| Dei boschi che spariscono qualcuno se ne accorge? |
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| Martedì 23 Dicembre 2008 20:04 | |||
Antefatto: Luogo: maso Anreiter a S.Maurizio con poco più di 9 Ha (in origine!) di bosco oltre ai vigneti Proprietà: Diocesi di Bolzano e Bressanone sede di Bolzano Ha (ettari) 1,71 - cambio coltura da bosco a verde agricolo richiesto ed ottenuto con delibera del Comitato Forestale Provinciale n. 43 del 9.7.1998. Lasciata poi "dormiente" questa delibera è stata sfruttata solo nel 2004 con concessione edilizia n. 1/2004 si è infatti disboscato e poi lavorato il terreno per ottenere vigneti. Ha 1,69 - cambio coltura da bosco a zona per insediamenti produttivi (nuova cantina di Gries ) richiesto ed ottenuto con delibera del C.F.P. n.90 del 12.9.2008. Richiesta misura compensativa in denaro: 1,5 euro x m2 di bosco. Questa è una novità pericolosissima perchè le compensazioni sono solitamente chieste in altro territorio da rinaturalizzare e non tutti ne dispongono , mentre 15.000 euro per un ettaro di bosco è un buon affare. Ha 2,19 - cambio coltura da bosco a verde agricolo richiesto ed esposto all' albo pretorio del Comune, come previsto per 15 gg, sino al giorno di Natale 2008. Se nessuno avrà opposto ragioni come sarebbe possibile, potrà procedere l'iter con la sottoposizione al Comitato forestale Provinciale.
Lettera aperta al nuovo Vescovo di Bolzano – Bressanone
In un illuminato discorso, Monsignor Golser, Lei parlava di rispetto dell'ambiente e di salvaguardia del creato, come spesso fa anche il Papa. Con gli enormi possedimenti boschivi che, a vario titolo, ha la chiesa in Alto Adige ci chiediamo come possa concretamente, in virtù di ciò, far seguire alle parole i fatti. Pubblicata in bella vista all'albo pretorio del Comune di Bolzano, c’è una nuova richiesta di cambio di coltura da bosco in verde agricolo per 2,2 ettari, sempre alle porte di Bolzano e sempre sulle martoriate pendici della montagna verso Gries e sempre di proprieta della Curia Vescovile. I cambi di coltura da bosco ad altro si erano attestati in Alto Adige, in questi ultimi dieci anni, fra i 50 ed i 60 ettari annuali ma quest'anno si è fatto scandalosamente meglio. Non dubitiamo che venga accolta anche quest'ultima richiesta di cambio di destinazione d’uso, in virtù dell’ inattivismo e dell’ indifferenza di molti politici, ma come cittadini vogliamo fortemente lanciare a Lei un appello. Fermi lo scempio che si sta facendo del patrimonio boschivo in nome del cemento, del profitto, dell’ energia. Patrimonio della Curia ma patrimonio di tutti noi, patrimonio dell’ umanità.
Sarebbe il più bel regalo di Natale.
Teresa Fortini
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Commenti
La cosa può senz’altro convincere coloro che del verde si curano poco, cioè la maggior parte della popolazione, ma basta un minimo di interesse per il mondo della natura per capire che niente è più lontano dalla realtà.
Per molti motivi concreti e per niente ideologici.
Ne cito alcuni:
· Il bosco è un ecosistema in cui complesse connessioni fra mondo vegetale ed animale consentono ad entrambi di esistere e svilupparsi in grande varietà e la varietà biologica è la difesa più efficace che un ambiente naturale possa avere.
· Un vigneto, anche senza considerare un minimo quanto inevitabile trattamento con fertilizzanti ed erbicidi, è un ambiente poverissimo sia di specie animali che vegetali.
· Un bosco, dal punto di vista idrogeologico, garantisce la massima stabilizzazione dei terreni possibile, con milioni di radici che penetrano nel suolo a varie profondità ed un deflusso delle acque piovane lento e regolato.
· Un vigneto, come tutti i terreni agricoli, subisce delle lavorazioni ed anche una volta consolidato ha radici che non penetrano profondamente nel suolo.
Inoltre, molto spesso, per diminuirne la pendenza vengono eretti muri che sono un punto debole in caso di forti precipitazioni.
· Il bosco è un grande immagazzinatore di CO2 e produttore di ossigeno, quindi purifica l’aria a costo zero.
· Un vigneto svolge la stessa funzione in forma infinitamente minore e necessita di notevoli costi di gestione che gravano anche sull’ambiente ( utilizzo di macchine agricole, erbicidi, fertilizzanti…) .
· Il bosco è gravato da un concetto di proprietà affievolita, nel senso che è un bene la cui disponibilità da parte del proprietario è sottoposta a numerose norme. Di converso tutti possono camminare per chilometri nei boschi senza preoccuparsi se siano pubblici o privati.
· I vigneti sono recintati e sono spazi definitivamente tolti alla fruizione comune.
Se vogliamo sfruttare l’ambiente naturale, che è un bene del creato sì disponibile ma finito, limitato, oggi più che mai, lo facciamo a scapito del futuro delle prossime generazioni. Se vogliamo questo, dobbiamo essere almeno onesti con loro e spiegare le cose come stanno di modo che sappiano chi ringraziare.
E’ venuto il tempo di assumersi le proprie responsabilità.
Renzo Schmidt
esperto naturalista
è mia premura di rispondere alla sua e-mail, rivolta al nominato vescovo Dott. Karl Golser, che mi è stata passata. Sono l’economo della Diocesi e in questa veste sono la prima persona di riferimento riguardo al patrimonio immobiliare dell’istituzion e Diocesi.
Presumo che Lei sia informata circa la storia del maso Anreiter a S. Maurizio/Gries, Bolzano, che veniva acquistato nel 1633 dal Vescovo di Bressanone. Il Vescovo Joseph Gargitter dava il suo consenso all’esproprio di terreni (vigneti) di questo maso per la costruzione dell’attuale ospedale L. Böhler a S. Maurizio.
L’Amministrazio ne della Diocesi aveva e ha sempre sott’occhio la salvaguardia del creato, obiettivo richiamato anche dal compianto vescovo Wilhelm Egger che aveva eretto addirittura l’”Istituto per la giustizia, la pace e la salvaguardia del mondo”, di cui il nominato vescovo Dott. Karl Golser era ed è ancora il direttore.
L’impegno dell’amministra zio ne della Diocesi per l’ambiente e la salute si manifesta concretamente non soltanto nel “mantenere” la natura nello stato di fatto ma di “coltivare” la natura e l'ambiente che comprende anche le aree di agricoltura e viticoltura.
Sotto quest’aspetto il cambio di coltura di per se non disturba il sano equilibrio se si tiene conto che l’amministrazio ne della Diocesi non soltanto rispetta in pieno le norme vigenti (aree di compensazione) ma si preme in più di “curare” i boschi sia nel imboschimento (negli ultimi tre anni sono state piantate ca. 75.000 piante) sia nella pulitura e il diradamento.
Tutto questo viene fatto sempre sotto l’aspetto che il patrimonio non soltanto della Diocesi ma di tutto il mondo è patrimonio affidato che deve essere amministrato con rispetto, lungimiranza e responsabilità.
Convinto che Lei, sig.a Fortini, possa comprendere questa posizione rimango con distinti saluti
Michael Mitterhofer
Verwaltungsamt - Ufficio Amministrativo
Domplatz 2 Piazza Duomo
39100 Bozen Bolzano
Un buon ed ATTIVO 2009 a tutti
Silvia e Fabio
Legambiente Bolzano
Confido invece nella sensibilità ambientalistica , più volte dimostrata, del nuovo vescovo.
Tratto dall'Alto Adige del 27/12/2008 pag. 13
In attesa di un’eventuale risposta della Curia, arriva quella del presidente della Cantina di Gries Michael Bradlwarter: «Davvero non capisco questa ennesima protesta. Gli ambientalisti dovrebbero occuparsi di progetti che davvero danneggiano l’ambiente. In questo caso il verde resta, e viene anche migliorato. Invece di un pezzo di bosco improduttivo verrà realizzato un vigneto in cui abbiamo intenzione di piantare le colture tradizionali. Inizialmente avevamo pensato di realizzarlo direttamente sul tetto della nuova sede, ma questo non è possibile. Ora abbiamo questa nuova possibilità: il terreno resta di proprietà della Diocesi, ma lo lavoreremo noi. Sono convinto che diventerà qualcosa di bello».
Ciao, auguri a tutti noi
A.S.