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Lo scandalo SEL
Domenica 05 Febbraio 2012 15:59

Lo scandalo SEL è il primo serio scandalo di corruzione in società pubbliche. Finora hanno pagato solo gli amministratori lasciando i politici di riferimento col fiato sospeso ma sostanzialmente al loro posto. Il caso è complicatissimo e per dare un’informazione chiara e puntuale ho diviso la storia in 4 parti (si stanno aggiungendo ogni giorno delle novità).
Buona lettura
Argante Brancalion

 

SEL 1: Il conflitto d’interessi

(Dal sito www.sel.it) La sicurezza dell’approvvigionamento energetico, che è l’obiettivo primario della SEL per l’Alto Adige, necessita della creazione di una rete operativa e strategica. Per far sì che sul nostro territorio possa essere garantito un approvvigionamento energetico duraturo l’Alto Adige ha bisogno di collegarsi alle reti energetiche transfrontaliere a sud e a nord. Inoltre una fornitura sicura e sostenibile di energia rafforzerebbe il nostro territorio anche dal punto di vista economico. Le partnership facilitano lo scambio di know-how e la realizzazione di progetti energetici orientati al futuro.


È del 2006 l’approvazione del decreto legislativo in materia di grandi derivazioni a scopo idroelettrico con il quale il governo cede alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano le competenze in materia di Energia. Diventando così concessionaria delle derivazioni elettriche.
Ma è già  da un po’che la provincia pensa all’energia.
La SEL (Südtiroler Elektrizitätsaktiengesellschaft,) nasce infatti nel 1998 per dare corpo ad un’idea della giunta altoatesina con la quale si intendeva portare in mani provinciali l’energia prodotta in Alto Adige per poter giocare da protagonista la partita energetica specie nell’ambito delle rinnovabili come l’idroelettrica.
In questo momento la Provincia si trova ad un bivio. Gestire l’operazione come concessionaria e concedere le centrali agli enti territoriali (comuni) come hanno fatto i trentini oppure gestirla in proprio direttamente affrontando con l’arroganza e forti somme in denaro l’évidente conflitto d’interessi fra provincia concessionaria e provincia (SEL) gestore. L’assessore Laimer e il presidente Durnwalder decidono per quest’ultima opzione che ha evidenti vantaggi in termini di accumulazione di potere personale. Questa decisione è alla base di tutti gli attuali problemi che SEL e assessorato stanno affrontando.
Il conflitto di interessi è evidente con la costituzione della SEL nella quale l’ente pubblico partecipa al 93% e si presenta quale concorrente  nelle gare  indette dalla stessa Provincia  per l’assegnazione delle derivazioni idriche a scopi elettrici.
Fin da subito emerge una forte lottizzazione della nuova società: Il primo presidente della SEL è  lo stesso assessore Michl Laimer,  carica che deve subito lasciare per evidente ulteriore conflitto di interessi. Vengono  nominati un nuovo cda con presidente Klaus Stocker, capo del Bauernbund pusterese e presidente dell’associazione caccia sudtirolese (sia Laimer che il presidente della Giunta Provinciale  Luis Durnwalder sono appassionati cacciatori) ed il direttore generale Maximilian Rainer,  proveniente dai vertici dello staff dell’assessore Laimer nonché cognato del consigliere Elmar Pichler Rolle (ai tempi Obmann SVP). Quale presidente del consiglio dei sindaci infine viene designato Franz Pichler, commercialista pusterese ed intimo amico di Durnwalder.

 
Mercatino dell'usato
Domenica 05 Febbraio 2012 16:40
 
Serata sul futuro dell'energia
Domenica 11 Dicembre 2011 19:14
 
Gestione rifiuti: a Bolzano come a Laives mezze soluzioni per risolvere nulla e giustificare il business dell’incenerimento
Venerdì 18 Novembre 2011 09:24

BidoniA Laives negli anni passati sono stati fatti grossi investimenti in sistemi di raccolta rifiuti automatizzati (Isola, Gaia, Multipress...) le cui vere peculiarità non vengono però sfruttate (raccolta differenziata e tariffazione puntuale).

A Bolzano si stanno introducendo i bidoncini condominiali, questi serviranno solo ad innescare infinite liti condominiali con accuse, dispetti e sospetti reciproci. Con la responsabilizzazione di un intero condominio non è possibile incentivare i comportamenti virtuosi e penalizzare quelli scorretti…. quale sarà secondo voi l’argomento che monopolizzerà le assemblee condominiali? L’amministrazione comunale nel giro di qualche mese si vedrà costretta a fare retromarcia sulle sanzioni e tutto tornerà come prima con una complicazione in più, la movimentazione e il deposito dei bidoncini. Un fallimento preannunciato!

Una corretta gestione dei rifiuti dovrebbe semplicemente seguire le linee guida date dalla comunità europea, dovrebbe prima di tutto permettere una differenziazione di tutte le parti riutilizzabili o riciclabili (da noi una grossa frazione di plastiche e poliaccoppiati non è differenziabile!). In secondo luogo  dovrebbe occuparsi della frazione residua, incentivando economicamente la riduzione con una tariffa proporzionale alla quantità conferita. Semplice a dirsi direte, ma anche a farsi rispondiamo noi, basta guardarsi un po’ in giro prendendo esempio da chi lo fa già da anni, senza inventare nulla.

Il sospetto è quello che si voglia a tutti i costi disincentivare una gestione dei rifiuti virtuosa per non rischiare di lasciare il nuovo inceneritore a “corto” di combustibile, con l'inevitabile conseguenza di un innalzamento delle tariffe per compensare i costi di gestione della raccolta e i costi del nuovo inceneritore.

Alessandro Cosi - Ambiente e Salute

 
Clima & Energia
Venerdì 18 Novembre 2011 09:31
CIRCOLO BOLZANO  UMWELTBUND  BOZEN

 

CAPIRE IL FUTURO PER CAMBIARE IL PASSATO

 

19 novembre 2011

dalle 17:30 alle 19:30

il Liceo scientifico E. Torricelli,

Via Rovigostraße 42, Bolzano



17.30:  Apertura della Conferenza.  Prof.ssa Vanda Bonardo, insegnante di
Matematica e Scienze, ex Presidente di Legambiente Piemonte, esperta di
problematiche legate alle questioni alpine. Presentazione del documento di
Legambiente per il congresso nazionale e attività connesse.

17.50: Prof. Antonio Zecca (Università di Trento) Docente di Fisica del Clima,
esperto di Energia, è impegnato nella ricerca di Energie per il futuro, sulla base
dell’affidabilità scientifica nel campo della Climatologia e della Fisica – “Capire il
futuro per cambiare il presente.”

18.40: Prof. Matteo Cattadori (Museo di Scienze Naturali di Trento) Il primo
insegnante di Scienze che è andato in Antartide , ideatore della comunicazione fra
scienziati e mondo della scuola (anche media) ha recentemente organizzato un
Science Camp sull’Ortles per permettere ai ragazzi di avvicinarsi al mondo della
ricerca scientifica “Nuovi percorsi didattici e di collaborazione nel campo delle
Scienze Polari”.

19.00 – 19.30: Discussione

Con la partecipazione di Claudio Campedelli (Ambiente e Salute)

La partecipazione é libera; eventuali offerte saranno utilizzate per le attività che 
realizzeremo grazie ad entusiasmo e prestazioni volontarie di soci e simpatizzanti.

CONTATTI:      Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo        Tel.cell. 3484998582
 
Cittadini: incenerire è bello e pulito
Lunedì 24 Ottobre 2011 13:16
Ci siamo di nuovo.
Una volta deciso di costruire l’inceneritore bisogna accompagnarlo da operazioni di marketing.
Cittadini di Bolzano: incenerire è bello, moderno, fa bene all’ambiente, vi riscalda, vi raffredda, e da quanto risulterà dal convegno di oggi 24 ottobre 2011 non fa male alla vostra salute, anzi.
Ah, dimenticavo, l’inceneritore vi farà diventare ricchi.

Purtroppo, come al solito, non vengono affrontate le questioni critiche dell’inceneritore o meglio della gestione (s)corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano. Si preferisce passare subito a come limitare i danni nella logica di scegliere tra il peggio e il meno peggio.
Le questioni critiche sono state illustrate spesso ma i nostri amministratori non hanno trovato mai il tempo di affrontarle o prenderle sul serio.

Utilità
Che incenerire i rifiuti sia il modo scorretto per gestione dei rifiuti, è comprensibile dalla normativa europea:
L’articolo 4 della Direttiva del Parlamento Europeo del 19 novembre 2008 prescrive:
“Gerarchia dei rifiuti
1. La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
a) prevenzione;
b) preparazione per il riutilizzo;
c) riciclaggio;
d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e
e) smaltimento.”

Contrariamente alla normativa europea il piano dei rifiuti della Provincia di Bolzano prevede la crescita della quantità dei rifiuti (come se questo dovesse corrispondere ad una legge naturale), l’impossibilità di differenziare la plastica in quanto si parte dal presupposto che essa non è riciclabile (negando l’esistenza di tecnologie di riciclaggio per la plastica) e con la decisione di costruire l’inceneritore di limitare indirettamente la differenziazione.
Si ricorda inoltre che l’inceneritore, al quale i rifiuti saranno conferiti “tal quale” come raccolti, produrrà in ogni caso un minimo di 30% di rifiuti speciali (scorie e filtri) che devono in ogni modo essere smaltiti in discariche speciali.
Non sarebbe economicamente ed ecologicamente -oltre che corrispondente alla normativa-, più sensato aumentare la differenziazione per poi riciclare i materiali? In questo modo si ridurrebbe il residuo al di sotto di quel 30% che l’inceneritore produrrebbe senza produrre ulteriore CO2 e altre sostanze potenzialmente nocive.

Costi
Costo stimato: 70.000.000 d’Euro.
Costo a lavori non ancora ultimati 2011: ca. 130.000.000 d’Euro.
Aumento del ca. 100%!
La costruzione dell’inceneritore è stata finanziata con un mutuo che verrà molto probabilmente ripagato (con interessi) dal gestore pubblico dell’impianto. La garanzia però è data dai cittadini, se non dovessero esserci i ricavi sperati, il che è molto probabile, noi cittadini dovremmo rispondere del debito.
Come al solito pagheremo le conseguenze attraverso le tariffe, imposte, riduzioni dei servizi o altri stratagemmi.
I mancati ricavi sono essenzialmente dovuti alla considerazione fuorviante che l’energia elettrica e termica prodotta dall’incenerimento della plastica contenuta nei rifiuti sia “assimilabile” alle energie rinnovabili. L’Italia, nel 2003, è stata condannata per quest’equiparazione e di conseguenza non sono possibili sovvenzioni per quest’energia in quanto la plastica prodotta dal petrolio non è energia rinnovabile. Anzi in un futuro sarà probabile che chi usufruisce di questa forma d’energia dovrà contribuire per i certificati verdi per l’energia elettrica e per i certificati bianchi per quella termica sovvenzionando coloro che producono energia rinnovabile sul serio.
Per evitare la riduzione di CO2 e proteggere i monopoli degli impianti di teleriscaldamento, il legislatore provinciale ha già messo le mani avanti escludendo le sovvenzioni per il termico solare (rinnovabile per eccellenza) nelle zone servite da teleriscaldamento quindi anche le zone servite dall’inceneritore di Bolzano!

Salute
Non bisogna essere illuminati per comprendere che senza inceneritore l’ambiente (in tutti i sensi) a Bolzano sarebbe migliore.
La salute non è un bene di scambio, le probabilità di rimanere sani in una città senza un inceneritore sono maggiori rispetto ad una con. Gli alimenti prodotti in una zona senza inceneritore sono più pregiati e sani.
Poco rassicuranti sono i controllori che si confondono con i controllati.

Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con il tempo!
Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso!
Chiediamo una gestione corretta dei rifiuti in provincia di Bolzano!

Ambiente Salute
 
Festa dell'orto
Giovedì 06 Ottobre 2011 06:15
 
Corridoio verde del Brennero: trucco per opera inutile
Giovedì 15 Settembre 2011 10:05
Se una “grande opera” ferroviaria proviamo a mascherarla dentro un corridoio verde forse non si vede che è solo un’opera grande, enormemente costosa, devastante per l’ambiente, incoerente con gli obiettivi dichiarati; forse possiamo sorvolare sul fatto che le risorse per realizzarla sarebbero praticamente solo nuovo debito pubblico; e forse smettiamo di dover discutere sui progetti, anzi li diamo per realizzati.

Questa la riserva mentale che sembrava aleggiare nella conferenza “Corridoi verdi nella Rete TEN” organizzata da Arge Alp 1 e Piattaforma Corridoio del Brennero 2 a Trento il 6-7 settembre 2011.

Il corridoio verde è un’idea non originale che associa allo sviluppo di infrastrutture stradali e ferroviarie la proposta di un modello di territorio a basso consumo energetico, basso inquinamento e basso consumo di superficie, in cui massima sarebbe l’attenzione alla qualità della vita delle popolazioni residenti. Perciò il corridoio verde costituirebbe il quadro di riferimento ottimale in cui agli assi di trasporto sono affiancati impieghi di tecnologie a minimo impatto ambientale, riduzione degli inquinamenti, misure di controllo del traffico, produzione e distribuzione di nuove fonti di energia e di idrogeno, logistica intermodale integrata efficiente, pratiche di “osmosi” con le aree attraversate, regole di gestione armonizzate a livello internazionale, informazione diffusa. Insomma, un quadro confortevole per infrastrutture destinate, così, a pesare poco. Non è difficile capire perché queste proposte riguardino solo alcuni corridoi di transito; si tratta di maldestre e non credibili ipotesi di compensazione.

Proprio le reticenze e le contraddizioni emerse nella conferenza mostrano quanto propagandistico sia questo approccio e
 
FOTOVOLTAICO: L’ITALIA SUPERA I 10 MILA MW DI POTENZA INSTALLATA
Giovedì 15 Settembre 2011 05:53

Finalmente una buona notizia:

Il GSE ha comunicato che in Italia il fotovoltaico ha superato una potenza installata di 10.000 MW (vedi comunicato stampa allegato).
Le italiane e gli italiani che hanno partecipato al referendum contro l´energia nucleare posso essere fieri del loro voto e hanno indicato al paese la giusta via da percorrere: quella dell´era solare.
C’è voluto lo sforzo congiunto di molte persone per organizzare il referendum e raccogliere le firme necessarie e infine, grazie alla lungimiranza delle cittadine e dei cittadini che hanno partecipato al referendum, siamo riusciti a fermare le sciagurate scelte di una minoranza del paese che con le sue scelte incompressibili ci avrebbe impedito questo ottimo risultato!
Questa storia a lieto fine ha dimostrato che cambiare -in meglio- è possibile e invitiamo tutti a partecipare alla gestione della societá rigettando quel atteggiamento negativo di allontanamento alla partecipazione popolare sulle decisioni.
Ambiente Salute

 

 
Il riciclabolario di SEAB e la plastica incenerita
Giovedì 01 Settembre 2011 20:43

Gentile rappresentante comunale, Gentile rappresentante provinciale,
grazie al suo disimpegno verso la raccolta differenziata in provincia di Bolzano non è possibile raccogliere e riciclare gran parte della plastica contenuta nei rifiuti.

Questa è la nostra risposta all'allegato dell'ultima bolletta per lo smaltimento dei rifiuti dove SEAB s.p.a. ci comunica, come clienti, che la plastica è si riciclabile ma non facile da differenziare. Innanzitutto vorremmo sapere perché sia difficile differenziare la plastica visto che milioni di cittadini europei lo stanno facendo da anni come previsto dalla direttiva europea.
Siamo solo noi cittadini e cittadine della provincia di Bolzano che non abbiamo la capacitá intellettuale di differenziare la plastica? Perché come cittadina/o europeo non mi è permesso di differenziare la plastica che puó essere riciclata?

La risposta sta molto probabilmente nel fatto che gli amministratori anni fa hanno deciso di costruire a Bolzano un inceneritore da 130.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (i rifiuti andrebbero inceneriti “tal quale” come conferiti nei cassonetti) che deve essere alimentato con un combustibile.
Ebbene la plastica nei rifiuti ha proprio questo compito: quello di permettere la combustione dei rifiuti. Levando la plastica l´inceneritore non puó funzionare (la parte biogena dei rifiuti non è sufficiente per la combustione).
Peccato peró che bruciando la plastica si formino una serie di composti chimici che, specialmente nelle giornate con inversione termica e/o poco ventilate, una volta respirati sono tossici.
Con i tanto decantati filtri ci vogliono far credere che l´inceneritore inquina meno di una macchina diesel.
Ma resta da chiedersi: se la direttiva europea prescrive il riciclo della plastica e la tecnologia lo permette,  perché non farlo?
Si sarebbe evitato di aprire un maxi mutuo da ca. 120 milioni di debito occulto che si va ad aggiungere al debito pubblico che ci creerà problemi per i prossimi decenni.
Si sarebbero creati piú posti di lavoro localmente rispetto a quelli per l´inceneritore.
Si sarebbe dato un contributo decisivo alla riduzione di CO2.
Si sarebbero potuti utilizzare i 120 milioni di Euro della costruzione del nuovo inceneritore per il risanamento energetico degli edifici.
Potremmo respirare aria piú pulita.
Avremmo degli alimenti piú sani senza la ricaduta delle sostanze tossiche dovute al incenerimento dei rifiuti.

Riciclare la plastica e gestire i rifiuti senza inceneritore è possibile e al passo con i tempi!
Incenerire i rifiuti è obsoleto, costoso e pericoloso!
Noi di Ambiente e  Salute chiediamo  che si applichi il principio europeo di chi inquina paga e invitiamo tutta la cittadinanza a pretendere con forza la possibilitá di differenziare e riciclare tutta la plastica!

 
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Tesi di Laurea

La gestione dei rifiuti

nella Provincia Autonoma di Bolzano:

il caso dell'inceneritore di Bolzano

Tesi di Laurea in Geografia

autore

Marco Masin

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