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Elezioni europee: ambiente, chi l'ha visto?
Mercoledì 03 Giugno 2009 21:21
elezioni_rifiutiDomenica si vota per le elezioni del Consiglio Europeo. Un Europa ancora senza identità, anzi ancora alle prese con innumerevoli problematiche locali, compresa la questione "sudtirolese o altoatesina " che dir si voglia.

Comunque un' istituzione importante, spesso fautrice di direttive di indirizzo importanti anche nel settore ambientale.

Ma cosa votare domenica ?

elezioni_europa2

Difficile come sempre, per chi vive al fuori degli schieramenti. La campagna elettorale non ha certamente offerto spunti di valore, e in Italia in particolare è stata centrata sulla moralità o immoralità del presidente del consiglio. Veramente uno spettacolo indecoroso, da qualsiasi parte lo si guardi. La sensazione è che a nessuno, in fondo, sia dispiaciuto restare nel gossip invece che parlare dei problemi reali dei cittadini, c'era il rischio di spaventarli, di deprimere la corsa ai consumi, ecc. ecc. Sull'ambiente poi nemmeno una parola, all' Europa non interessano i cambiamenti climatici, l'aumento della CO2 e le nanopolveri.

In conclusione: non è nostro compito né ci piace dare indicazioni di voto, vi mettiamo soltanto a disposizione  uno scritto, frutto dl lavoro di decine di medici, una sintesi e un programma sui problemi ambientali; una bella base sulla quale decidere dove mettere o non mettere la crocetta domenica prossima.

Claudio Vedovelli

 
Cemento a colazione
Venerdì 29 Maggio 2009 15:01
consegna_firme_a_durni_28.5.09_webNon ci sono più i contadini in grembiule blu all' alba ad attendere il re Luis.

Valigette,documenti nelle mani, persino politici che fanno la fila per parlargli.

Per me era la prima volta.

Non ero sola, in tre siamo andati a consegnare le oltre 2000 firme di cittadini di Bolzano che chiedono con forza di non ridurre la collina del Virgolo, la collina della città, in uno show room aziendale, in una colata di cemento, in un impianto turistico- commerciale. 2000 firme per chiedere di mantenere i vincoli paesaggistici e degli Insiemi che fino ad ora hanno impedito l' assalto a quelle pendici.

Il presidente ci accoglie cordialmente. Verena Segato, la portavoce dell' iniziativa "unser Virgl- il nostro Virgolo", consegna le firme e questo scritto.(  link ita- link deu) Sottolinea le nostre richieste, illustra il progetto di riqualificazione soft del Virgolo come zona ricreativa, culturale e ambientale.

" Vedete il Virgolo è un luogo degradato, ci sono stato di persona, c'è il pericolo di pungersi con le siringe, bisogna riqualificarlo". La prima affermazione del presidente sembra copiata dalle parole di Spagnolli. E' nato prima l' uovo o la gallina , mi sono chiesta tra me e me. Noi che lo frequentiamo sappiamo cheil Virgolo non è così. I due masi sono accoglienti, semplici trattorie per ospiti alla ricerca della pace , del contatto con la natura. Il circolo Tennis Virgolo ha mantenuto in manutenzione la zona della piscina e dell' Hotel Bellavista fino allo sfratto.

"Le firme! Cosa volete la gente firma prima per una cosa, poi anche per il totale contrario, è capitato anche a me!"

La seconda sortita del presidente mi raggela il lieve sudore dell' emozione. La considerazione del cittadino è pari a zero, il cittadino è un ebete che quando si tratta di firmare sottoscrive senza troppo riflettere, mentre quando ricopre ruoli di potere come il suo, riflette ...eccome se riflette ! Lo guardo scuotendo la testa: l' immagine di Giano bifronte mi sale alla mente e non riesco a riconoscere del tutto il viso dall' altra parte, mi ricorda qualcuno, un nobile, un conte!?

"Non sarà poi un progetto così brutto, basterà mantenere un po' di piante, poi ci sarà uno zoo, e poi una sala congressi per la città, vedrete..." Vedremo? A noi piacerebbe che la collina fosse un luogo di ricreazione per i cittadini, un albergo, un ristorante magari uno ostello per le famiglie, percorsi gioco, piazzole pic pic, ( come quelle che ci sono in tutto il mondo tranne che in Sudtirolo).

" Ma voi parlate di terreni privati, con un ristorante non si va da nessuna parte, non sono quelli con gli zaini in spalla che portano ricchezza!" Ho capito tutto: il cittadino Durnwalder non è più dei nostri, ha perso quel gene sudtirolese della parsimonia, della frugalità. "Mordi e fuggi" si chiama il turismo che piace a Luis, che scaraventa milioni di turisti al mercatino e al Thuniversum a spendere in cineserie con marchio Südtirol i sempre più magri stipendi d' italiani imberlusconiti.

Mi verrebbe da alzarmi, abbracciarlo, scuoterlo, dirgli : " Che fai? Che dici? Ma ti rendi conto che stai svendendo, cementificando la tua Heimat per un pugno di soldi " ma temo che non capirebbe.

Per far intendere al Presidente che non siamo contro l' economia, la Thun, la ricchezza che il turismo porta a questa terra, gli consegniamo la locandina della conferenza sull' archeologia del Virgolo che stiamo organizzando. E' cultura, è storia romana e cristiana: non sembra attratto da queste informazioni che potrebbero svelare interessanti aspetti di attrazione turistica del Virgolo.

Allora scherzando gli porgiamo un fotomontaggio che vede Walter von der Vogelweide che osserva la cabinovia a forma di angioletti che sale sul Virgolo ed esclama:" Quando volano gli angeli tutte le tutele vanno a farsi benedire". Noi non siamo contro la Thun, anche se facciamo ogni tanto un po' di ironia, anzi vedremmo a questo punto molto meglio localizzare il Thuniversum al Renon dove la splendida funivia appena ultimata porterebbe i turisti tutto l' anno sull' altipiano con somma gioia degli albergatori e ristoratori del Renon che d'inverno sono spesso chiusi. Si risparmierebbe la costruzione della funivia, non si graverebbe sul bistrattato comune di Bolzano che già soffre d'inverno per l' assalto del mercatino e si regalerebbe un po' di "mordi e fuggi " anche al limitrofo comune del Renon. Oppure che il Thuniversum resti dov'è, la torre di Re Laurino starebbe bene vicino alla progettata montagna di 50 metri della nuova Salewa!

" no, no... e poi mi vengono quelli del Renon a lamentarsi che non lo vogliono..." e qui casca l' asino signor Presidente, le è scappata un' affermazione difficile da non leggere come il solito trattamento di serie A per certi comuni e di serie B per la cenerentola capoluogo.

Un po' stretto in questo palleggiamento comunale Luis diventa paterno, quasi sindacalista.

"Devo pensare a dare lavoro, è un periodo di crisi, c'è perfino chi viene a chiedermi di chiudere le acciaierie, ma dove metto poi i lavoratori di quelle 300 famiglie? Al Virgolo ci saranno 100 posti di lavoro! "

Molti di più in Cina, dove producono le statuette della Thun e un capo-operaio è pagato 200 euro al mese, mi scappa dalla boccaccia da Pierino che mi ritrovo. Questo è il Durnwalder-pensiero che agisce globalmente per pensare localmente ( agli interessi della classe economica sudtirolese, costruttori in primis ).

Comunque la sensazione è che decisamente al capo non piacciano le firme, la democrazia diretta, la partecipazione: ci riferisce persino della consegna delle firme di genitori delle scuole Aufschnaider che chiedono di mantenere in quell' edificio storico la scuola media e non trasformarla in quella "divorasoldiespazi" della Libera Università. Che scocciatura questi genitori che difendono una scuola di quartiere, la scuola del centro storico!

Mi scappa di nuovo un moto di stizza e difendo la partecipazione dei cittadini , vorrei che apprezzasse l' impegno, la nostra levataccia mattutina per interessi non privati, come certo son quelli di molti questuanti.

Sì, sì ...è bonario il presidente e ci sorride congedandoci e affermando sempre da padre di famiglia " non basta accontentare gli occhi bisogna anche pensare ai denti" intendendo certamente convincerci che l' affare "Virgolo " è una questione di guadagno per molti.

Le mucche non mangiano cemento, verrebbe da rispondergli.

Grazie a Paolo Bonadio del comitato, che alle 4.15 si è messo in coda davanti al palazzo.

 

Teresa Fortini

 
Sogno o incubo?
Martedì 26 Maggio 2009 21:16

assemblea_renon_2

Serata calda sull' altipiano del Renon . Sia la meteorologia che la partecipazione cittadina segnalano cambiamenti.

"Non siamo cospiratori, siamo cittadini..." così comincia l' assemblea civica indetta da un gruppo di persone per parlare del maxi progetto di costruzione di una stazione di pompaggio nel cuore (nella roccia) dell' altipiano del Renon (Alto Adige-Südtirol ). Un bacino di 600.000 m3 di acqua, da pompare verso l' alto di notte, quando il prezzo della corrente è più basso, e scaricarla  a valle di giorno, attraverso una condotta forzata, in una turbina per produrre 250 Megawatt...di soldi!

E' già: l' azienda austriaca Kelag non spende tra i 200 e i 230 milioni di euro per nulla. C' è di mezzo merce pregiata che non si accumula facilmente: la corrente!

Poterla produrre con un bene  pubblico come è l' acqua è un affare.

Un bacino grande come il duomo di Bolzano, più canali  di 20 metri per 15, con diverse varianti ma in pratica per realizzarlo verrebbero prodotti 2.400.000 m3 di terreno di scarto, un camion ogni 4 minuti per portar via il materiale !

Nella presentazione che è stata fatta durante qs serata e che gentilmente gli organizzatori hanno messo a nostra disposizione perché la si diffonda a voi lettori ( residenti e lontani), potete rendervi conto di cosa accadrà all' altipiano del Renon.

La fame di denaro, il business dell' energia, sta seminando di scelte sbagliare l' Alto Adige. Si è rinunciato a puntare sulla drastica riduzione dei rifiuti , sulla tariffa personalizzata a svuotamento, si è rinunciato al riciclo per costruire un mega inceneritore per cosa farne: smaltire i rifiuti? Una scusa: per fare energia, per vendere energia, sporca.

Questa centrale di pompaggio è un altro affronto all' ambiente in nome del denaro: eppure il progetto è stato sottoposto a Valutazione di impatto ambientale e non sembra che nello studio ci sia traccia  di problemi di sicurezza, di scenari di catastrofe, compatibili con un bacino di quella portata.

E il rischio di prosciugare le falde durante le perforazioni come è successo nel Mugello per la Tav  e la stabilità delle rocce?

Ci sarà abbastanza acqua nell' Isarco per riempire il bacino grande come alcuni laghi di Costalovara, e quanto tempo ci vorrà ?

Il dr Ortner, strenuo difensore della nostra terra dal saccheggio ambientale, disse a proposito del Virgolo, la collina di Bolzano minacciata di cementificazione dentro e fuori terra, che "bucando le montagne, le nostre montagne,  gli si strappa loro il cuore, le si toglie l' anima".

Giudicate voi.

 

Teresa Fortini

 

Chi volesse raccogliere firme contro questo progetto può scaricare qui il modulo di raccolta e poi consegnarlo direttamente al Comitato promotore o contattando il nostro sito Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo

 

Valutazione  di iimpatto ambientale - Umweltverträglichkeitsprüfung

Speciale acque- Il pompaggio sporco

 

 
Schegge di una serata informativa
Lunedì 18 Maggio 2009 19:27

ceraniI miti dell'incenerimento ( dr. Cerani)

 

MITO N. 1:I rifiuti sono un problema tecnologico che va risolto con strumenti tecnologici

Non esistono strumenti tecnologici che possono risolvere un problema complesso: le gestioni avanzate al contrario implicano il coinvolgimento di una moltitudine di attori una volta estranei al settore: architetti, dottori forestali, pianificatori, enti normatori, rigeneratori/riciclatori, compostatori, trasportatori, centri di selezione, aziende della trasformazione, etc. ma soprattutto i cittadini

 

MITO N. 2: i rifiuti sono un combustibile gratuito e come tale evita il consumo di risorse vergini

I rifiuti non spuntano dal suolo gratuitamente come credono i termotecnici ma sono lo stadio finale delle merci, che hanno richiesto ingenti input energetici e ambientali per la produzione delle materie prime, trasporto, lavorazione e distribuzione.

L'incenerimento recupera una modesta quota dell'energia complessivamente richiesta dal ciclo di vita delle merci: ci sono soluzioni migliori

 

MITO N. 3: i rifiuti sono un combustibile rinnovabile e come tale da sussidiare con fondi pubblici

Le stime di quota rinnovabile utilizzano le frazioni biodegradabili, che non sono automaticamente rinnovabili, e sono attribuite in % del 50-60% prendendo come riferimento le zone a ridotta differenziazione. In realtà: quota biodegradabile limitata!

 

MITO N. 4: l'incenerimento dei rifiuti urbani dà un contributo energetico significativo ai fabbisogni nazionali

LOMBARDIA: con oltre 2.500.000 t di rifiuti a incenerimento/anno e 13 inceneritori operanti il contributo al fabbisogno regionale è del 2%! ( Piano d'azione per l'energia, R.L. 2007)

 

 

MITO N. 6: l'avanzamento tecnologico oggi consente di considerare l'inceneritore al pari di una centrale termoelettrica e l'UE si appresta a considerare recupero energetico l'incenerimento

Una sfida persa i partenza!sala

 

MITO N. 7: i moderni inceneritori hanno emissioni trascurabili rispetto ad altri impianti analoghi e non contribuiscono all'effetto serra

 

•Anche se l'incenerimento raggiungesse risultati di abbattimento delle emissioni ancora più spinti nei prossimi anni, sarebbe comunque una opzione insignificante per contributo al bilancio energetico regionale - nazionale e la peggiore tecnologia per produrre Energia eletrica  e termica tra quelle inventate dall'uomo.

•Non ha alcun senso puntare sul recupero energetico da incenerimento perché si estrae comunque una quota insignificante di energia rispetto a quella richiesta dal ciclo di vita delle merci; è una tecnologia residuale con prestazioni scadenti; non ha pertanto alcun senso investire nelle BAT quando le soluzioni al problema sono su un altro piano, quello della materia!

 

ruzzenentiGli strumenti per raggiungere tali obiettivi:

•Minimizzazione del rifiuto prodotto e del rifiuto smaltito

•Massimizzare il riciclaggio (recupero di materia)

 

Relazione dell' ing. Massimo Cerani

 

Relazione del Dr Marino Ruzzenenti

 

 
protesta masterplan
Lunedì 18 Maggio 2009 19:42
masterplan_protesta_18_5_09_2Bolzano 18.5.09

Oggi la maggioranza del Consiglio Comunale di Bolzano si appresta a discutere il Masterplan, che detterà le linee fondamentali per il piano di sviluppo urbanistico della città per i prossimi anni.
Ci chiediamo se sia proprio obbligatorio "espandersi", costruire, cementificare, disboscare.
Bolzano ormai è un mare di cemento, i fazzoletti verdi diventano sempre più rari e piccoli, con il nuovo masterplan si andrebbe a ridurre ulteriormente queste zone verdi:
Il Virgolo, con il cambio della destinazione d'uso previsto nel masterplan, potrebbe venire utilizzato a scopi commerciali. in due parole potrebbe venire cementificato, le strutture presenti (tra cui l'albergo Bellavista costruito nel lontano 1898) verrebbero rase al suolo e la natura irrimediabilmente compromessa.
Il campo Coni di Aslago verrebbe dismesso - al suo posto si vorrebbe far posto ad edifici ad uso abitativo: una zona fortemente esposta alle emissioni provenienti dall'A22 , arginale e fabbriche dovrebbe invece essere adibita a parco o bosco per la città. Gli alberi potrebbero infatti ridurre gli inquinanti ed alleviare la difficile situazione in cui versa il quartiere.
Sono previsti inoltre migliaia di alloggi in varie zone della città: areale ferroviario, zona di Ponte Adige, zona industriale ecc.
Bolzano è una città senza ossigeno, sempre più inquinata, più calda oltre che sempre più brutta!
Non contenti di cementificare il suolo ora ci si vuole espandere anche sulle pendici, lo si è già fatto sul Guncina, ora si attacca il Virgolo.
Il Virgolo oggi rappresenta un'oasi naturalistica ed un luogo dove i cittadini potrebbero recarsi in breve tempo e senza l'uso dell'auto, in tranquillità e senza eccessivi stimoli di "mercato".
Un'occasione per ritemprarsi fisicamente e spiritualmente.
Chiediamo ai politici di tenere conto delle nostre proposte, già tradotte in termini scientifici e presentate pubblicamente sia alla cittadinanza che all'amministrazione.
Chiediamo ai politici di percorrere una strada di trasparenza e di partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano la loro città ed il loro futuro.
Chiediamo al Comune di Bolzano di avere una visione realmente propria sul futuro della collina e questa non sia solo una ri-proposta di progetti già da mesi sul tavolo del Sindaco.

Chiediamo ai politici coraggio e fantasia - oltre alla scontata onestà e indipendenza intellettuale!

associaizoni

Dolomiten 19.5.09  Muss Bozen weiter verbaut werden?

Dolomiten 19.5.09  Kein Masterplan in zehn Tagen

Corriere dell' Alto Adige 19.5.09

Alto Adige 19.5.09

Virgl: was bitte Thun sie da?

 

 

 
Dalla Cina al Virgolo
Domenica 10 Maggio 2009 18:49

Decisioni già prese, conflitti di interesse e giri di parole per far volare gli angioletti sopra le teste dei cittadini di Bolzano.

 

waltersprechblase

Il dado è tratto? Immaginiamo che nelle varie dimore del conte Thun si sia festeggiato in questi giorni e persino gli angioletti e animali vari, sempre "de coccio" e sempre più esotici, nelle diverse vetrine della città (in primis la vetrina dell'Azienda di Soggiorno in Piazza Walter) paiono socchiudere le loro boccuccie a uovo in un sorriso sornione.

La decisione è presa: al Virgolo il progetto Thun, questo è scritto nel masterplan, questo è confermato, nonstante i giri di parole e gli ipertecnologismi (fatti apposta per non far capire), dalle parole dell'assessora Pasquali.

Una decisione presa da tempo, da molto tempo visto che lo stesso conte Thun, pochi giorni fa, ha pubblicamente affermato di essere stufo di aspettare e che il suo progetto era sul tavolo del sindaco da parecchi mesi, mentre rimane tutt'ora sconosciuto ai cittadini.

Ma non è Thun il problema. O meglio Thun persegue i propri interessi, una linea imprenditoriale il cui scopo è vendere quegli inutili oggetti di coccio, che indubbiamente tanto piaccioni a molti cittadini: prodotti in Cina devono essere venduti nel ricco Occidente (pensiamo che un cinese medio dovrebbe lasciarci alcuni stipendi per una sola boccuccia!) .

Per continuare ad affascinare, anzi ad avvolgere in un' aria di falsa spiritualità (e la Chiesa che dice?) il proprio mercato, il Conte ha la necessità di creare una collina degli angioletti, qualcosa che avvicini ancor più le sue produzioni al Paradiso in un groviglio di sacro e profano, naturale e artificiale, segno della schizofrenia globale dei nostri tempi.

Il Conte ha bisogno della collina, e la Provincia già da subito è parsa ben disposta nei suoi confronti, anzi molto ben disposta, il problema è che la collina  è sul territorio  comunale di Bolzano, città spesso insultata, disprezzata e quasi sempre scavalcata.

Ma questa volta il Comune di Bolzano non si farà scavalcare da interessi provinciali, perché con questo Masterplan, assumerà in proprio la decisione. Mentre il sindaco Spagnolli aveva più volte affermato che farà decidere ai cittadini. Vedremo!

Così come vedremo se l'assessora Pasquali, fortemente coinvolta personalmente in questa vicenda continuerà ad essere protagonista; aveva promesso di non intervenire nei processi decisionali, ma per ora parla e gestisce in prima persona.

Invitiamo tutti i cittadini e le associazioni culturali, sociali ed ambientaliste ad impedire questo scempio e a pretendere dal Comune una trasparenza degli atti e una partecipazione dei cittadini che finora non c'è stata.

Di fronte a questa situazione bisogna scegliere da che parte stare, liberarsi di vecchi legami e antiche corrispondenze, non si può vendere il proprio silenzio in cambio di un' altalena!

 

E la politica? I partiti? Resa completa per ora: speriamo in qualche reale sussulto democratico. Come ha dimostrato la vicenda Ellecosta, qualcuno ogni tanto abbaia, ma alla fine nessuno è disposto a rimettirci la poltrona, nè per la patria nè per la natura, nè per la salute. Il consiglio comunale di Bolzano pochi mesi fa aveva  approvato una mozione sul Virgolo  che almeno ne salvaguardava le caratteristiche ambientali e di zona ricreativa. Sono ancora valide quelle affermazioni ?

Claudio Vedovelli

  

 

Masterplan -documento intermedio. maggio 2009

 

 Produzione cinese con marchio Bolzano

 

  Consiglio Comunale- dichiarazione di voto n 66

 

 comunicato delle associazioni -Stellungnahme der Vereine

 

 

 

 
" Energia dai rifiuti : conviene?" senza dimenticare i danni ambientali e alla salute.
Venerdì 08 Maggio 2009 20:48
" Energia dai rifiuti: conviene ?" Questo è l'interrogativo a cui risponderà l'ing. Massimo Cerani, esperto di gestione di rifiuti e di bilanci energetico-ambientali, associazione EnergEtica (http://www.energ-etica.org/), nel corso di una serata informativa organizzata dall'Associazione Ambiente e Salute, venerdì 15 maggio alle ore 20.30, presso la sala polifunzionale Ortles, in via Ortles 19, Bolzano.

L'ex Assessore Fattor ha affermato che :  " il nuovo inceneritore produrrà una potenza termica di 60 MW con un rendimento altissimo, circa dell'80%. Fattor propone quindi di sfruttare questa potenza termica per tele riscaldare alcuni quartieri della città.... "

Ma questo teleriscaldamento è davvero un affarone di cui dovremmo approfittare, come suggerisce l'ex assessore Fattor?  O è l'ennesimo trucco per giustificare investimenti enormi su opere dannose per la popolazione?

  1. il bilancio energetico e ambientale nel confronto fra i due sistemi (produzione di energia e calore con l'incenerimento dei rifiuti a confronto con la produzione delle stesse con sistemi separati alternativi) è realmente a favore del teleriscaldamento? ( Proliferazione di progetti di teleriscaldamento: sempre una scelta sostenibile? di M. Cerani )
  2. nella politica di gestione dei rifiuti per la nostra provincia incrementare le raccolte differenziate e contemporaneamente costruire un inceneritore, con una rete di teleriscaldamento collegata, non sono due azioni in contraddizione?
  3. A proposito di rifiuti: quali sono i sistemi più efficienti di produzione di energia? (  Prima la materia o l'energia? di M. Cerani )

inceneritorico2

Dopo aver ignorato qualsiasi richiamo all'attenzione per la salute dei cittadini e all'ambiente, ora che la decisione di costruire il nuovo inceneritore da 130.000/ton è stata presa, l' ex assessore verde e l' attuale presidente, sempre verde, della commissione ambiente del Comune di Bolzano, stanno cercando di rivendere il loro "prodotto inceneritore" come sistema  per far mercato e addirittura per ripulire la città dalla CO2.

Il mercato è quello succulento dell'energia e la merce, quella poca energia, che a caro prezzo per la salute e per l'ambiente,l'inceneritore, per altri versi estremamente energivoro, riesce a produrre.

La "monnezza  è oro" ha affermato Saviano in Gomorra; evidentemente non solo a Napoli.bilancio_materia_inceneritore_svg

"L'affare inceneritore" una volta chiarito chi si spartirà il bottino della costruzione, con ben 3 gare di appalto, ora volge il proprio interesse alla seconda fetta della torta:  la gestione dell'energia. Sel e Ae, Provincia e Comune: battaglie per un grosso mercato.

Ma ci sono diversi punti interrogativi :

Conviene produrre energia con l'incenerimento? L'inceneritore quanta energia effettivamente produce? Quanta energia invece consuma? Di quanto carburante ha bisogno per produrla? Più carburante (= plastica ) = meno differenziata. L'inceneritore produce CO2 ?

Quante volte i cittadini dovranno pagare? Costruzione inceneritore, manutenzione inceneritore, bollette rifiuti, bollette energia. Quante volte paghiamo rifiuti inutili (es. imballaggi)? All'acquisto della merce, per smaltirli e poi  invece che ridarci qualcosa, dovremo pagare anche per utilizzarne l'energia ricavata?

Brescia: la favola dell'inceneritore più bello del mondo. L'inceneritore di Brescia è assurto a simbolo del mondo inceneritorista, rappresenta un esempio di teleriscaldamento e di uso dello smaltimento dei rifiuti per vendere energia. Marino Ruzzenenti, docente, storico e studioso di tematiche ambientali, autore del libro "L'Italia sotto i rifiuti" ci racconterà come funziona il teleriscaldamento a Brescia, tutti i problemi legati a questo tipo di utilizzo dell'energia, come a Brescia per mantenere questo affare la differenziata sia a livelli bassissimi e come esistano gravi problemi per la salute dei cittadini, primo fra tutti  la scoperta di concentrazioni elevate di diossina nel latte.

I cittadini, i politici, gli esperti sono invitati alla conferenza.

Claudio Vedovelli

 

 
Sull' Isola dei fumosi
Martedì 28 Aprile 2009 21:05

vignetta_polveri_sottili-_la_cavaStamane l'argomento del giorno era l'epidemia di febbre suina. Alle domande di cittadini preoccupati non ho potuto che rispondere che bisognava attendere nuove e più precise notizie. Un signore del posto ha allora esternato con passione: " speriamo che non arrivi qui....".

Sintesi di un' idea del Sudtirolo-Alto Adige come un' isola protetta: basterà, come speso accade, che il nostro Kaiser Luis faccia la voce grossa con Roma e forse anche l'influenza si fermerà a Salorno. Una Terra speciale, come il suo Statuto, dove niente può accadere se Lui non lo vuole, dove tutto è perfetto e dove accadono o non accadono cose accertate e consolidate nel resto del mondo. Dove i fumi non contengono nulla e i dati confermano sempre quello che si doveva confermare. Dove tutto viene gestito come fossimo una grande Azienda di Soggiorno ( Widmann dixit :"La nostra ricchezza è il turismo"), dove tutto diventa cartolina ed è spiacevole sporcare questo panorama idilliaco con paure, malattie ed inquinamenti.

In questa Disneyland sudtirolese non ci stupisce la notizia che l'aria sia buona e che la diossina sia presente, ma solo a bassi livelli, in zona via Amba Alagi e al Lido di Bolzano.

Se dovessi scegliere fra quei menagramo degli ambientalisti, che con esperti nazionali e internazionali e letteratura scientifica seminano terrore affermando che dall'inceneritore esce diossina, che è un elemento certamente prodotto dalla combustione ed è cancerogeno, che si accumula nel tessuto umano, un elemento che in altri posti meno idilliaci ha portato alla perdita di valore di prodotti agricoli e delle stesse abitazioni, un elemento che, come tutte le sostanze cancerogene non ha limiti di soglia "reali", ma solo quelli di legge perché , come diceva l'oncologo Tomatis, basta 1 particella per causare un tumore, insomma se dovessi scegliere fra queste notizie sconfortanti e le assicurazioni dei signori dell'Agenzia per l' ambiente (Appa) non avrei dubbi: per la mia tranquillità e per quella dei miei figli sceglierei le parole di Angelucci " Le emissioni sono trascurabili" e odierei con tutto me stesso questi pedanti e rompiballe ambientalisti del "non fare".

Affermare che in base ai dati sulla diossina non ci saranno emissioni nei 2 milioni di mc di fumi giornalieri del nuovo inceneritore, significa pensare che a Bolzano non esistono le oltre 200 sostanze note che normalmente escono da un camino di un inceneritore, che non esistono le nanoparticelle.

Quindi se le emissioni sono trascurabili non servono dati precisi sulla direzione delle emissioni, non serve un cammino più alto, non sono sbagliati i modelli di calcolo utilizzati per le previsioni, come denuncia l' esposto delle associazioni ambientaliste.

Tranquillizzare la popolazione è importante, dire la verità però è un dovere. Dire tutta la verità.

Molto più pragmaticamente un rappresentante della ditta costruttrice Atzwanger, sulla stessa pagina del giornale, ammette senza giri di parole:"il nostro futuro sarà fatto di un mix fra raccolta differenziata, compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzatori e discariche". Non ha senso protestare tutto è racchiuso in un unico sistema, che è quello del massimo consumo e della tecnologia avanzata che risolve tutto.

Se poi il presidente della commissione ambiente (Verdi), afferma che incenerire è la forma più ecologica di trattamento dei rifiuti e che con l'inceneritore potremo risparmiare CO2 a livelli virtuosi e riscaldare tutta la città, il cerchio si chiude e chi ne è fuori è pazzo.

Noi non vogliamo terrorizzare nessuno, però ci piacerebbe capire il senso delle parole dei politici e dei loro tecnici e perché qua in Alto Adige si sono voluti escludere metodi di trattamento dei rifiuti senza incenerimento e la raccolta differenziata porta a porta a tariffa personalizzata.

Per questo motivo abbiamo invitato a Bolzano, venerdì 15.05.2009 alle 20.15 presso la sala di circoscrizione di via Ortles ( quartiere Casanova) l'ingegner Massimo Cerani di energEtica, esperto in gestione e smaltimento dei rifiuti, oltre che di bilanci energetici e ambientali e Marino Ruzzenenti che ha scritto "L' Italia sotto i rifiuti" e ci parlerà dell' inceneritore di Brescia.

Chi ha voglia di "rovinarsi la vita" e capire le cose come stanno, è invitato a partecipare, gli altri continuino pure a vivere sull' Isola dei "fumosi".

Claudio Vedovelli

Bolzano 27.4.09

 
Bolzano CO2 neutrale e l'Henry Potter dell'ambiente, se Durnwalder lo permette.
Domenica 19 Aprile 2009 19:53
Bolzano si dichiara CO2 neutrale e ne spiega le modalità nel corso di un convegno organizzato insieme alla CIPRA il 02-03.04.2009 presso l'Eurac .

L' ing Moroder ( ex. Presidente della Cipra, presidente della STA-Südtiroler Transport Agentur, presidente della Commissione ambiente del comune di Bolzano) ha esposto le strategie per il clima di Bolzano : come agire per raggiungere un bilancio CO2 neutrale. (  città delle Alpi - Moroder ).
Riportiamo due interventi su questa relazione  e un commento tecnico su quello che è il punto più controverso: l'inceneritore.

 

Bolzano CO2 neutrale e l'Henry Potter dell'ambiente, se Durnwalder lo permette.

Dalla teoria ai fatti....magari nè oggi, nè domani , ma fra 30-40 anni, se tutto va bene!hanry_potter

Alla fine della relazione dell'ing.Moroder, sono rimasto come gli angioletti del Conte, a bocca aperta, oppure "de coccio":

Tanti dati ( da dove? di chi?), numeri e soluzioni, tutto semplice, tutto anche molto sostenibile con alcune idee interessanti ( la ristrutturazione a fini energetici degli edifici vecchi), il tram (o minimetro), il fotovoltaico ecc.ecc. con una sola sezione vergognosa e offensiva dell'impegno e dell'intelligenza di tanti cittadini: quella sull'incenerimento.
Tante parole, progetti virtuosi per un futuro sostenibile ed ecocompatibile, tante, forse troppe, soluzioni per la troppa energia consumata nella nostra città.
Poi a mente fredda si delinea la chiara sensazione che tutto sia lasciato alla tecnologia (auto elettrica, ristrutturazioni, centrali a bio(?)masse e idroelettriche, inceneritori ), una strada uguale a quella di sempre, un continuare sulla via dello sviluppo e del consumo infinito, nessun accenno alla necessità di fermarsi, di fermare il consumo di materie, di merci e di suolo, di cambiare uno stile di vita improntato all'eccesso e allo spreco, un inno al progresso.
E allora mi è venuta voglia di guardare al passato, che a volte ritorna (tram per esempio), quando i quartieri avevano una loro identità, i bambini giocavano felici e liberi, e il cemento ancora non aveva completamente occupato il nostro territorio...

Malinconia che diventa rabbia.

Amo la mia città, Bolzano, perché anche se privo di pedigree e di cognome che finisce per " er " qui sono nato e vissuto, ne ho apprezzata la bellezza  ho visto i cambiamenti in meglio ed in peggio.
Ho visto arrivare le prime auto, sparire i cortili ( vera e propria dura scuola di vita), tutto si è trasformato in parcheggio. Ho visto sscomparire quartieri interi, le semirurali ( chi ha avuto quella dannata idea!?) che legavano i nostri genitori immigrati alle loro terre di origine, sostituite da anonimi palazzoni senza anima. Ho visto crescere l'immondizia e sostituire i piccoli bidoncini condominiali con enormi cassonetti stradali. Ho visto nascere delle case sulle montagne e sparire gli spazi liberi nella città, ho visto un proliferare di cancelli, sbarre, divieti, lucchetti, non solo negli edifici ma anche nell' animo di molte persone. Ho visto troppi alberi divelti. Ho visto sparire persone che parlano per la strada o su una panchina e giovani che si baciano sotto casa.
Avrei voluto vedere Bolzano capace di scelte veramente virtuose, perché ne possiede i presupposti culturali e le risorse economiche. Una città a rifiuti zero, senza inceneritori, come San Francisco, una città con il rispetto per il proprio suolo, che mantenesse da una parte il tanto verde che aveva e dall'altra l'anima di quei quartieri dove sono vissuto( Don Bosco, Europa- Novacella e Oltrisarco), che si impegnasse a mantenere i connotati di un tempo, senza distruggere edifici storici belli come il cinema Corso, le Semirurali, i palazzi di via Brennero, quello di via Firenze e ora le cantine di Gries, le Pascoli, sostituendo alle piazze storiche, piazzole spesso aerate dal gas dei tubi di scarico delle auto nascoste nel sottosuolo. Una città a traffico zero, con un centro storico pedonabile e un ancor più grande cerchia concetrica  libera solo ai mezzi pubblici e alle biciclette; scelte virtuose e coraggiose ,forse un po' pazze. Sono mancati i politici coraggiosi, fantasiosi e meno pigri, soprattutto sono mancati e mancano i politici che ancora credono nei cittadini, come Ladinser, che afferma che tutto è colpa dei cittadini che vogliono l'auto, che vogliono la TV, che sprecano energia, consumano e producono rifiuti, vogliono tutto l'anno le fragole sul tavolo. Ma di chi era il compito di educare questi cittadini e di chi è la colpa di avere passo a passo spento la voglia di partecipare con promesse non mantenute, lungaggini burocratiche, una rappresentatività farraginosa e finta, una democrazia che non esiste più?
E allora invece che scelte virtuose altre promesse vacue, parole vuote per gli allocchi in attesa di clonarsi per altri 5 anni .
Eppure ancora esistono anche a Bolzano realtà vive, fantasiose e serene, a volte viene voglia di metterle insieme, di provare ad uscire da questo guazzabuglio tra politica, interessi privati e degrado culturale. Oggi chi ha cultura non ha denaro e chi ha denaro non ha cultura. Ma forse si può provare, forse i tempi possono essere maturi!

Claudio Vedovelli

  

 
La CO2 e il clima
Domenica 19 Aprile 2009 20:55
Giovedì 2 Aprile ho assistito alla tavola rotonda organizzata all'EURAC, intitolata "Sangue freddo sotto l'effetto serra". La Giunta comunale ha deciso che entro il 2020 la città di Bolzano diventi CO2 neutrale. Ciò significa che la CO2 prodotta dai suoi abitanti (in tutte le loro attività) dovrà essere in qualche modo assorbita dai sistemi naturali, per avere alla fine un bilancio zero, neutrale. E' una decisione importante, formidabile! E merita senz'altro un plauso da parte del mondo ambientalista. E' la prima città in Italia a prendere questa decisione.


tempestaE' la prima scialuppa ad entrare nel mare periglioso delle variazioni climatiche, puntando verso l'isola lontana di un "futuro accettabile". Lo scopo è evidente: evitare la catastrofe limitando la crescita della temperatura media del pianeta sotto i 2° C ( già sufficienti peraltro a causare un bel po' di gravi cambiamenti). Questa nostra scialuppa non è sola; c'è già una piccola flotta che naviga verso un "futuro accettabile": Islanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Costarica,.. Ma vediamo chi c'è nella nostra piccola barca. A prua c'è un giovane aitante, robusto, pieno di entusiasmo, simpatico.

Si chiama "Casa clima A". Rema con potenza e non perde un colpo. Sta pensando a tutte le case nuove che ha costruito: consumano poca energia o addirittura ne producono ed emettono poca o nulla CO2. Sta pensando ora a come bonificare i vecchi condomini come il mio (che è un colabrodo energetico). E lì incominciano le difficoltà: basta un inquilino contrario per bloccare tutto il progetto di risanamento energetico dell'edificio. Ma il nostro giovane non si arrende e sa già come fare. Dietro di lui il secondo rematore, già avanti negli anni, è cupo in volto. Rema anch'egli con potenza. Peccato che remi in senso contrario.

Si chiama "Inceneritore". E' piuttosto seccato perché lo accusano di produrre grandi quantità di CO2. E del resto è difficile dire che non è vero. no_inceOrmai si sa che un inceneritore per rifiuti è secondo solo ad una centrale a carbone nella produzione di anidride carbonica. E' anche preoccupato perché c'è un gruppetto di contestatori che diventano sempre più aggressivi e teme che gli diano un colpo in testa. Il terzo rematore è un giovane imbranato. Perde continuamente il ritmo e a volte frena la barca. Si chiama "Traffico". Sa che bisogna limitare l'uso dell'auto privata e favorire il trasporto pubblico. Sogna il tram ma intanto fa costruire parcheggi sotterranei in tutta la città e qualche nuova galleria di circonvallazione, e questo consuma tanta energia e produce tanta CO2. E ancora c'è quell'aeroporto inutile e ha una gran voglia di chiuderlo. Nella nostra scialuppa c'è poi una quarta persona: silenziosa e pensierosa non rema, anche se dovrebbe. Si chiama "Agricoltura e foreste". E' lui che dovrebbe assorbire la CO2 che gli altri producono. E' un po' incazzato con tutti per il gran lavoro che gli danno da fare. Ha una gran voglia di mandare a quel paese quelli dell'"Universum di nonsochi", che vogliono riempire il Virgolo di cemento e di CO2; ma anche lui ha la coscienza sporca. I suoi contadini consumano un sacco di energia, i campi emettono grandi quantità di protossido di azoto (gas serra 298 volte più potente della CO2) e i residui agricoli vengono bruciati dall'inceneritore (sic!). Ha sentito parlare del biochar (biomassa carbonizzata in assenza di ossigeno), che trattiene la CO2 per secoli ed è un ottimo fertilizzante. Si potrebbe risparmiare un sacco di soldi (riducendo o annullando l'acquisto di fertilizzanti azotati) e si può fare bella figura (emissione negativa di CO2). Forse si mette a remare, e dalla parte giusta. Speriamo. Ecco finita la nostra storiella. La scialuppa è in acqua, lasciamola andare verso quell'isola lontana. Cosa pensiamo noi ambientalisti? Vediamo: Il primo rematore sta bene lì dov'è e va incoraggiato. Al secondo rematore va data una botta in testa e va tolto dalla scialuppa. Al terzo va data una bella scossa e se non si sveglia, deve essere sostituito. Col quarto bisogna sedersi intorno ad un tavolo e fare un lungo discorso. PS.: mancano all'appello tre giovinastri, che dal molo sfottono i naviganti. I loro nomi: "Industria, Artigianato, Turismo e Commercio". Anche con loro bisogna parlare seriamente. Un'ultima persona era sul molo, voleva entrare nella scialuppa, ma non l'hanno voluta.

velaSi chiama "Sobrietà" e malgrado il suo aspetto fuori moda è un abile skipper. Bisogna farlo entrare nella barca e metterlo al timone.
Bolzano, 8-4-2009
Pierluigi Gaianigo, WWF Bolzano

 
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