di disturbo perché occupano spazio prezioso per le auto, sono colpevoli della caduta di polline, foglie - raramente rami - nonché habitat di varie specie animali che a loro volta possono creare disagi: insetti, volatili ecc. Ultimo esempio il previsto taglio degli olmi di via Cagliari. Olmi portatori di cimici che vanno ovviamente a disturbare gli abitanti della zona i quali hanno più volte sollecitato l’eliminazione dei verdi fusti.
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Una coltivazione di mele insostenibile |
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Lunedì 31 Agosto 2009 18:59 |
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Il marketing delle mele ha reso famoso l'Alto Adige forse più delle sue montagne e di tutte le bellezze naturalistiche. Ma quali sono gli effetti delle coltivazioni intensive e dei numerosi trattamenti chimici a cui sono sottoposte? Il WWF di Bolzano lancia una campagna contro la coltivazione intensiva delle mele e contro l'utilizzo massiccio di pesticidi, per informare la cittadinanza e rendere consapevoli i consumatori che con i loro acquisti possono essere molto determinanti. Noi di Ambiente e Salute non possiamo che condividere questa campagna e pubblichiamo volentieri il materiale inviatoci dagli amici del WWF. Cliccando sull'immagine troverete da scaricare, oltre ad una scheda informativa, di cui riportiamo l'introduzione, anche il materiale necessario a divulgare queste informazioni (volantini in italiano e tedesco) e i moduli per una raccolta di firme, da stampare e consegnare completi a : Luigi Mariotti, e-mail:
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, telefono: 339 21 28 673.

Da alcuni decenni viene praticata in Alto Adige, soprattutto nella valle dell’Adige, la coltivazione intensiva delle mele che porta allo sfruttamento del terreno al massimo delle sue potenzialità e del suo rendimento. La maggior parte dei meleti, che viene gestita secondo il metodo della frutticoltura integrata, si concentra nel fondovalle su una superficie di circa 18.000 ha. La produzione altamente intensiva consente di immettere sul mercato oltre 1.000.000 di tonnellate di mele all’anno di cui il 45-55% viene esportato. I mercati principali sono la Germania (70% dell’esportazione complessiva), Scandinavia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Europa centrale e Russia.
GLI EFFETTI DELLA COLTIVAZIONE INTENSIVA SULL’AMBIENTE La monocoltura delle mele ha certamente ottimizzato la produttività economica ma allo stesso tempo ha portato: All’estinzione di numerose specie di animali e di piante (perdita di biodiversità) attraverso la distruzione di importanti habitat per fare posto ai campi di mele. Secondo i dati della Lista Rossa in Alto Adige circa 1.100 specie animali sono in pericolo a causa della coltivazione intensiva. All’avvelenamento di terreni, di corsi d’acqua e della fauna selvatica dovuto al massiccio impiego di pesticidi, diserbanti e concimi chimici. Per ottenere un raccolto di mele dell’Alto Adige sono necessari fino a 20-25 trattamenti con sostanze chimiche di sintesi. A questo si aggiunge la perdita di fertilità del suolo causata dalla sostituzione dei concimi organici con concimi chimici. Alla perdita delle varietà di frutta originarie. Molte varietà di melo e pero un tempo diffuse in Alto Adige stanno scomparendo perché sostituite con varietà più facilmente commerciabili. Al degrado del paesaggio agricolo attraverso l’eliminazione di elementi strutturali del paesaggio: boschi di fondovalle, prati, siepi, muri a secco e singoli alberi sono stati eliminati e sostituiti da un ambiente monotono caratterizzato unicamente dalle piante di melo e dalle reti antigrandine. All’aumento delle emissioni di gas serra. La maggior parte delle mele prodotte in Alto Adige viene trasportata per lunghe distanze causando un elevato consumo di energie non rinnovabili (petrolio), inquinamento, ed emissioni di CO2.
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Domenica 30 Agosto 2009 12:15 |
In Italia e in Sudtirolo la spinta ai consumi, spesso inutili, raggiunge il suo culmine con l'apertura, anche ferragostana oltrechè sempre più spesso festiva e notturnoserale , dei supermercati e negozi. Debole la protesta dei sindacati e forte il siilenzio della Chiesa, alla faccia dei diritti dei lavoratori e di ogni cittadino al riposo festivo e alla tregua consumistica. D'altronde non sarà impensabile che dopo i tabelloni pubblicitari sul Duomo ( silenzio ecclesiastico ) non si possa in un futuro non troppo lontano pensare di trasformare parte delle enormi e sempre più vuote chiese in centri commerciali: prima lo spirito e poi il corpo, prendi 1 e ne soddisfi 2.
In altre parti del mondo, diciamo nel mondo civile, dove pur con le stesse difficoltà di mercato, si accennano a spirali interessanti di modifica dei comportamenti, nascono dibattiti ed iniziative come quella che riportiamo.
In Italia, Sudtirolo sempre ampiamente compreso, invece che della crisi economica che colpisce le famiglie, della crisi ambientale, della crisi sociale, preferiamo parlare di impulsi amorosi o paternità fuori tempo massimo dei nostri leader, bellezza o bruttezza degli inni nazionali, dialetti e cartelli e mille altre amenità. Lo sappiamo l'Italiano, sudtirolese compreso, è bravo a risollevarsi solo quando è completamente sommerso dal liquame, speriamo bene...ne frattempo facciamoci coccolare dall'orsetto di coccio!
Claudio Vedovelli
Vietare il 3×2 perché poco ecologico? L'Inghilterra ci pensa, ma è polemica
di Alessio Sgherza da Kataweb
Il Regno Unito vuole abbattere i costi per lo smaltimento dei troppi rifiuti prodotti dai britannici. Sotto accusa le offerte 'Prendi tre, paghi due', ma i commercianti si oppongono. In Italia queste formule hanno sempre più successo: un acquisto su quattro è in offerta. E gli sprechi non mancano. Voi che ne pensate? Dite la vostra
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Giovedì 20 Agosto 2009 12:18 |
Diffondiamo la lettera inviataci da un nostro concittadino. Si parla di ombra, di alberi, di mobilità, di anziani e bambini, di città vivibile. Una lettera volta al buon senso e all' osservazione della realtà che invieremo anche al sindaco e agli amministratori di Bolzano, un appello che auspichiamo dia avvio ad un' iniziativa di piantumazione nella nostra città che ripari le tante perdite di alberi.
Se avete appena installato il condizionatore, piazzato la nonna al fresco dei centri diurni organizzati dal Comune, se vi piacciono gli striminziti alberelli d'arredo e odiate le bici e i loro conducenti, la lettura potrà avere effetti indesiderati: vi verrà voglia di sedere all' ombra di un albero secolare, sorseggiare una bibita scambiando quattro parole con il vicino di panchina e ritroverete il buon umore dimenticato sulla piazza rovente sotto la quale dove appena parcheggiato il SUV con il FAP...
Teresa Fortini
Protesta e proposta per alberi sul Talvera di Stefano Cappadozzi
Spett.le Ambiente e Salute
sono un cittadino di Bolzano e scrivo questa lettera per segnalare i disagi che sono costretto a subire durante l'estate per la scarsa presenza di alberi, almeno di quelli degni di questo nome, lungo le passeggiate del Talvera e in generale nella nostra città. Mi rendo conto che la mia segnalazione potrà sembrare ai più probabilmente strana e magari anche ingiusta o esagerata, ma vorrei invece dimostrare che non è così grazie ad alcune osservazioni e riflessioni prima sulla mia esperienza diretta e dopo su dati comuni e anche scientifici riguardanti gli alberi. Parlo come "utente" assiduo delle passeggiate del Talvera lungo le quali passo in genere per tutto l' anno un paio di ore al giorno per camminare, fare attività ricreative, riposare, rinfrescarmi e anche ossigenarmi (essendo uno dei pochi posti della città ove si può respirare un po' di aria pulita) da molti anni a questa parte. Proprio per l'esperienza maturata durante tanti anni mi sono deciso a scrivere questa lettera. Le passeggiate del Talvera e i suoi prati sono effettivamente considerate da molti come il fiore all' occhiello del patrimonio ambientale di Bolzano anche se in realtà, al di là di essere "esteticamente appaganti" a vedersi non si rivelano molto utili ai cittadini di Bolzano sopratutto di estate. Cerco di dimostrare questa tesi. Di inverno i prati sono utilizzati pochissimo, come è ovvio. Solo le giornate primaverili e autunnali permettono di poterli vivere durante il giorno, mentre già partire da Giugno e poi per tutto Luglio e Agosto e parte di Settembre sono inutilizzabili per gran parte della giornata, soprattutto durante le ore più calde, perché manca un minimo di ombra per ripararsi dal sole.
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Alto Adige: inceneritori come funghi |
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Martedì 18 Agosto 2009 07:55 |
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E' di questa mattina (18 agosto) l'ennesima bella notizia: dopo la torre "ecologica" Hafner che brucia rifiuti speciali a Bolzano un altro inceneritore nella zona artigianale di Laives. Sembra che la conca di Bolzano e della Bassa Atesina sia l'ambiente ideale per il proliferare di questi impianti, come un bel bosco umido per i funghi!
In particolare crescono funghi del tipo "sperimentali", di aziende private, a scopo di lucro, che bruciano rifiuti e materiali dei più vari - da quelli ospedalieri a quelli speciali al truciolare e chi più ne ha più ne metta - . In sostanza funghi velenosi!
Se poi a fronte dei loro guadagni noi respiriamo i loro veleni, chi se ne frega!
La notizia è pubblicata oggi, 18 agosto, sul quotidiano Alto Adige. Scopriamo così che il procedimento per l'autorizzazione dell'impianto è già in stato avanzato. La Provincia ha già assegnato (ma da quando? e chi ne era informato?) un lotto di circa 1000 metri quadrati per questo scopo. La ditta, la Exo New Energy Italia SRL con unico socio (e ci piacerebbe sapere chi è!) ha inoltre già chiesto l'autorizzazione al Comune di Laives, il quale l'ha concessa subordinandola al parere della Valutazione di Impatto Ambientale. Il parere è appena arrivato al Comune di Laives ed è "incredibilmente" negativo!!! Ma non illudetevi, non finisce qui sicuramente.
Le sorprese però non sono terminate. Scopriamo accidentalmente che questo impianto "sperimentale" è attualmente collocato presso l'inceneritore dei rifiuti urbani di Bolzano, non solo. Pare che i fumi di questo impianto confluiscano nel camino dell'inceneritore grande che, come il gigante buono, ci pensa lui a smaltirli (troviamo la prima autorizzazione della Provincia, rinnovata di anno in anno, già nell'ottobre 2000, alla faccia della sperimentazione!).
Allora sorgono spontanee alcune domande:
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Il bravo ciclista è quello che striscia ! |
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Domenica 16 Agosto 2009 13:28 |
Ma i ciclisti sono veramente ingestibili? «Ingestibili no. Ma certo indisciplinati e purtroppo spesso anche maleducati». Perché succede? «Perché in sella, con la scusa che non inquinano, si sentono in grado di fare tutto quel che vogliono e di girare dove meglio credono senza guardare i cartelli. Purtroppo ci capita anche di trovare qualcuno che non si ferma al nostro stop se siamo a piedi e che per tutta risposta andandosene ci fa pure i gestacci». Insomma i ciclisti, per il vicecomandante, andrebbero bacchettati.
Questo un pezzo dell' intervista al vicecomandante dei vigili urbani di Bolzano, Martin Schwienbacher .
Vergognoso.
Se usassimo lo stesso metro per gli automobilisti dovremmo dire che sono tutti potenziali assassini, visto quello che purtroppo succede sulle strade.
Grave che un funzionario pubblico si lasci andare a considerazioni di categoria e ad affermazioni generalizzanti.
Chieda scusa il comandante Schwienbacher a tutti i ciclisti e faccia il suo lavoro con giustizia ed onestà, lasci ad altri i proclami populisti, tanto di moda in questi giorni.
Certo ci chiediamo da dove derivi tanto fastidio e tanto accanimento verso la categoria più debole della viabilità, seconda solo ai pedoni, anch'essi ormai relegati a marciapiedi sempre più stretti e passaggi angusti.
Forse la frustrazione di riuscire raramente a cogliere in flagrante automobilisti al telefono ha portato a prendersela con un bersaglio più facile?
Le regole e il buon senso vanno rispettati da tutti e cafoni e maleducati esistono in tutti i gruppi di cittadini, compito dei vigili è far rispettare le regole, a tutti, e su questo non ci piove.
Detto ciò invitiamo il solerte comandante a fare un giro con noi in bicicletta, che sembra tanto odiare, capirà così le difficoltà, i rischi di chi usa questo mezzo.
Capirà soprattutto che la viabilità cittadina è stata costruita per l'automobile, che ci sono punti in città ( p.s. piazza Gries verso l'Ospedale ) dove il ciclista è costretto, per istinto di sopravvivenza a trovare alternative diverse.
Certo possiamo anche pensare, caro comandante, che una città senza bici sia più comoda da vigilare, esistono già città senza bici, una fra tutte la capitale Roma, non certo un segno di civiltà e di buona viabilità.
Quando si insulta una categoria di cittadini, si dovrebbe anche mostrare il coraggio di guardare anche più in alto e valutare i comportamenti di se stessi e dei propri superiori.
Non posso non chiudere queste mie considerazioni, pensando che una strada comoda e sicura, utilizzata dai cittadini per andare al lavoro, è chiusa da mesi e si costringono i lavoratori a strisciare quotidianamente a terra solo per l'egoismo di qualche concittadino e per l'incapacità del sindaco e dell'amministrazione di risolvere il problema.
Invitiamo amministratori a rivedere la viabilità cittadina partendo dai pedoni e dalle biciclette e invitiamo i cittadini a segnalarci dove sussistono difficolta con le ciclabili e a suggerire percorsi alternativi dove prevedere modifiche per circolare meglio con le biciclette.
Scrivete a
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Claudio Vedovelli
Foto da multa. Ma tanto romantica...!!! 
Pedalare sanzionati
Strano paese il nostro. Strana l'Italia ma ancor più strano l'Alto Adige.
Dove per far entrare in vigore la legge sui limiti del tasso etilico consentito alla guida si era scatenata una bufera politica con tanto di protesta gallica da parte della destra tedesca. Sembrava che il Sudtirolese assettato venisse depredato della sua libertà personale perché non poteva più guidare ubriaco e giocare a bowling con i passanti che gli capitavano a tiro.
E che ne sarà dell'economia locale? Come potranno sopravvivere baristi, birrai e dispensatori di momenti di ebbrezza etilica vari?
Insorge la destra, si altera la sinistra, alla fine della fiera non si sa come sia andata a finire -comunque di ubriachi al volante paiono essercene ancora troppi, visti i numeri di vittime di incidenti nonché di cirrosi epatiche circolanti.
Una soluzione c'era: se avevi la sacrosanta voglia di uscire la sera a cena, per un aperitivo, per due chiacchiere accompagnate da un bicchiere prendevi la tua bicicletta e te ne tornavi a casa pedalando in allegria, senza costituire un grande pericolo per nessuno, tranne che per te stesso in caso di caduta accidentale.
Ora non più. Ora in quattr'e quattr'otto è stata applicata (senza sconti ne rodaggio) la legge che sanziona i ciclisti come i più sanguinari degli automobilisti:
Pedali con l'orecchio incollato al telefonino? Ti tolgo 5 punti dalla patente e già che ci sono 130 euro dalla tasca. La stessa sanzione amministrativa prevista in caso di mancata precedenza allo stop oppure se in centro città invece dei 40 km/h sfreccio ad 80 km/h.
Se pedalassi sul marciapiede (non si fa!) oppure contromano rischierei 38 euro di multa, come se sulla mebo cambiassi improvvisamente direzione di marcia oppure corsia.
Se poi passassi con il rosso (cosa che un ciclista difficilmente osa fare ad un incrocio trafficato) mi verrebbero decurtati ben 6 punti dalla patente e 150 euro dal conto corrente. Se lo fa l'automobilista paga la stessa somma in soldi, in vite umane non so.
Non so, non capisco. Mi pare giusto che tutti rispettino il codice stradale, ma queste sanzioni mi paiono esagerate.
Non che Bolzano sia il paradiso dei ciclisti! Tra ciclabili che finiscono nel nulla (vedi via Maso della Pieve per citarne una), ciclabili incastrate tra parcheggi e marciapiedi (via Roma per dirne una) e ciclabili che attraversano la strada in punti poco visibili, la vita dei ciclisti incalliti era già di per se dura, ora con queste sanzioni esagerate farà passare la voglia di pedalare anche ai più tenaci cicloamatori.
Ma forse è proprio questo che si voleva ottenere: meno ciclisti = più auto circolanti = più parcheggi da costruire = più zone verdi ed alberi da eliminare...(e si finisce sempre li!)
Verena Segato
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La disfatta del colabrodo : la palla è in mano al Comune o no ? |
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Sabato 08 Agosto 2009 20:09 |
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Ricordate quelle scene in cui Paperino oppure Pippo cercano di chiudere un buco da cui esce acqua, ma poi l'acqua fuoriesce da un altro buco e così via, come un colabrodo, fino a che tutta la casa esplode?
Anche la questione dei rifiuti in Alto Adige assomiglia ad un colabrodo, chiudi un buco, se ne aprono subito altri. Fino a quando non si affronterà il vero problema, la causa di tutti i buchi, cioè lo spreco e il consumo esagerato di merci spesso inutili, nessuna soluzione sarà definitiva e ancor meno priva di pericoli per la salute e per l'ambiente.
Tutt'altro che chiuso il buco della gestione dei rifiuti solidi urbani ( RSU) con l'avvio dei lavori dell'inutile, costoso e pericoloso inceneritore da 130.000/ton di rifiuti all'anno, già si apre un nuovo buco, la gestione di rifiuti speciali.
La questione di un nuovo "mini-inceneritore " ( termine che non piace al sig. Hafner, ma nemmeno a noi: nel senso che non è la grandezza fisica a determinarne la pericolosità ma quello che vi entra e di conseguenza quello che esce!) è esplosa nel bel mezzo della calda estate bolzanina.
Gentilmente invitati dal sig. Hafner noi di Ambiente e Salute abbiamo fatto visita alla ditta che vorrebbe costruire e gestire questo nuovo impianto.
Ci interessava conoscere meglio il progetto e capire che iter istituzionale era stato seguito.
Abbiamo ribadito immediatamente che non l'Associazione andava informata, ma l'intera cittadinanza, così come riportato nel comunicato che abbiamo lasciato al sig. Hafner e che qui potete leggere.
Hafner ha ammesso che da parte loro c'è stata una carenza di informazione.
In sintesi vi riportiamo le nostre impressioni sul colloquio con il sig. Hafner e collaboratori:
1- la ditta Hafner, dopo un inizio di attività improntato alla produzione di prodotti a basso impatto ambientale ( ricordate i detersivi e le borse ), ha virato verso il recupero dell'energia.
Scelta strategica, secondo loro dettata dall'impercorribilità delle altre vie e dalle delusioni ( compostaggio, riciclo plastica ecc.). Probabilmente anche la via più remunerativa a livello di mercato.
Di fatto questa scelta li ha portati ad essere importanti costruttori e gestori di inceneritori per rifiuti ospedalieri e speciali in Italia e all' estero, già facenti parte della cordata di aziende locali che costruirà il nuovo inceneritore per rifiuti urbani da 130.000/ton a Bolzano ( in particolare costruiranno il bruciatore).
Questa è la strada che percorrono utilizzando tecnologie anche interessanti e nuove, ma che alla fine portano sempre comunque alla combustione.
In sintesi la loro idea è quella di raccogliere rifiuti speciali ( ospedalieri e che altro ? solo pannolini ? ) e con un processo di trattamento meccanico biologico (TMB) , con aggiunta di stabilizzanti ( lignina, paraffina, zeolite, e altro), trasformare il tutto in CDR o EBS ( combustibile da rifiuti o Ersatzbrennstoff) e quindi mandare il tutto a bruciare per produrre energia elettrica e termica.
In questo modo ridurrebbero i rifiuti da bruciare a circa 7000 ton/anno, la misura giusta per non dover sottoporre l'mpianto a valutazione di impatto ambientale ( VIA).
Hafner ci ha riferito che il progetto fa parte di una operazione di marketing ( pubblicità?), con un bel palazzone come nuova sede "alimentata" con sole, vento e fuoco da far visitare alle scuole. Un esperimento in città.

In sintesi: un altro camino, altre sostanze inquinanti che si aggiungono alle sorgenti d' inquinamento già presenti (inceneritore, acciaierie, autostrada, aeroporto,...).
Tecnologie interessanti - come l'mpianto di TMB (trattamento meccanico biologico) previsto per la produzione di CDR , però in una logica, secondo noi, sbagliata cioè rivolta non al recupero di materia ma a produrre carburante da rifiuto con caratteristiche energetiche costanti e calibrate ( 500kg/m3 di perso specifico- 26.000 KJ/m3).Tecnologie che per il megainceneritore da 130.000 ton/anno, chi sa perchè, sono state respinte e valutate come inefficaci.
2- La ditta Hafner ha presentato un anno fa il progetto per la costruzione della nuova sede sui terreni della ex Magnesio, parlando di energie fotovoltaiche ed eoliche, senza accennare all'incenerimento.
Il progetto è passato con grande entusiasmo.
Dopo meno di un anno, a questo progetto la ditta Hafner vuole aggiungere un inceneritore. Questa richiesta viene depositata in Provincia e da qui inviata il 16 giugno al Sindaco per chiedere il parere del Comune di Bolzano. Per un mese il progetto è stato esposto in Comune senza che nessuno se ne accorgesse.
In sintesi: la decisione sul mini-ince sarà della Provincia ( così come lo è stato per il mega-ince, con l'assenso in questo caso del Comune di Bolzano). Il Comune ha però un ruolo importante ed è chiamato ad esprimere un parere. Di per se non vincolante , ma fondamentale in base a quanto riferitoci dal sig. Hafner, cioè che "una decisione negativa del Comune bloccherebbe qualsiasi progetto di inceneritore".
Lo stesso Hafner ha dichiarato che attualmente non è partito alcun cantiere per la costruzione dell' impianto, ma solo per la nuova sede della ditta.
Hafner ha però sollecitato il Comune ad esprimere il suo parere sul progetto di inceneritore che sarebbe dovuto pervenire alla Provincia entro un mese.
3- Sullo sfondo o forse al centro della vicenda c'è la questione " smaltimento dei rifiuti speciali". Certamente un grosso problema, se pensiamo che i rifiuti ospedalieri della Provincia vanno a finire in Friuli ( Spilinbergo) e in altre parti d'Italia. Un problema che probabilmente la Provincia preferirebbe risolvere in maniera autonoma. Ma come? Ma dove?
4- Non si è parlato di biomasse per questo impianto, visto che non si può definire biomassa il CDR da rifiuti speciali con l'aggiunta di qualche truciolo di legna.
Tanti problemi che forse in agosto, con l'avvicinarsi delle elezioni comunali, pochi avrebbero voluto affrontare. Invece si sono presentati un po' come un boomerang che la giunta comunale di Bolzano deve affrontare presto, con trasparenza e con tanta, tanta informazione ai cittadini.
Ora i consiglieri della giunta di centro sinistra, assessore all'ambiente compreso, dopo aver salutato con entusiasmo un inceneritore da 130.000/ton/anno, si agitano e gridano contro questo progetto.
Che sia un ripensamento su tutta la linea di gestione dei rifiuti, compreso il mega inceneritore? Ce lo auguriamo. Certo avremmo piacere di conoscere tutte le posizioni in campo, maggioranza e opposizione, sperando che della questione se ne occupi pubblicamente il consiglio comunale.
Convinti comunque che ogni decisione non dovrebbe essere presa senza un'opportuna, e possibilmente completa, informazione ai cittadini, abbiamo chiesto al sig. Hafner di rendersi disponibile ad organizzare insieme a noi un serio confronto tra tecnici delle diverse posizioni, pro e contro incenerimento, per rendere pubblico finalmente il dibattito sulla gestione dei rifiuti. Confronto richiesto a più riprese alla Provincia e mai realizzato.
In ogni caso la nostra posizione rimane nettamente contraria: Bolzano ha già troppi camini, noi siamo per eliminare quelli esistenti, non per costruirne di nuovi.
Claudio Vedovelli
Ringraziamo la ditta Hafner per la disponibilità, la franchezza e per averci autorizzato a pubblicare il loro progetto sul nostro sito.
Beschreibung Konzept Hafner- Descrizione del programma Hafner
Anlagegenemigung Hafner- Autorizzazione impianto Hafner
Ausbreitungsberechnung ET HAfner- Calcolo ricadute delle emissioni ET Hafner
Ersatzbrennstoff-Combustibile da rifiuto
Energieturmbilanz- bilancio energetico
Stoffbilanz-bilancio di massa
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