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Frutta a scuola: le sirene del biologico Stampa E-mail
Sabato 22 Maggio 2010 19:26

frutta nelle scuole

Recentemente la Provincia ha presentato il progetto “Frutta nelle scuole”. L’iniziativa, promossa dai Ministeri delle politiche agricole, della salute, dell’istruzione e dall’Unione europea, prevede somministrazioni nelle scuole di frutta e verdura a “produzione biologica integrata”.
Il programma comunitario è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata.
Si rimane sorpresi dal termine “produzione biologica integrata”, usato nel comunicare l’evento. La produzione biologica integrata non esiste.
La produzione di frutta e verdura può avvenire con il metodo biologico o con quello dell’agricoltura integrata. L’agricoltura biologica, regolata dalla Direttiva sul Biologico, prevede la rinuncia all’impiego di prodotti chimici di sintesi (insetticidi, fungicidi, acaricidi), la rinuncia all’impiego di diserbanti, la rinuncia all’impiego di fertilizzanti chimici (al loro posto vengono impiegati fertilizzanti organici). La cosiddetta agricoltura integrata è il metodo con cui viene prodotto oltre il 90 per cento delle mele altoatesine, poi commercializzate con il marchio della coccinella.
La produzione integrata prevede l’impiego di concimi chimici, nonché sostanze di sintesi per disinfestare e irrorare (fungicidi, acaricidi, insetticidi, topicidi). La maturazione della frutta viene forzata con ormoni vegetali che consentono di regolare la grandezza e la colorazione dei frutti. Nulla di più lontano, dunque, dai principi dell’agricoltura biologica.
Luigi Mariotti

WWF Bolzano

frutta nelle scuole 2

Ecco in quale modo vengono presentate le mele ai nostri bambini !!!

 

 

Commenti 

 
0 #1 Verena Segato 2010-06-08 12:45
Non so a voi, ma a me l'idea di mangiare mele tagliuzzate e confezionate non incentiva per nulla l'appetito. Per non parlare del fatto che la ditta che ha vinto l'appalto è - se non ricordo male - emiliana e che per legge devono essere confezionate in vaschette di plastica sigillate che - oltre al problema della montagna di rifiuti che ne deriva - mi lascia perplessa sulla salubrità della frutta in esso contenuta.
Ma di chi è stata tale brillante idea??
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