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Richiesta di immediata sospensione di fitofarmaci pericolosi per le api. |
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Lunedì 13 Aprile 2009 19:17 |
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Oggetto: Richiesta di immediata sospensione di fitofarmaci pericolosi per le api.
Egregi Assessori,
Le associazioni WWF Bolzano, Ambiente e Salute e LAV hanno deciso di scriverVi al fine di sollecitare la Vostra attenzione sul preoccupante fenomeno, ormai drammaticamente evidente anche in Alto Adige, della moria delle api a causa della diffusione di alcuni fitofarmaci utilizzati in frutticoltura.
Riteniamo che sia un errore pensare alla moria delle api come a un problema solo per gli insetti o per gli apicoltori. Le api rappresentano infatti un sensibile indicatore ambientale. E se un pesticida può risultare così dannoso per l'ape, riteniamo debbano essere approfonditi anche tutti i potenziali effetti sull'insieme degli insetti utili, sull'intera catena alimentare e quindi sull'uomo.
Le molecole tossiche e pericolose per le api sono quelle del Clorpirifos, notoriamente tossico per questi insetti, del Thiamethoxam, del Clothianidin e del Imidacloprid, insetticidi neonicotinoidi il cui impiego è stato sospeso per la concia di sementi con decreto del MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI in data17 settembre 2008.
Gli insetticidi neonicotinoidi, registrati per l'impiego anche nella coltivazione integrata delle mele, sono sostanze neurotossiche: agiscono a livello del sistema nervoso degli insetti provocando l'alterazione della trasmissione degli impulsi nervosi, portando alla paralisi e morte dell'insetto. Anche a dosi molto basse sono in grado, pur non uccidendo l'insetto, di provocare turbe del
comportamento (per esempio errori nell'orientamento) che possono essere fatali per la colonia, la cui sopravvivenza si fonda sull'integrità delle facoltà dei suoi membri.
Le esperienze degli anni scorsi dimostrano che la sospensione dei trattamenti con fitofarmaci pericolosi per le api durante il periodo della fioritura del melo non è sufficiente a garantire la sopravvivenza delle api e di molti altri insetti. Chiediamo conseguentemente che nessuna molecola presentante una tossicità nei confronti dell'ape venga autorizzata fino a quando test indipendenti e convalidati non abbiano dimostrato l'innocuità del prodotto per l'alveare nel lungo periodo, per la sua covata e per il funzionamento della colonia considerata come un sistema.
Vi chiediamo quindi di attivarVi per l'immediata sospensione dei fitofarmaci pericolosi per gli insetti utili e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l'autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati ma nel medio e lungo periodo per tutto l'insieme delle forme viventi.
Roberto Maistri Associazione WWF Bolzano
Teresa Fortini Associazione Ambiente e Salute
Ester Valzolgher Delegazione LAV di Bolzano
decreto_sospensione_170920081.pdf
lista_principi_attivi_2009_italiano1.pdf
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Lunedì 06 Aprile 2009 20:12 |
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Dopo il ritiro dei tecnici dell'Appa e del Comune, il ritorno del Tavolo sull'inceneritore
Si terrà martedì 7 aprile il secondo tavolo tecnico sulla gestione dei rifiuti.
L' Associazione Ambiente e Salute vuole ribadire la sua posizione nei confronti della gestione rifiuti: crediamo che in Alto Adige si possa e si debba fare a meno dell'incenerimento.
Bisogna innanzitutto ridurre i rifiuti alla fonte, riducendo da una parte i consumi inutili e dall'altra riducendo gli imballaggi.
Dei rifiuti prodotti bisogna differenziare il più possibile ( almeno > 80%) , al fine del riciclaggio, cioè del recupero delle materie prime.
Esistono attualmente processi ( vedi Vedelago) dove è ormai possibile recuperare il 100% della materia.
Comunque quello che eventualmente rimarrebbe non riciclabile sarebbero prodotti ( come il tetrapack) che l'industria non deve più produrre; bisogna indirizzare la produzione verso il riciclaggio, così come già fanno nel mondo molte aziende.
L'Associazione ritiene perciò sbagliata la decisione della Provincia di costruire un inceneritore da 130.000/ton/anno.
A questo punto l' Associazione Ambiente e Salute pone alcune domande di fondo e alcune condizioni imprescindibili :
Qual' è lo scopo di questo tavolo ?
Quali sono le regole dello stesso ?
Quali sono gli argomenti di discussione ?
Come avverranno le discussioni ?
La commissione non appare poco rappresentativa delle associazioni ambientaliste ?
Da parte nostra riteniamo fondamentali alcune questioni :
1) Le riunioni e gli incontri del tavolo debbano essere pubblici e quindi aver luogo in sedi accessibili alla cittadinanza interessata;
2) Le risorse a disposizione di tutte le parti debbano essere le stesse, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista tecnico;
3) La composizione della "commissione " debba essere rivista spostando l'equilibrio dalla parte delle associazioni ambientaliste, attualmente sottorappresentate (come si è visto nel corso dell'ultima riunione)
L'Associazione Ambiente e Salute continuerà in tutti i modi democratici e legali a propria disposizione a combattere affinchè l'inceneritore non venga costruito.
Nel voler comunque dare un senso a questo tavolo, voluto dai politici, ritiene che le uniche possibilità siano:
1) Rivalutazione della previsione delle ricadute delle emissioni, sistemi di controllo delle emissioni, sistemi di controllo dei rifiuti che entrano in inceneritore.
2) Futuro piano di gestione dei rifiuti, senza incenerimento.
Entrambi gli argomenti vanno discussi con la presenza di esperti di entrambe le parti e in maniera pubblica.
L'Associazione Ambiente e Salute decide di avere un atteggiamento comunque di piena trasparenza e le discussioni e le decisioni che verranno prese nel corso del Tavolo saranno rese pubbliche sul sito dell'associazione : www.ambientesalute.org.
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Domenica 29 Marzo 2009 19:41 |
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Si è tenuto sabato 28.03.2009 il convegno dal titolo : " IL VIRGOLO : UNA VISIONE UN'IDEA UNA META" Un progetto per il futuro che viene dal passato.

Il convegno ha voluto essere un momento di informazione, di confronto e di iniziativa. Non voleva essere un momento contro, ma un momento di proposizione e di discussione. Ha inaugurato le relazioni il dr. Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la Decrescita felice e dell' Associazione contro il consumo del territorio. Pallante ha ribadito quello che già aveva dichiarato tempo fa in un colloquio sul tema del Virgolo: " Purtroppo la potenza tecnologica raggiunta e la necessità di continuare a crescere economicamente non possono che proporre progetti sempre più devastanti. E' uno stillicidio che travolge tutta l'Italia. Non ci si può più limitare a difendersi caso per caso. Qualche volta riesce e qualche volta no. Ma appena se ne scampa una ne arriva un'altra. Occorre difendersi di volta in volta, come state facendo, ma occorre contemporaneamente costruire una prospettiva diversa per l'economia e la vita delle persone. Ormai sono mature le condizioni per far emergere la decrescita come programma politico (è quello che stiamo facendo come Movimento per La decrescita Felice) e come pluralità di soggetti politici locali finalizzati a inserirsi nei livelli istituzionali (è quanto invitiamo a fare a tutti i gruppi contro qualche grande opera). Vi auguro forza e capacità di creare il consenso necessario a bloccare quel progetto devastante".
Pallante ha inoltre sottolineato come nell'attuale crisi economica le uniche vie d'uscita proposte siano l'edilizia e l'automobile. Entrambe le strade puntano su economie in crisi e su processi estremamente energivori. Inoltre non sempre grandi progetti portano automaticamente a tanti posti di lavoro. Al di là dell'impatto ambientale, spesso questi mega progetti non sono vantaggiosi nè economicamente nè dal punto di vista dei posti di lavoro rispetto a piccoli progetti, magari di ristrutturazione con massima attenzione all'impatto energetico. Preservare un luogo tranquillo, vicino alla città, raggiungibile senza auto rappresenta di per sé un grosso investimento. Pallante ha sottolineato che la decrescita rappresenta un modo di prevenire o di affrontare meglio l'attuale crisi economica, una filosofia nella quale sostituire il concetto di merce ( =PIL) , cioè di qualcosa che vale perché ha un prezzo di mercato, con il concetto di bene, qualcosa che vale perché è utile , perchè è necessaria. Il Virgolo rappresenta un mondo naturale da preservare, in una società dove sempre più al verde, al bosco, alla diversità si sostituiscono cemento e monocolture (un es . i vignetti al posto dei boschi come ad Appiano e a San Maurizio) con grandi conseguenze sugli equilibri del territorio. Osvaldo Negra del WWF Italia ci ha raccontato come proprio la biodiversità sia un patrimonio da salvaguardare; non senza dimenticare il ruolo di riduzione della CO2 che una zona boschiva esercita. Molte diapositive con decine di animali appartenenti alle più diverse specie, ci hanno testimoniato come il Virgolo sia stato tutt'altro che abbandonato in questi anni, che anzi la vita animale e delle piante ha usufruito di questo stato di "quiete" da antropizzazione, per trovare nuovi e importanti equilibri. Alla fine della relazione di Negra era chiaro in sala che insediamenti invasivi avrebbero ripercussioni gravi su questo habitat, con la scomparsa o la fuga di numerose specie animali, che moltii si auguravano di non doverli un giorno rivedere solo in forma di "statuette di coccio".
L'intervento del prof. Ortner, dell'Heimatpflegeverband, ha suscitato una grande ammirazione per la chiarezza della posizione e per la lucidità delle analisi del territorio sudtirolese. Ortner ha iniziato la sua relazione affermando che la linea della federazione dei protezionisti altoatesini è quella di difendere la natura del promontorio porfirico che costituiisce la collina del Virgolo. Un promontorio che andrebbero difeso ulteriormente con interventi radicali sull'A22 e sul traffico cittadino Il professore ha poi fatto una disamina di tutte le pendici intorno a Bolzano da San Maurizio, dove con la nuova cantina vinicola aumenterà la cementificazione, a San Genesio con l' enorme sbancamento della edificazione di Gostner, le i progetti sul S.Osvaldo fino ad arrivare di nuovo al Virgolo.
Nella sua relazione il prof. Ortner ha fortemente criticato l'ipotesi, che è ormai una consuetudine diffusa, di bucare e traforare le montagne: "Un modo di strappare l'anima alla montagna" così come è stato fatto a Casltelfeder ( ndr.: e come si vorrebbe fare in tutta la val di Isarco, per la costruzione del BBT!). Ortner ha concluso incoraggiato i cittadini ad appoggiare la battaglia del Comitato per il Virgolo. Di seguito la promotrice dell'iniziativa civica " Il nostro Virgolo" Verena Segato con L'arch Karl Angerer hanno illustrato i punti salienti del progetto "IL VIRGOLO : UNA VISIONE UN'IDEA UNA META", mentre il consulente energetico O. Dibiasi ha spiegato il concetto generale di recupero passivo di un edifico e ha avvalorato l'idea di un possibile recupero di almeno una delle due strutture esistenti, l'ex Hotel Bellavista, in modo da mantenere un edificio storico e con valore artistico e ristrutturarlao con caratteristiche di risparmio energetico.
A questo punto ha voluto intervenire il dr. Benedikter, vice presidente del Consiglio Comunale di Bolzano, che ha precisato l'attuale posizione "ufficiale" del Comune di Bolzano.
Infine l' ing. Michele Lettieri ha raccontato come è andata la vicenda dei prati del Talvera, una zona ormai irrinunciabile per i Bolzanini, ma che si è realizzata grazie anche alle battaglie di cittadini come lui e ad un duro confronto con le amministrazioni. Un intervento finale che ha rappresentato una speranza per il Virgolo e che ha ottenuto un caloroso applauso della platea.
Siamo convinti che per realizzare dei progetti condivisi e utili per una città, ci vogliano da una parte cittadini impegnati in prima persona, dall'altra un amministrazione pubblica fantasiosa ,coraggiosa e soprattutto serena. Molti problemi dopo il convegno sono aperti, ci auguriamo comunque di avere iniziato a tracciare una strada ( non di cemento !) di discussione trasparente e di decisione partecipata . Nel pomeriggio abbiamo effettuato una piacevole gita, anche se bagnata, conll'esperto del WWF Roberto Maistri.
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Giovedì 26 Marzo 2009 20:57 |
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Sabato 28 marzo, dalle 20:30 alle 21:30, sarà l'Ora della Terra. 60 minuti al buio per accendere un messaggio di speranza che risuonerà in ogni angolo del Pianeta. Spegni la luce per un'ora, tu puoi fare la differenza. La provincia e la municipalità di Bolzano non hanno aderito alla Giornata della terra. Ambiente e Salute chiede urgentemente al Presidente della Provincia Durnwalder di spegnere le luci che illuminano i palazzi provinciali, al Sindaco di Bolzano Spagnolli di spegnere l' illuminazione di un palazzo comunale, al Vescovo Golser di spegnere le luci che illuminano le chiese e ai sindaci della provincia di dare un segno di rispetto per qs nostra Terra sofferente spegnendo anche loro un' illuminazione pubblica. All' immagine satellitare che testimonierà questo impegno mondiale avrà così contribuito anche la nostra Provincia che purtroppo si iscrive tra le più energivore d' Italia. Diamo un segno di cambiamento e di moderazione. Grazie
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Martedì 24 Marzo 2009 21:49 |
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Idee per un Virgolo senza cemento |
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Venerdì 13 Marzo 2009 22:01 |
Il Virgolo rappresenta un patrimonio importante per i cittadini di Bolzano. E i cittadini stessi debbono essere chiamati a decidere cosa ne vogliono fare. Il Virgolo è stato per un lungo periodo, fino all'era dell'automobile, un luogo amato e frequentato dai Bolzanini, nella ricerca di tranquillità, svago e anche spiritualità.
L'era dello sviluppo, dell'auto e del consumo ha fatto dimenticare ai nostri amministratori questa zona. Non certo ai cittadini che comunque hanno continuato a frequentarla. Grazie a questo fatto la natura e i suoi abitanti ne hanno approfittato per crearsi una nicchia naturalistica dove oggi vivono diverse specie, alcune molto rare e riconosciute come protette.
Ora, in piena crisi di sviluppo, con i problemi di inquinamento e di costi dovuti all'uso dell'auto, un luogo vicino alla città, facilmente accessibile, senza motori e ancora poco cementificato, rappresenta una grossa risorsa per la popolazione di Bolzano.
Coniugare lo stato attuale di oasi faunistica, tranquilla e silenziosa, con un rilancio per un suo discreto utilizzo da parte dei cittadini è stato lo spirito del nostro lavoro.
Lavoro che è nato innanzitutto da una ricerca e da una consultazione dei cittadini, nel corso delle nostre iniziative.
Basandoci sui desideri maggiormente espressi abbiamo elaborato, insieme ad alcuni professionisti, un progetto o meglio una proposta di piano per il Virgolo Idee per il Virgolo (9.88 MB).
Questa proposta l'abbiamo portata a diverse associazioni e organizzazioni e molte di queste si sono dette d'accordo con le nostre idee e le hanno sottoscritte.
Abbiamo contattato anche gli attuali proprietari dei terreni, che si sono detti interessati.
Dopo aver consegnato al Sindaco di Bolzano le 2000 firme e la raccolta di idee, ci recheremo anche dal Presidente della Giunta provinciale Durnwalder.
Pensiamo che il nostro progetto abbia diritto all'attenzione da parte dell'amministrazione pubblica e meriti, al pari speriamo di diversi altri, una presentazione pubblica nella quale i cittadini stessi possano dare un giudizio e una valutazione ai fini di una decisione condivisa. Per avviarci in questo percorso sabato 28 marzo organiziamo un convegno dal titolo IL VIRGOLO: UNA VISIONE, UNA IDEA , UNA META. UN PROGETTO PER IL FUTURO CHE VIENE DAL PASSATO
Questo ci sembra un percorso decisionale democratico, partecipativo e trasparente.
Solo nel momento in cui la città avrà scelto quale strada percorrere, cosa fare sul Virgolo, solo allora si porrà il problema di acquisire risorse e di fare una valutazione di fattibilità. Crediamo comunque che le nostre proposte, anche dal punto di vista finanziario, oltrechè ambientale, abbiano un impatto veramente trascurabile.
Se è vero che molti terreni appartengono ai privati, che comunque possono essere coinvolti in diversi progetti, e anche vero che esistono dei vincoli paesaggistici e di tutela che rendono ancora essenziale la posizione del Comune per il futuro della collina.
Futuro della collina che comunque deve appartenere alla città di Bolzano e in questo senso chiediamo alla Provincia un atteggiamento diverso da quello tenuto in altre recenti occasioni ( ci riferiamo in particolare alle vicende dell' Hospital parking e della cantina di Gries, dove secondo noi i cittadini non sono stati assolutamente considerati, la città di Bolzano nemmeno ed è prevalsa unicamente una logica imprenditoriale, che almeno nel caso dell' H.Park è stata comunque fallimentare)
Proviamo per una volta, tenendo conto anche dei tempi nuovi, a utilizzare il territorio come una risorsa da salvaguardare per tutti i cittadini, non per una sola parte di essi.
C. Vedovelli
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Sabato 07 Marzo 2009 21:19 |
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Dopo l'accordo (o pre accordo ? o UFO?) siglato da Berlusconi con Sarkozy, si moltiplicano le iniziative e gli interventi contro una decisione che è perfino fastidioso commentare per la mole di controindicazioni e per l'assurdità energetico-economico-ambientale- salutare della scelta. Quello che però si aggiunge in questo caso e che fa paura, è la perdita completa dei percorsi di democrazia e di partecipazione dei cittadini. E non crediamo che la nostra "isola felice" il Sudtirolo, possa vivere con indifferenza questa scelta, delle cui conseguenze saremo comunque investiti.
Istituzioni, associazioni e cittadini sono invitati fin da subito a prendere chiara e decisa posizione verso questo ritorno al passato senza futuro e come primo passo dichiariamo l'Alto Adige zona denuclearizzata, in modo da respingere da subito qualsiasi coinvolgimento in questa operazione.
C.Vedovelli
GREENPEACE SABATO ATTIVITA' ANTI-NUCLEARE NELLE 4 CITTA' DEI VECCHI SITI
ROMA 6 marzo 2009- La mattina di sabato 7 marzo gruppi di volontari di Greenpeace saranno nelle cittadine dei 4 vecchi siti nucleari, Trino Vercellese, Caorso, Latina e Sessa Aurunca (centrale del Garigliano) e a Roma per spiegare "Cosa fare in caso di incidente nucleare". Il depliant, oltre a contenere le critiche di Greenpeace al nucleare, riporta le istruzioni date ai cittadini americani dalla FEMA, l'agenzia federale per la gestione delle emergenze.
A Roma, sabato mattina, dalle ore 9 alle 12 davanti Largo di torre Argentina alcuni attivisti porteranno finti bidoni di scorie radioattive e, indossando indumenti e maschere protettive, spiegheranno alla gente cosa fare in caso di incidente nucleare.
Nel depliant si leggono le azioni consigliate per ridurre i rischi in caso di emergenza nucleare. Si ricorda ad esempio di fare scorte, liberarsi degli abiti contaminati, aiutare vicini di casa in difficoltà (disabili, bambini, anziani) e, in caso di evacuazione, di allontanarsi quanto più possibile dalla sorgente delle radiazioni.
"Quest'ultimo punto va ricordato a chi dice che, siccome siamo già circondati da centrali nucleari e importiamo energia, tanto vale costruirle in Italia. Questa è una affermazione falsa e tendenziosa perchè i rischi sono tanto maggiori quanto vicina è la sorgente, principio fondamentale della radioprotezione" spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace.
Link:
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Giovedì 05 Marzo 2009 20:32 |
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Le emissioni nel ciclo di produzione
Tra le motivazioni esibite dal ministro Scajola per un ritorno italiano al nucleare, c’è la riduzione di emissioni di gas serra, soprattutto CO2 :“ce lo chiede l’Europa” dice. Il ministro però prende in considerazione le sole emissioni degli impianti in esercizio, infatti le centrali nucleari emettono quantità piuttosto contenute- anche se non proprio trascurabili -di gas serra. Per una valutazione seria delle emissioni complessive di un impianto termonucleare bisogna tener conto degli inquinanti emessi durante la costruzione delle centrali, la loro messe in funzione, il loro esercizio, la produzione e il trasporto del combustibile, lo stoccaggio del combustibile esaurito ed infine lo smantellamento dell’impianto a fine vita. Per la loro costruzione gli impianti nucleari abbisognano di grandi quantità di combustibile fossile, non solo per le esigenze di cantiere ma anche per il largo utilizzo di enormi quantità di acciai speciali, zirconio e cemento, materiali fortemente energivori nella loro preparazione.
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Il funerale del Comune, la fine degli insiemi e l'implosione dei Verdi |
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Giovedì 19 Febbraio 2009 20:13 |
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Il progetto.
Il trasferimento della cantina sociale da piazza Gries a Bolzano (al suo posto sorgerà un complesso residenziale) alla zona di maso Anreiter presso San Maurizio. Il progetto della nuova sede, firmato dagli architetti Sylvia Dell'Agnolo ed Egon Kelderer, prevede un volume di circa centomila metri cubi, ma di questi solo 6-7 mila saranno fuori terra. L'aspetto esteriore è quello di un «cubo» (con 15 metri di spigolo) che entra gradualmente nella collina, completamente circondato dai vigneti. La nuova sede servirà non solo per la produzione: previsti «show room» e spazi per i visitatori. ( Dal Corriere della Sera del 18.02.2009)
Abbiamo assistito al penoso ed inutile teatrino del Consiglio comunale di Bolzano, che si apprestava a dare "un parere" sulla decisione d'ufficio della Provincia di trasformare la zona agricola di via S. Maurizio in zona produttiva e di togliere la tutela degli insieme allla cantina di Piazza Gries, per poter costruire un blocco di alloggi. Misera recita, inutile in ogni caso, di personaggi che tentano in ogni modo di darsi una ragione, di dare un senso alla loro presenza, ma il risultato è penoso. L'assessora all'urbanistica che, con giri tortuosissimi di parole, giustifica legalmente e politicamente l'intervento della Provincia cercando alla fine, ma nessuno ci casca, di fare la voce grossa sostenendo che è il Comune a decidere le regole e se la Provincia non le rispetterà, sarà lei stessa a fare ricorso: tutti gli asini ci credono. Di seguito la solita sceneggiata, con un opposizione che fa il suo lavoro, facile del resto,di smantellamento della disperata difesa dell'assessora e i consiglieri della maggioranza che giustificano in qualche modo l'ennesimo atto di genuflessione nei confronti di Durnwalder. Il consigliere Margheri è addirittura entusiasta di questo metodo e prefigura l'intervento d' ufficio della Provincia come la soluzione di tutti i problemi della città : ciò significa libertà di trasformare tutto in zona edificabile e produttiva! Runger dei Verdi afferma che, piuttosto che dire di no, è meglio dire di sì con delle motivazioni e così, dopo avere minacciato, ma scherzava, è ritornata nei ranghi.
Così fra squilli di cellulari, gente che entra e che esce, ambientalisti presunti che seguono distrattamente la discussione, giocando con il telefonino, con l' aria sorniona di chi pensa fra se: "sciocchezze, una cantina vinicola, cosa sarà mai difronte ai miei 2500 parcheggi interrati", qualcuno che si legge la biografia del duce, qualcuno che si beve qualcosa dalla termos ( Lagrein? visto l'argomento), l'unico intervento di un certo spessore rimane quello del cons. Benedikter che sottolinea come tutele, insiemi, regolamenti siano saltati, uno dopo l'altro, di fronte agli interessi delle lobby dei costruttori e preannuncia il suo voto contrario. Non ce l'abbiamo più fatta, siamo andati via: Bolzano non conta niente. La Provincia può, quando vuole, modificare PUC, tutele, protezioni di qualsiasi ente, vincoli paesaggistici e perfino pericoli di disastri geologici. Il Comune di Bolzano non esiste, il consiglio può chiudere, il PUC ( 10 anni per farlo , esperti, soldi pubblici regalati) è un OCM ( Obiettivo Continuamente Modificabile). La tutela degli insieme è deceduta, ed è un contenitore vuoto dove mettere quello che si vuole: si possono abbattere vecchie cantine storiche, " modificare urbanisticamente la zona e mantenere l'insieme" ha affermato l'ass. Pasquali ! (o era il mago Giucas Casella?). Uno spettacolo da vietare ai più piccoli. Se non volete far perdere ogni senso civico, ogni velleità sociale, qualsiasi anelito di partecipazione, non portate i vostri figli in questo consiglio comunale! E il bello è che alla prossima campagna elettorale, tutti a parlare ( leggetevi i programmi elettorali) di Bolzano capitale, Bolzano autonoma dalla Provincia ecc. ecc. ; ma alla fine chi paga ( e quindi decide ) è sempre Durnwalder, come lo stesso non si dimentica mai di ricordare ai suoi partner comunali. Alla fine non resta che sperare nella volontà popolare, in un risveglio dell'impegno civile dei cittadini, anche perché è vero che questa vicenda, ma già ce n'erano state altre ( inceneritore in primis), rappresenta un modello di gestione delle decisioni e del territorio in Alto Adige: i Comuni ( Bolzano soprattutto) lavorano, fanno regolamenti e piani, la Provincia con l'appiglio (scusa) della sovracomunalità decide e provvede, senza tener conto dei diritti dei cittadini che queste decisioni dovrebbero subire, senza alcun coinvolgimento degli stessi.
Qui, alla vigilia dei pur importanti referendum per la democrazia diretta ( oltreché per l' aeroporto) ci sentiamo di dire che non di forme, non di diretta o meno, ma è proprio il concetto fondamentale di Democrazia ad essere messo in discussione. E allora chi deciderà sul Virgolo, sull'areale, su qualsiasi prossimo progetto che riguarda la città di Bolzano?
Claudio Vedovelli
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