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Inceneritore di rifiuti speciali a Bolzano ( Alto Adige /Südtirol) |
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Giovedì 30 Luglio 2009 14:28 |
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L’ inceneritore d’agosto
Ad agosto le sorprese non mancano mai! Cari cittadini di Bolzano, fortunati in vacanza o boccheggianti in città, vi facciamo sapere in anteprima, visto che nessuno dei politici o degli amministratori di destra o di sinistra che siano, si fa premura di informarci, che a Bolzano fiorirà un secondo inceneritore, questa volta per rifiuti speciali, molto più vicino alla città, all’ ex Magnesio. Un camino di 50 metri, avvolto in una avveniristica costruzione ipertecnologica, benedetta dall’ assessora all’ ubanistica Pasquali, approvata in gran silenzio nell’ agosto scorso dalla commissione edilizia e già in costruzione. La ditta Hafner, specializzata in gestione di rifiuti speciali, ha ottenuto dalla provincia l' autorizzazione alla costruzione della nuova sede industriale composta da un edificio energeticamente efficiente integrato con una centrale elettrica (turbogeneratore).
Sarà un impianto industriale sperimentale che brucerà rifiuti nella quantità di 7000 ton/ anno. Produrrà al giorno 40 tonnellate di CDR ( combustibile da rifiuto) per equivalenti 8.000.000 Kw/anno di energia elettrica e 32.000 Mw di energia termica. (schema di processo)
Un grande affare privato che inquinaerà ulteriormente la conca di Bolzano, benedetta città baciata dal sole e da milioni di metri cubi di fumi di inceneritori. Tanto, uno più uno meno, avranno detto!
L' impianto brucerà rifiuti ospedalieri di provenienza sovracomunale, ma c'è da immaginare che potrà essere possibile una movimentazione di rifiuti da altre zone del nord Italia, visto che la Hafner gestisce rifiuti speciali in tutto il nord Italia.
L' impianto eviterà pure il controllo dell’ Appa, sarà sotto soglia, cioè calibrato a tal punto da non dover neppure sottostare ad una valutazione di impatto ambientale, e ciò la dice lunga sulla sua pericolosità.
Cittadini non respirate a fondo e che Dio ce la mandi buona!
La Giunta di Bolzano nei prossimi giorni dovrà dare il suo parere.
Se questa volta piega la testa che gli salti il collo!
Teresa Fortini
p.s. Partecipo al Tavolo di lavoro sulla gestione dei rifiuti convocato per la prima volta dalla Giunta provinciale nel febbraio 2009 e mai in quella sede è stato nominato questo nuovo impianto. Viva la trasparenza!
Rifiuti speciali
Cosa sono? Di tutto, fatti di tutto e produrranno nel fumo di tutto.
Una bomba tossica in piena città.
Un tentativo fin'ora riuscito di metter in silenzio i cittadini di fronte al fatto compiuto.
Un tentativo di sfuggire ad ogni controllo prima e dopo: nè VIA , nè controlli dell' Appa.
In sintesi un " esperimento chimico" e non so altro, in mezzo alla città.
La decisione è della Provincia, il Comune e i tecnici conoscevano il progetto, già attivo, da ameno un anno.
Non ci hanno detto nulla. Anzi.
Un tavolo tecnico per la gestione dei rifiuti, con tecnici dell'Appa cappeggiati dal dr. Minach e dal dr. Angelucci, con medici e tecnici, a discutere del nuovo inceneritore dei rifuti urbani , senza una parola su questo nuovo camino.
Forse perché sarà difficile dire che questo inceneritore depurerà l'aria , forse perché a lasciar far alla provincia alla fine la situazione diventa vergognosa e Bolzano aggiunge un'altra grave fonte di rischio per la salute dei suoi cittadini.
Ora ci diranno che è tutto in ordine, addirittura che nulla di nocivo verrà prodotto, che le carte sono in regola, che loro sono per i rifiuti zero e per un industria ecologica.
Tutte balle e piano piano, con i nostri limitati mezzi e con l'aiuto di tutti quei cittadini che hanno a cuore la salute loro e dei loro figli dimostreremo che così non è.
Poniamo tutte le domande che fin'ora non ci hanno permesso di fare: che rifiuti speciali? rifiuti provenienti da dove ? chi controlla ? chi ha autorizzato?
Chiediamo fin d'ora il blocco dei lavori e la pubblicazione di tutti gli atti del progetto con dettagli tecnici e percorsi politici.
I cittadini devono sapere!
Claudio Vedovelli
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Sabato 25 Luglio 2009 09:26 |
Era il 15 gennaio di 3 anni fa. Il dott. Montanari venne a Bolzano per tenere una conferenza davanti a oltre 200 persone, una delle tante per lui che ha attraversato in lungo e in largo tutta l'Italia, facendo conoscere il nuovo male del secolo, le nanoparticelle. Lo scopo dell'iniziativa organizzata da noi di Ambiente e Salute era, oltre ovviamente informare sui danni delle "modernissime" tecnologie come gli inceneritori di nuova generazione, raccogliere fondi per acquistare un nuovo microscopio a scansione ambientale, unico strumento utile per proseguire le ricerche sulle nanopoarticelle. Microscopio che era stato tolto alla scienziata dott.sa Gatti e al dott. Montanari perchè le loro ricerche rivelavano verità scomodissime per certe lobbies economiche e di potere. Ma quelle stesse ricerche potevano salvare molte vite, come quella di Massimiliano, un bambino di Forlì morto per una rara forma di tumore causata dai due inceneritori presso i quali viveva. Ad un prezzo personale altissimo, il dott. Montanari era alla fine riuscito a riacquistare il microscopio affidato ad una fondazione di "beneffatori", tale Fondazione Bortolani. A distanza di tre anni la situazione si ripete. Lasciamo che a raccontare la vicenda sia lo stesso dott. Montanari e ci associamo al suo appello: chiunque in quella sera del 15 gennaio - o in altre occasioni- abbia versato un solo euro per l'acquisto del microscopio, si metta in contatto con l'avvocato Alfonso Bonafede (
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). Noi lo abbiamo già fatto. Paola Dispoto
"La storia del come c’impedirono l’uso del primo microscopio elettronico è stata raccontata un’infinità di volte, compresa quella, in dettaglio, del mio libro Il Girone delle Polveri Sottili. Quindi, non annoierò nessuno raccontandola di nuovo. Il fatto è che, ad un certo punto della nostra ricerca sulle malattie da micro e nanopolveri – una scoperta tutta nostra e riconosciuta dalla Comunità Europea e dalle Nazioni Unite (FAO) – qualcuno si accorse che davamo troppo fastidio e cercò di fermarci. Anzi, cercò d’imbavagliarci, per usare le parole di Beppe Grillo che lanciò una raccolta di fondi per comprare un altro apparecchio Si cominciò a raccogliere denaro, io andavo in giro con Grillo a fare un pezzetto di spettacolo, facevo conferenze, oltre 200 in un anno, e, insomma, nel giro di dodici mesi si racimolò il necessario. Qui io commisi l’errore imperdonabile di lasciare che ad una signora di Reggio Emilia, tale Marina Bortolani, avvocatessa e presidentessa di una onlus molto personale, arrivasse il denaro e poi s’intestasse il microscopio. A me la cosa non interessava, perché dell’apparecchio mi serviva l’uso e non certo la proprietà. A raccolta in corso, m’insospettì il fatto che io non potevo avere accesso al conto bancario delle donazioni per controllarle e non mi fu concesso di entrare nel consiglio della onlus, ma ormai eravamo in ballo. Oggi, a sorpresa e tradendo chi aveva versato il suo soldino perché il microscopio finisse a mia moglie (uno scienziato di livello mondiale) e a me, la signora Bortolani, senza nemmeno avvertirmi se non con una raccomandata a giochi ormai fatti e addirittura dopo un atto notarile, “dona” il nostro microscopio all’Università di Urbino, privandoci della possibilità di continuare la ricerca. Mentendo pubblicamente, la signora in questione afferma che questa “donazione” così bizzarra, avvenuta dopo lunghissime trattative con Urbino svolte di nascosto come si conviene quando si fa qualcosa di non proprio onorevole, era nei nostri accordi, quando tutta la documentazione la smentisce e quando tutta la documentazione riporta con chiarezza che di quel microscopio possiamo disporre noi e nessun altro. Afferma che il microscopio era sottoutilizzato da noi, quando lo usiamo per circa 8 ore ogni giorno e spesso anche di notte in modalità automatica. Afferma, insultandoci ancora, che il microscopio noi lo usiamo “a scopo di lucro”, quando le entrate del laboratorio coprono una frazione minima delle spese di ricerca e nessuno, tanto meno la signora in questione, ci dà un aiuto. In modo a dir poco stravagante, afferma che, comunque, noi potremo usare il microscopio “almeno un giorno la settimana” (a 230 km da casa nostra), quando la nostra ricerca lo richiede continuamente, quando ad Urbino non esiste nessun laboratorio attrezzato per le necessità di quella ricerca, quando non c’è un tecnico che sappia preparare i campioni da osservare e quando tutta l’Università di Urbino non ha pubblicato un singolo lavoro sulle nanopatologie, cioè l’argomento di ricerca per il quale sono stati chiesti soldi alla gente. Insomma, io ti chiedo del denaro per fare una cosa, tu il denaro e io faccio quello che mi salta in testa in quel momento, ma che non era ciò che ti avevo detto. Il tutto, poi, spacciato da una persona che non è mai venuta a vedere che cosa facciamo, che non ci ha mai risposto al telefono o alle e-mail e che è di un’ignoranza assoluta per quanto riguarda qualsiasi argomento scientifico. Perché questo sconcio? Beh, diamo fastidio e toglierci di mezzo può fare comodo a qualcuno. Perché diamo fastidio? Chi conosce le nostre ricerche e i nostri risultati, anche pratici, sugl’inceneritori e le centrali a biomassa sa di che cosa parlo. E così per le patologie dei militari ammalati da Sindrome del Golfo e dei Balcani. E così per le malformazioni fetali da inquinamento. E così per tante altre ricerche che hanno disturbato interessi ricchissimi. E che dire degli alimenti e dei farmaci di cui continuiamo a scoprire magagne enormi e nascoste? Ora noi stiamo cercando d’impedire questo “trasloco” che avrà, tra i mille effetti collaterali, anche quello di non fare laureare i tre ragazzi che stanno preparando la tesi nel nostro laboratorio. Così chiediamo l’aiuto di tutti coloro che un soldino l’hanno messo e di tutti coloro che il soldino non l’hanno messo ma, indipendentemente da ideologie, da simpatie o da altre considerazioni, si trovano d’accordo con Voltaire nel riconoscere il diritto a chiunque di perseguire la propria scienza. Per favore, scrivete al dott. Enzo Fragapane, direttore amministrativo dell’Università di Urbino (
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), perché si fermi, e mettetevi in contatto con l’avvocato Alfonso Bonafede di Firenze (
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), comunicandogli i vostri dati personali e la vostra disponibilità ad unirvi all’azione che stiamo mettendo in atto. Se il microscopio se ne andrà, la nostra ricerca morirà, e un pezzo di dignità di tutti sarà stato messo in vendita ed effettivamente venduto.
Stefano Montanari 24 luglio 2009"
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Tutela per il Bellavista al Virgolo- Denkmalschutz für Restaurationsgebäude am Virgl |
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Martedì 21 Luglio 2009 18:57 |
le Associazioni chiedono la tutela artistica per l' ex Albergo Bellavista al Virgolo
Le associazioni Heimatpflegeverband, Italia Nostra, Il nostro Virgolo ed Ambiente e Salute hanno consegnato in data odierna al direttore di ripartizione dell'ufficio beni architettonici ed artistici la domanda per tutelare l'edificio Bellavista/Schönblick situato sul Virgolo.
L'unicità di tale edificio, parte di un insieme costruito nel 1898 su progetto dell'architetto Mungenast, è dovuta non solo al fatto di essere importante testimone di un epoca passata, come dimostrano le numerose cartoline della prima metà del secolo scorso, ma anche perché rappresenta un' importante memoria collettiva della città di Bolzano.
L'albergo Bellavista/Schönblick mantiene ancora la sua struttura e l'aspetto originale, come testimoniano i piani di costruzione e gli atti conservati all'Archivio Storico della città di Bolzano. L'edificio, costruito in stile tipico dell'epoca, non è caratteristico della zona di Bolzano, si tratta perciò di una rarità e come tale deve essere salvaguardato.
L'architetto che progettò l'edificio è Ferdinand Mungenast, discendente della stirpe austriaca degli architetti Mungenast - sue anche la chiesetta Sankt Joseph in Rungg di Termeno (1901), la chiesa del convento Mariengarten di s. Paolo (1902) e la chiesa del Sacro Cuore di Merano (1903).
Durante il periodo Asburgico l'albergo Bellavista/Schönblick funzionava come "K. K. Postablage a.d. Virgl bei Bozen" ( una sorta di fermoposta di quel tempo), svolgendo quindi una funzione ufficiale all'interno dell'amministrazione pubblica.
Altri elementi che lo rendono interessante sono le decorazioni intorno alle finestre ed alle porte. Tali decorazioni sono state eseguite nel 1965 dal professor Umberto Volante, noto artista residente a Merano.
L'albergo sorge su terreni privati e attualmente, nonostante la già esistente Tutela degli insiemi, è concreto il rischio che il patrimonio storico del Virgolo venga distrutto per costruirci un moderno impianto ricreativo-commerciale.
Verbände fordern Denkmalschutz für Restaurationsgebäude am Virgl
Vier Vereine und Verbände haben heute beim Landesdenkmalamt offiziell beantragt, das vom Abriss bedrohte Restaurationsgebäude am Virgl in Bozen unter Denkmalschutz zu stellen. Das 1898 errichtete Gebäude trug ursprünglich den Namen Weinegg, später hieß es Bellavista-Schönblick. Architekt war Ferdinand Mungenast, der auch die Kirche Sankt Joseph in Rungg, die Kirche des Klosters Mariengarten in St. Pauls oder die Herz-Jesu-Kirche bei den Englischen Fräulein in Meran plante.
Das Restaurationsgebäude befindet sich in einem für Bozen bedeutsamen Ensemble, welches die Stadt vor allem in der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts prägte. Zahlreiche Ansichtskarten aus dieser Zeit zeigen, dass der Virgl im kollektiven Gedächtnis der Stadt eine ganz besondere Rolle spielt. Heute gibt es konkrete Pläne, die geschichtliche Substanz des Virgl zugunsten eines modernen Freizeitparks zu eliminieren.
Der Denkmalschutz wird gefordert von Heimatpflegeverband Südtirol, Italia Nostra, der Bürgerinitiative „Unser Virgl - Il nostro Virgolo" und „Associazione Ambiente e Salute - Verein Umwelt und Gesundheit".
I rappresentanti delle associazioni - In Vertretung der Vereinen:
Oscar Dibiasi ( Heimatpflegeverband)
Umberto Tecchiati ( Italia Nostra)
Verena Segato ( Bürgerinitiative-Iniziativa civica "Unser Virgl-Il nostro Virgolo") 3388570967
M. Teresa Fortini ( Ambiente e Salute)
Bilder- Immagini :
PlanVirgl_1898.jpg
Originaler Bauplan des Gebäudes aus dem Jahr 1898.
Progetto originale dell’ edificio risalente all’ anno 1898.
Virgl_UebersichtMitBahnstation_1931.jpg
Der Virgl um 1930: Links die Station der Standseilbahn, rechts der Restaurationsbetrieb Bellavista. Die Trasse der Standseilbahn und die Villa in der Mitte wurden im 2. Weltkrieg durch Bomben zerstört. Die Seilbahnstation wurde nach dem Krieg umgebaut. Weinegg/Bellavista-Schönblick entspricht heute noch weitgehend dem Originalzustand. Nun wurde für das vom Abriss bedrohte Gebäude Denkmalschutz beantragt.
Il Virgolo nel 1930: a sinistra la stazione a monte della cremagliera, a destra il Ristorante Bellavista. Latfratta della cremagliera e la villa al centro furono bombardate nella seconda guerra mondiale. La cremagliera fu ristrutturata dopo la guerra L’ ex Albergo Weinegg/Bellavista-Schönblick conserva ancora oggi le strutture originali dell’ epoca. Per l’edificio in imminente pericolo di abbattimento è stata presentata richiesta di tutela architettonica
Beilage- Allegati:
Antrag Denkmalschutz Virgl.doc
AntragDenkmalschutzVirgl_Beilage.doc Geschichtlicher Abriss zum Hotel Bellavista/Schönblick, vormals Hof Weinegg (auf der Baurechtsfläche des abgerissenen Rauch[en] Hofes)
Domanda ufficiale di tutela architettonica dell’ Hotel Bellavista/Schönblick, ex Hof Weinegg ( sulla particella catastale del maso Rauch[en] )
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Lunedì 06 Luglio 2009 19:40 |
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Continua la campagna di deforestazione del Comune di Bolzano; dopo la strage degli innocenti di questo inverno, quando 2 nevicate sono bastate per giustificare un vero e proprio massacro di alberi, ora si continua con l'abbattimento di 40 piante tra pioppi e salici al maneggio di Bolzano. Appena passato in concessione al Comune è partita la nuova strage, con la scusa della vicinanza dell' aeroporto. Noi siamo andati a vedere il macabro spettacolo e ve ne riportiamo alcune tristi immagini. Abbiamo incontrato alcuni signori e signore, frequntatori del circolo, non degli ambientalisti ma altrettanto incavolati . "I pappagalli dal collare che nidificavano nei nidi abbandonati dai picchi son venuti a cercare i loro alberi, i loro nidi , poi sono spariti e non si vedono più così pure i picchi verdi non ci sono più fatti vedere " è stata una testimonianza. Ma non era vietato abbattere gli alberi in periodo di riproduzione? Ci hanno raccontato che in realtà la richiesta dell'ENAC (ente nazionale aviazione civile) esiste, ma era presente da anni, senza che nessuno si fosse mosso; la stessa forse non richiedeva proprio l'abbattimento ma soltanto un abbassamento delle piante e la stessa ENAC, secondo alcune fonti, era propensa ad aspettare ottobre, con l'esito del referendum, per decidere il da farsi. Chi ha deciso, chi ha affrettato i tempi è stato il Comune di Bolzano. Chi ha preso la decisione ,che secondo un assessore non è passata dalla giunta, è stato l' ufficio ambiente? Si mormora chè è solo una questione di sicurezza, per prevenire rischi, problemi di assicurazione in una zona secondo il Comune in stato di abbandono...e così si taglia, si taglia , si taglia.... E dove erano in questo periodo i così detti "ecosociali": in ferie, a dividersi in altri pezzettini o ancora storditi dalla notizia delle Dolomiti patrimonio dell'umanità ? E intanto altri piccoli patrimoni dell'umanità, non meno nobili delle Dolomiti, se ne vanno e con loro se ne va un altro habitat, molto frequentato da diverse specie migratorie; un luogo bello e ombroso è stato trasformato in un deserto, circondato da scheletri di nuovi edifici alti quanto i pioppi abbattuti. Rimane tanta tristezza e tanta rabbia, soprattutto per la poca stima che gli amministratori di Bolzano hanno nei confronti dei cittadini; nessun preavviso, nessuna spiegazione, i soliti "blitz" estivi ( chi non ricorda come sono stati abbattuti gli alberi secolari davanti al vecchio Ospedale per far spazio ai cubi di cemento dell' Università ?); soliti sistemi, colpire nell'ombra, poi fuggire, sperando che nessuno se ne accorga. Noi l'avevamo detto: l' estate è tempo di sorprese, non bisogna mai abbassare la vigilanza sul nostro territorio, è ancora in discussione il Masterplan e con questa gente in giro è meglio osservare quotidianamente la collina del Virgolo , per non vedere improvvisamente spuntare una gru!
Claudio Vedovelli
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la strage degli innocenti |
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Venerdì 03 Luglio 2009 20:15 |
Ciao, ho letto sul giornale che stanno abbattendo 40 alberi presso il maneggio di Bolzano, mentre era stato chiesto al Comune solo di sfrondarli...che ne dite, mi piacerebbe cercare di salvare gli alberi ancora in piedi e so che voi potreste radunare della gente......in fretta però!!
Ciao a tutti!! Fabrizio
Abbiamo ricevuto questa mail e la giriamo a tutti. Condividiamo la preoccupazione e anche l'arrabbiatura del nostro scrivente.
Sono decine di anni che maneggio, alberi e aeroporto convivono e nessuno ha detto nulla. Alberi di 20 metri mentre da quelle parti ci sono e saranno cime ben più elevate e pericolose: mi riferisco in particolare all'attuale e alla futura ciminiera dell'inceneritore e alla enorme palestra di roccia finta della Salewa.
Torri tecnologiche di oltre 50 metri che non disturbano, mentre alberi di 20 metri sono da abbattere!
Disturbano una struttura, l'aeroporto, ambientalmente e finanziariamente inutile e dannosa, un vero furto dalle tasche dei cittadini per mantenere in vita le gite a Roma di pochi vip politici. Una struttura che i cittadini non hanno mai apprezzato e che in ottobre verrà cancellata dal referendum. Una struttura che vive solo grazie ai finanziamenti della provincia.
Per questa assurda scelta della provincia oltre ai soldi e al rumore, ai gas di scarico i cittadini dovranno accettare anche un'altra piccola deforestazione, alla faccia della Bolzano CO2 neutrale!
Dobbiamo fermare il Comune o il Comune deve fermare chi al suo posto esegue i lavori.
Claudio Vedovelli
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Martedì 30 Giugno 2009 19:31 |
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Inceneritore : Lievitano i costi e con loro i dubbi e gli interrogativi. Un'unica certezza : possiamo farne senza !
Martedì 2 giugno 2009, nel corso del convegno organizzato da Ecocenter dal titolo "Società, ambiente e salute " i tecnici di Ecocenter affermano: «Il nuovo impianto, pronto a entrare in funzione nella primavera del 2012, sarà all'avanguardia e i valori dati dagli studi di impatto sono incoraggianti e ampiamente al di sotto dei parametri europei. Valori che, per inciso, erano rispettati in pieno dalla struttura già esistente».
Affermazioni nette, così chiare da far affermare al giornalista dell'AA : "Una cascata di complimenti che può anche avere qualche rovescio della medaglia come una domanda che sorge spontanea: se il vecchio impianto era già perfetto, che bisogno c'era di spendere 98,4 milioni di euro, circa 200 euro per altoatesino, per metterne in piedi un altro? ».
Ancora più esplicito l'assessore Mussner, pochi giorni prima: " Non c'è più bisogno di perdersi in chiacchiere, «perché è già stato deciso che sarà un impianto modernissimo». ( AA 25.05.2009). A meno di un mese da queste affermazioni, la Giunta ha adeguato i costi dell'impianto di termovalorizzazione che sorgerà a Bolzano sud. Per consentire l'installazione di sistemi all'avanguardia nella eliminazione delle emissioni nocive, i costi della costruzione passano da 98 a 117 milioni €. Perché ? Le emissioni non erano già a zero? Oppure le emissioni zero non esistono, e come già aveva mostrato nel corso della sua esposizione a Bolzano il dr. Klaus Koch, il nuovo inceneritore non era proprio ( non è) dell'ultima generazione?
Piccole o grandi bugie: le emissioni calcolate male, la tecnologia migliore del mondo che non è più tale, i costi che lievitano.
Certamente l'affare inceneritore ci ha riservati diverse sorprese sul piano degli iter, con una VIA per lungo tempo introvabile o non disponibile; una VIA anche recentemente modificata ( perché? ); 3 gare di appalto, con ditte che vanno e che vengono ma con il risultato finale che è quello che tutti si aspettavano è rimasto solamente il consorzio che riunisce Atzwanger (Bolzano), Ladurner (Lana), Hafner (Bolzano), Oberosler (S.Lorenzo), Wipptaler Bau (Vipiteno), Seeste Bau (Bolzano), Stahlbau Pichler (Bolzano) e il Consorzio cooperative e costruzioni (Bologna), la Ceif (Forlì), Cle (Bolzano) e Unieco (Reggio Emilia) che si è aggiudicato la costruzione dell'opera. Gli altri concorrenti,s crive oggi il Corriere dell' AA , tra cui il colosso Termomeccanica, si sono ritirati perchè consideravano la base d'asta troppo bassa.
E ora una nuova aggiunta di costi e di dubbi.
Sul fronte della raccolta dei rifiuti la raccolta differenziata, seppur poco spinta, va invece molto bene e le possibilità di chiudere il ciclo senza pericolose combustioni sono sempre più reali.
Ripensare la politica dei rifiuti non è impossibile, ridestinare i soldi del nuovo inceneritore in denaro per spingere la differenziata, porta a porta con tariffa puntuale, e costruire un centro come l' impianto di Vedelago nemmeno.
I soldi ci sono, anzi avanzano, i cittadini sono pronti a collaborare, cosa manca ?
Quello che è mancato fin'ora: dei politici meno pigri, lungimiranti, coraggiosi e con un po' di fantasia e dei tecnici un po' meno timidi ed aziendalisti!
Coraggio, possiamo farcela.
Claudio Vedovelli
Comunicato stampa Dachverband für Natur und Umweltschutz
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Lunedì 29 Giugno 2009 19:45 |
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Ed ecco il primo aumento ( guarda caso giusto d'estate così passa inosservato) dei costi di costruzione dell' inceneritore di Bolzano. Investiti ulteriori 19 Milioni per una struttura che secondo la " pubblicità provinciale" avrebbe inquinato meno di un auto diesel.. mahhh
Lunedì 29.06.2009 Comunicato stampa dell'Ufficio stampa della Provincia - Seduta della Giunta provinciale
Adeguati i costi del termovalorizzatore
La Giunta ha adeguato i costi dell'impianto di termovalorizzazione che sorgerà a Bolzano sud. Per consentire l'installazione di sistemi all'avanguardia nella eliminazione delle emissioni nocive, i costi della costruzione passano da 98 a 117 milioni €.
1) Il 07.12.2007 il dr. Minach dell'APPA ha reso noto, durante una relazione pubblica , questi dati:
L'inceneritore attuale produce: 0,02 ng/m3 di diossine e 1,5 mg/m3 di polveri
Una stufa che brucia legna produce: 1,5 ng/m3 di diossine e 34 mg/m3 di polveri
Facciamo 2 semplici conti e arriviamo a scoprire che una stufa produce 75 volte più diossine e 34 volte più polveri.
In Alto Adige abbiamo circa 100.000 stufe e stiamo spendendo 19 milioni di euro per l'inceneritore!
2)Stiamo spendendo 19 milioni di euro in più del previsto per un inceneritore che sta già purificando l'aria. Le misurazioni dell'EMPA indicano chiaramente che l'aria esterna è più inquinata di quella emessa dai camini!
3) Stiamo spendendo 19 milioni di euro in più per un inceneritore che non solo non produce diossine ma addirittura elimina quelle già esistenti nell'ambiente.
4) "Un calcolo approssimativo che ho fatto io dà come risultato che un' ora di inceneritore produce una quantità di nanopolveri pari a quella prodotta in un'ora da un'auto diesel senza filtro antiparticolato che viaggia in autostrada». " tratto dall' intervista a G. Angelucci su Greenreport"( Aprile 2007)
Bene, spendiamo 19 milioni di euro per ridurre le emissioni di un'auto diesel!
Nasce legittimo il sospetto che non ci abbiano detto tutta la verità. Lascio ai lettori ogni commento a riguardo.
Alessandro Cosi
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Martedì 16 Giugno 2009 19:17 |
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MINACH DAY
Ieri è stato il Minach-Day. Il sempre pacato e sorridente direttore dell'Appa ha rassicurato la popolazione con la sua aria gioiosa e un pochino stupita.  Appena ho notato il fumo nero alzarsi dalla zona industriale ho pensato: " Niente paura, sono certo che Minach sta sorvegliando e alla fine ci rassicurerà..." Certo l' odore intenso di plastica bruciata che ieri sera si poteva odorare in buona parte della città, faceva pensare alla diossina, ma le parole di Minach tolgono qualsiasi dubbio : " Le analisi non sono ancora pronte, ma non c'è alcun pericolo, ......"!!! Ancora più tranquillizzante il direttore dll' Appa sulla questione del pellet ( truccioli di legname) proveniente dalla Lettonia e utilizzato in diverse Provincie dell'Italia come biomassa. Un pellet ricco di Cesio 137, materiale radioattivo, forse residuo del disastro nucleare di Tschernobyl che se bruciato potrebbe, secondo gli esperti, produrre diversi problemi di salute. Attualmente si sta indagando dove è stato utilizzato, in Alto Adige ancora non è stato rinvenuto ma il buon Minach già ci rassicura, e ce n'è bisogno visto il proliferare di centrali a biomasse, " Nessun pericolo, già nel nostro legname ci sono ancora prodotti radioattivi di Chernobyl..." .
Quello che è successo ripropone i dubbi sulle centrali a biomasse, che null'altro sono che inceneritori, dove chiaramente quello che esce dai camini dipende da cosa viene bruciato. Quello che viene bruciato dipende molto dalle dimensioni dell'impianto oltre che dal suo utilizzo, certo è che se non si utilizza materiale ( legname ) locale e si ricorre all' importazione, si incontrano grossi rischi. Un ultimo commento: in una fase in cui il governo italiano si appresta a inaugurare una nuova era del nucleare, va un pensiero agli ancora tanti problemi e danni che le vecchie centrali hanno causato.
SALEWA DAY
Sia apre la più grande palestra di roccia d'Europa, che costruirà la ditta Salewa. E' mercato !! Ma perchè il Comune di Bolzano ha contribuito con 400 mila euro di finanziamento a questa messinscena a scopo turistico-commerciale? Un Comune che si dice al verde, che deve continuamente ricorrere alle elemosine (pagate politicamente a caro prezzo) della Provincia o/e dei privati con ampie concessioni di territorio ( di solito verde ), perché partecipa ad un‘ iniziativa che anche culturalmente ci pare di dubbio valore? Non ci parlino di passione per la montagna: la montagna è fatica, è sudore, è fatta di marce di avvicinamento, di silenzio, di spiritualità, di natura. Cosa di tutto ciò ritroveremo nella zona di via Einstein? Parcheggi, asfalto, cemento, rumore, fumi, mercato, mercato e mercato. E noi stiamo giorni a piangere eroi o presunti tali che per omologare questo mondo di super eroi artificiali lasciano la loro vita sulle rocce e sulla neve e i loro parenti a casa a piangerne la perdita.
PARCHEGGI ABUSIVI
A Trento si arrestano 3 extracomunitari perché " richiedevano" ai visitatori dell'Ospedale qualche euro per il parcheggio . Povera gente che chiedeva le briciole di altra povera gente. A Bolzano siamo molto più avanti, una municipalizzata del Comune ( la SEAB), con il consenso della Provincia, spilla quotidianamente cifre notevoli a parenti e pazienti dell'Ospedale Centrale. Come spesso accade la Provincia di Bolzano anche in questo caso è al primo posto. Al 1° posto di che?
Claudio Vedovelli |
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Sabato 06 Giugno 2009 19:55 |
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Dopo il Convegno del 28 marzo scorso con le relazioni sulla biodiversita del Virgolo di Osvaldo Nigra del WWF, il recupero a casa passiva dell' Hotel Bellavista di Oscar Debiasi di Heimatpflegeverband, le relazioni di Peter Ortner, Maurizio Pallante e Michele Lettieri, altri inediti e prezioni contributi alla riscoperta del Virgolo emergono dalla serata sull' archeologia, la storia e la spiritualità del Virgolo. E' amaro constatare come la stampa dedichi tempo e spazi ad ogni tipo di iniziativa che succeda in città, anche se coinvolge pochissime persone, mentre nessun giornalista sia inviato a testimoniare convegni come questi, che hanno visto la sala gremita e la partecipazione calorosa. La stampa dedica in questi casi la stessa disattenzione degli amministratori e dei politici sebbene invitati. Quale il motivo di tanta poca considerazione nei confronti dei cittadini e della loro attenzione al patrimonio della città?
T. Fortini
Leggete quali tesori nascosti custodisce il nostro Virgolo: a breve saranno disponibili gli atti dei convegni prenotabili a :
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Cronaca del convegno:
Sala gremita per la serata organizzata da Italia Nostra, Ambiente e Salute ed Il nostro Virgolo dal titolo: "Archeologia del Virgolo. Storia e spiritualità del nostro colle" presso la sala conferenze dell'archivio storico della città di Bolzano.
Dopo i saluti iniziali inizia la relazione di Pater Georg Schraffl, per 26 anni parroco presso la chiesa S.Geltrude di Aslago. Narra che il suo amore per il Virgolo è nato durante le lunghe ore in cui - seduto alla sua scrivania - la sua vista spaziava verso quel colle per lui simbolo di spiritualità e misticismo. Alcuni dei suoi ricordi più significativi di quel periodo li collega alle ore passate a meditare sulla panchina davanti alla chiesa del S. Sepolcro.
In collaborazione con il Dr. Lorenzo Dal Ri e Dr. Bombonato, Padre Geog Schraffl ha seguito e collaborato agli scavi all'interno e nei dintorni della chiesetta S. Vigilio.
Non esita a definire il Virgolo "la montagna sacra di Bolzano" e racconta dei secoli scorsi in cui - mentre nella conca di Bolzano convivevano pacificamente gli abitanti di lingua tedesca e quelli di lingua italiana - il Virgolo fu oggetto di edificazioni ad utilizzo sacro, militare ed a scopi abitativi. Mentre molte di queste edificazioni sono state distrutte, esistono tuttora la chiesetta di S. Vigilio e la chiesa del S. Sepolcro delle quali Padre Georg Schraffl illustra la storia, la particolarità e gli affreschi.
Molte interesse ha destato l'affresco della cupola della chiesa del S. Sepolcro in cui lo sfondo della scena in cui Cristo porge le chiavi a S. Pietro rappresenta l'aspetto originale della città di Bolzano nel anno 1680 ed è perciò un importante documentazione storica della nostra città.
La chiesa di S. Vigilio, al cui interno sono state trovate tombe i cui reperti sono stati datati intorno al 7. secolo d.C., presenta interessanti affreschi della "Bozner Malschule" eseguiti intorno al 1500.
Pochi sanno che sul Virgolo originariamente esistevano ben sette chiese:
La chiesa di St. Corbinian - situata nei pressi dell'odierna chiesa di S. Vigilio, la chiesa di St. Ulrich, St. Markus, St. Johannes e la chiesa di Loreto, situata nei pressi dell'odierno ponte Loreto.
Molto interessante anche la relazione del dott. Lorenzo Dal Ri, direttore della Ripartizione Beni Culturali della Provincia di Bolzano, che partendo dalla descrizione di alcune fibbie di cinture ritrovate nelle tombe sottostanti la chiesetta di S. Vigilio ci porta indietro nell'epoca romana.
Purtroppo le tombe nel corso dei secoli sono state depredate, ma sono comunque stati ritrovati alcuni reperti molto preziosi.
Gli scavi hanno interessato solo una zona circoscritta del Virgolo, ma gli archeologi suppongono che tutto il Virgolo, abitato fin dagli albori dell'umanità, sia interessante dal punto di vista archeologico. In tale senso viene lanciata dal pubblico l'idea di applicarsi affinché venga dichiarato "zona di interesse archeologico".
Purtroppo - come spesso accade - anche ieri sera non si è visto nessun rappresentante politico, nessuno dei proprietari del Virgolo, nessuno di quelli che spesso si dichiarano tanto interessati alla zona.
Peccato, i contenuti delle relazioni, in aggiunta alla precedenti nozioni sulla natura, avrebbero loro allargato gli orizzonti e fatto loro capire quanto frasi del calibro:
"Sul Virgolo ci sono solo tossicodipendenti e drogati" (testuali parole del Sindaco Spagnolli e del Presidente Durnwalder) siano infondate e dettate dall'ignoranza della storia veramente importante di questo nostro Virgolo.
Verena Segato
Rappresentante dell' iniziativa "Unser Virgl-Il nostroVirgolo"
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