Ammettere che mi sale un nodo in gola e mi si inumidiscono gli occhi non è moderno. Eppure è quello che provo a leggere che il comune di Bolzano ha autorizzato a sacrificare un tratto alberato dell' argine del nostro bel fiume Talvera, per costruire 100 garages interrati. Non c'è limite all' irresponsabilità umana.
Tagliare alberi di 40 anni sotto i quali i nostri vecchi sostano, i nostri bambini imparano ad andare in bici, i ragazzi si baciano, le famiglie passeggiano e cementificare l' argine per costruire garages è folle, illudere che poi ci ripianteranno sopra gli alberi è un imbroglio.
Abito lì vicino non posso star zitta. Molti cittadini timidamente protestano ma non sanno con chi prendersela. Con quei cento che vogliono diventare proprietari per 90 anni di un garage sotto casa? Con l' assessore Ladinser e il suo consigliere " verde" Moroder, quelli dei 2000 parcheggi interrati, della favola "per liberare le strade dalle macchine" ? Con le cooperative rosse e bianche?
In viale Venezia aggiungeranno traffico a traffico, perché l' accesso al garage sarà da un strada a senso unico già molto
trafficata con ben 3 scuole, un asilo nido, una scuola materna e un' elementare.
La federazione delle cooperative spinge sempre più per costruire, ogni angolo è buono, sopra e sotto terra. Il tutto con il beneplacito di un governo della città sempre molto sensibile agli interessi dei costruttori. Ma a guardare il Talvera in questi giorni si può veder bene quanto vicino al fiume affonderà il cemento dei garages.
Il fiume è un ecosistema delicato e l' acqua oltre a tutelarla va rispettata. Scavare negli argini è pericoloso e, come dice il grande esperto del Talvera, l' ingegner Lettieri, il padre dei Prati, la Talvera ( die Talfer) è femmina e le femmine sono pericolose.
M. Teresa Fortini
Desolazione sopra il parcheggio interrato di ponte Druso
5.5.10
Alto Adige MARTEDÌ, 04 MAGGIO 2010
Pagina 16 - Cronaca
Il cantiere occuperà un tratto del parco. Confcooperative: «Il verde verrà ripristinato»
Il garage fa chiudere la passeggiata
In Via Fiume gli alberi più vecchi del lungo Talvera saranno abbattuti
BOLZANO. Va avanti il progetto di garage interrato tra via Fiume e via Gorizia. Ma con il Comune è in corso un braccio di ferro sull’impatto che il cantiere avrà sulla passeggiata, il lungo Talvera S. Quirino. Le ruspe abbatteranno 15 piante di oltre 40 anni di età. Proteste nel quartiere. Quel garage è atteso da anni da un gruppo di residenti. La cooperativa Park Fiume, aderente a Confcooperative, ha raggiunto la copertura dell’80% dei 120-150 posti previsti. Requisito necessario per passare alla fase della progettazione definitiva. Sarà un parcheggio interamente riservato ai residenti, senza possibilità di sosta a ore. Il bando comunale è stato chiuso in agosto e la cooperativa Park Fiume è ufficialmente l’unico interlocutore del Comune. Sono previsti due piani interrati realizzati tra via Fiume e via Gorizia. Sugli accessi non c’è ancora la decisione definitiva: se i parcheggi arriveranno a 150, o magari di più, potrebbero essere necessari ingressi in entrambe le vie. Altrimenti potrebbe bastare un solo accesso. Accanto alle oltre 100 famiglie che risolveranno i loro problemi di parcheggio, si fanno sentire i residenti che invece seguono con preoccupazione il progetto. «Diverse persone sono venute in circoscrizione a protestare», conferma Giovanni Frezzato, presidente del consiglio di quartiere Gries-S. Quirino. Due i problemi: sicurezza e distruzione del verde. Andrea Grata, direttore di Confcooperative, spiega infatti che «siamo in fase di trattative con il Comune sulla progettazione. Sono arrivate prescrizioni sulla sicurezza e l’impatto dell’opera». Lo stesso Frezzato aggiunge: «Ci aspettiamo garanzie sulla sicurezza durante le piene del fiume». Su questo ha posto vincoli l’ufficio provinciale dei Bacini montani, che circa un mese fa ha concesso il nulla osta alla realizzazione. «E’ stato trovato un muro di argine interrato risalente al periodo fascista, in linea con la passeggiata. I Bacini montani hanno prescritto che l’opera non venga toccata, perché importante per la difesa dalle piene. Questo comporterà una modifica del progetto dell’architetto Degli Agostini». Il muro di confine del garage dovrà essere aderente al muro d’argine. Secondo problema, la parziale distruzione di quel tratto di passeggiata sul Talvera. Le ruspe scaveranno dalla scarpata che dà su via Fiume e via Gorizia e metà della passeggiata, fino alla ciclabile. L’assessore Klaus Ladinser conferma l’attenzione con cui segue il progetto: «Saremo molto severi in questa fase di progettazione, perché le passeggiate dovranno essere ripristinate nello stato attuale». Quindici alberi andranno però sacrificati. Si tratta degli alberi sul lato delle case. Prevalentemente aceri di 40 anni di età, le loro dimensioni non ne permetteranno il trasferimento durante il cantiere. Un pezzo di città destinato a scomparire. Il Comune ha quindi imposto alla coop di piantare, a lavori finiti, gli alberi con le dimensioni maggiori possibili. «Dovremo garantire un metro e mezzo di terreno sopra la soletta», aggiunge Alberto Bocchio di Confcooperative. Verrà invece tentato il salvataggio delle piante più piccole, che dividono la parte pedonale dalla ciclabile: durante i lavori verranno spostate, per poi essere riposizionate. A quando l’avvio? Grata: «Entro l’autunno, non è più possibile aspettare». (fr.g.)
Protesta al futuro urbanistico della città di cemento
Martedì 04 Maggio 2010 22:08
Folgt in deutscher Sprache Bz, 03.05.2010
Gentili giornalisti,
vi informiamo che - in concomitanza del dibattito sul futuro urbanistico della città che si svolgerà oggi pomeriggio dalle ore 17.00 in poi presso Castel Mareccio - una rappresentanza dei vari movimenti bolzanini che si battono per la tutela dell'ambiente organizza una manifestazione con la quale vuole esprimere la volontà - finora inascoltata - della cittadinanza a partecipare democraticamente alle decisioni sul futuro della propria città ed in particolare del Virgolo.
Gentili saluti
Verena Segato "Unser Virgl - Il nostro Virgolo"
In rappresentanza delle associazioni che parteciperanno alla manifestazione ( Unser Virgl, ambiente e salute, WWF e Italia Nostra)
Werte Journalisten,
wir informieren Sie dass - im Zusammenhang mit der Diskussion über die Urbanistik der Stadt Bozen welche heute Nachmittag um 17 Uhr in Schloss Maretsch stattfinden wird - einige Vertreter der Vereine, welche sich für die Umwelt einsetzen, eine Protestaktion organisiert haben. Diese soll ausdrücken, dass die Bürger Bozens in den Entscheidungen, welche ihre Stadt und v.a. den Virgl betreffen, mitsprechen wollen.
Mit freundlichen Grüßen
Verena Segato "Unser Virgl - Il nostro Virgolo"
In Vertretung aller Vereine welche die Protestaktion unterstützen ( Unser Virgl, Ambiente e Salute, WWF e Italia Nostra)
BOLZANO. Questo pomeriggio dalle 17 alle 19 a Castel Mareccio si svolgerà un dibattito sul futuro della città. In continuità con le idee di Silvano Bassetti e della sua "Fabbrica del Piano", l'assessore comunale all'urbanistica Maria Chiara Pasquali invita a confrontarsi sui temi e sulle proposte avnzate dal masterplan di Bolzano. «Obiettivo di questi incontri - spiega Pasquali - è quello di avviare il percorso verso la sottoscrizione di protocolli d'intesa con il Comune, finalizzati alla definizione di piani guida di riqualificazione urbana delle aree previste in trasformazione e nello stesso tempo di implementare la perequazione urbanistica come strumento di contrattazione tra pubblico e privato per la creazione di servizi e qualità urbana». Al dibattito di oggi parteciperanno il progettista e responsabile scientifico del Piano di governo del territorio di Milano Andrea Boschetti (Metrogramma) e Francesco Sbetti, il coordinatore generale del masterplan della città di Bolzano. Tra i temi al centro del dibattito ci saranno il futuro del Virgolo, il piano di recupero della zona artigianale di viale Druso e dell'areale ferroviario, l'attuazione delle scelte relative alla mobilità e la messa a sistema degli spazi verdi».
Come era stato annunciato dalla lettera di Padre Alex Zanottelli, parte la raccolta di firme a livello nazionale per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
I motivi che si possono elencare contro il provvedimento che impone la privatizzazione dell'acqua sono numerosi e tutti validi, ma basterebbe soltanto verificare come questa privatizzazione è stata gestita lì dove è stata già applicata da alcuni anni.
Non dobbiamo illuderci, come potete leggere di seguito nella nostra provincia, soprattutto nei comuni più grandi, il rischio che si debba applicare entro il 2011 la legge nazionale che prevede la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali è molto concreto. Quindi privatizzazione dell'acqua , ma non solo, anche della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani, ecc.
Sulla scorta dell'azione nazionale anche nella Provincia di Bolzano si è costituito un Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano, che aprirà la raccolta firme il giorno 24 aprile dalle 9 alle 13 in piazza Municipio a Bolzano. Seguiranno numerosi altri banchetti e punti di raccolta per le firme in tutta la provincia.
Non possiamo nasconderci che la soglia di quorum per il referendum a livello nazionale è decisamente alta, il 50%. Ma questo non ci scoraggia e sicuramente non invalida quelle che sono le motivazioni contrarie alla privatizzazione dell'acqua.
Ambiente e Salute sostiene questa iniziativa referendaria e invita tutti a firmare per il referendum. Vi terremo informati su dove e quando sarà possibile depositare la propria firma.
Molto volentieri intanto pubblichiamo l'appello lanciato dal Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano.
Paola Dispoto
Appello alle associazioni, ai cittadini e cittadine (folgt in deutscher Sprache)
Si sta costituendo il Comitato referendario Acqua bene Comune - Provincia di Bolzano. Come nelle altre Regioni italiane il comitato avrà il compito di informare i cittadini sul concreto rischio di privatizzazione della gestione dell'acqua potabile, causato dall'ultimo decreto legislativo del Governo (l'art. 23 bis L. 133/08 così come modificato dall'art. 15 L. 166/09, detto decreto Ronchi), che è stato approvato arrogantemente con la fiducia sottraendosi a qualsiasi discussione parlamentare. Purtroppo il Governo ha voluto intrecciare la normativa sulla gestione dei servizi pubblici essenziali (energia, acqua, nettezza urbana, ecc.) con il rispetto delle leggi Europee alla libera concorrenza. Tale forzatura politica mette a rischio anche la nostra Autonomia Provinciale, che si era dotata di una buona legge sulla gestione dei servizi pubblici essenziali. Anche se necessarie, a poco serviranno le integrazioni agli statuti comunali che ridefiniscono l'acqua come bene non a rilevanza economica (come fatto a Merano). Inoltre, quasi tutte le forze politiche in Alto Adige hanno affermato di essere contrarie alla imposizione forzata di privatizzare il servizio di gestione dell'acqua potabile, ma questo non garantisce il diritto all'acqua pubblica dei cittadini italiani e sudtirolesi. La nuova normativa obbliga le aziende pubbliche che gestiscono l'acqua potabile in Sudtirolo entro il 31 dicembre 2011 alla vendita forzata del 40% del capitale. Non possiamo concedere agli interessi privati di pochi nemmeno uno spiraglio legislativo, che ci possa privare del diritto all'acqua pubblica. Per questo il Forum Italiano dei Movimento per l'acqua (www.acquabenecomune.org) ha promosso la campagna referendaria con tre quesiti abrogativi. Tre mesi di raccolta firme con inizio il 24 aprile 2010. Obbiettivo minimo: 500.000 firme.
Anche noi in Alto Adige dobbiamo fare la nostra parte!
Vi chiediamo: * Aderire ufficialmente come ente/associazione/sindacato/partito alla campagna referendaria * Motivare i propri iscritti a contribuire nelle azioni di raccolta firme * Se tra i propri iscritti ci sono pubblici ufficiali invitarli a presenziare i tavoli * Inviare ai propri iscritti l'invito di andare a firmare nel proprio comune di appartenenza * Di informarci sulle vostre iniziative e feste in cui prevedere la raccolta firme * Attenzione alle feste del 25 aprile e del 1° maggio!
Vi offriamo * Invio e ritiro dei moduli referendari a tutti i comuni del Sudtirolo * Moduli di raccolta firme ufficiali della campagna referendaria nazionale nella sede del Dachverband (Piazza del Grano 10, Bolzano). * Materiale informativo bilingue per i banchetti (almeno in formato elettronico). * Coordinamento pubblici ufficiali (Dachverband area Bolzano)
Prossimi appuntamenti:
Sabato 24 aprile alle ore 9-13 in piazza Municipio a Bolzano, primo banchetto referendario con mobilitazione popolare e conferenza stampa. È in definizione un incontro con l'Assessore Laimer per ottenere una adesione da parte del Consiglio Provinciale alla campagna referendaria.
Appell an alle Vereine und BürgerInnen
Es bildet sich gerade das Referendumskomitee Wasser öffentliches Gut - Provinz Bozen Auch in Südtirol hat dieses Komitee die Aufgabe die BürgerInnen über die gefährlichen und arroganten Liberalisierungsmaßnahmen der Trinkwasserversorgung (l'art. 23 bis L. 133/08 modificato dall'art. 15 L. 166/09 - sog. decreto Ronchi) der Regierung zu informieren, die mit völliger Unterbindung einer parlamentarischen Diskussion nach Vertrauensfrage durchgeboxt wurden. Leider hat die italienische Regierung die Gesetzgebung bezüglich der essentiellen Dienstleistungen der Daseinsvorsoge (Wasser, Energie, Müllversorgung, usw.) mit den Ausführungsbestimmungen der EU-Verpflichtung bei marktrelevanten öffentlichen Dienstleistungen verbunden. Diese politische Forcierung bringt unsere Autonomie in Gefahr, auch wenn die Landesregierung ein sehr gutes Gesetz zur Regelung der Daseinsvorsorge anwendet. Die Integration und Veränderung der Gemeindestatuten, die versuchen Wasser als nicht marktrelevantes Gut auszuklammern (Gemeinde Meran), sind zwar notwendig, aber reichen nicht aus die Liberalisierungsmaßnahmen zu stoppen. Fast alle Parteien haben sich negativ zur Liberalisierung der Wasserversorgung ausgesprochen, aber dies schützt die BürgerInnen nicht davor, dass sog. In house Betriebe vollständig öffentlichen Gesellschaften die von den Gemeinden bestimmt werden, bis zum Datum 31 Dezember 2011 aufgehoben oder 40 % der Kapitalaktien verkauft werden müssen. Wir können es uns nicht leisten, dass private Interessen einiger Wenigen uns um das Recht auf Wasser berauben. Deshalb hat das Forum Italiano dei Movimento per l'acqua (www.acquabenecomune.org) drei abrogative Referendumsfragen einberufen. Die Unterschriftenaktion zur Unterstützung der Referenden beginnt am 24 April 2010. Mindestziel: 500.000 Unterschriften in ganz Italien. Auch wir Südtrioler müssen unseren Beitrag geben! Wir brauchen von Euch: * Offizielle Adhäsion Eurer Vereinigung/Partei/Gewerkschaft zurVerwirklichung der Referenden * Eure Mitglieder zu motivieren bei der Unterschriftensammlungmitzuarbeiten * Falls zu Eurer Organisation Amtspersonen zählen, diese auffordernbei den "Standln" mitzuhelfen. * Eure Mittglieder schriftlich aufzufordern bei der eigenen Gemeindedie Referenden zu unterschreiben. * Uns über Eure Initiativen und Feste zu informieren (25ter April und1ter Mai!)
Was bieten wir Euch: * Versand der Bogen zur Unterschriftensammlung an alle südtirolerGemeinden * Zweisprachiges Infomaterial und Bogen zur Unterschriftensammlung imSitz des Dachverbands. * Koordination der Amtspersonen (Dachverband Raum Bozen)Nächsten Schritte:
Samstag 24ter April von 9-13 Uhr am Rathausplatz in Bozen - Kundgebung mit Pressekonferenz und erstes Standl zur Unterschriftensammlung.
Wir versuchen gerade ein Treffen mit Assessor Laimer zu erhalten, um eine offizielle Unterstützung der Referenden seitens der Landesregierung zu erhalten.
Assemblea affollatissima presso la sala Fronza della circoscrizione Europa - Novacella a Bolzano. Si parla di uno degli ultimi parchi privati con grandi alberi, i platani di via Novacella, scampato per ora alla furia delle seghe e delle ruspe che negli ultimi anni stanno consumando il territorio in città.
Davanti all' architetto Chiara Pasquali, assessora all' urbanistica, i cittadini esprimono la preoccupazione per il destino di un fazzoletto di terra con annessa villa, di proprietà dell' aeronautica, ed abitata da un colonnello in pensione, che vorrebbero parco pubblico per i molti anziani e bambini che abitano in quel rione lontano dal verde.
La proprietà passerà a breve alla provincia, con una non ben chiara permuta in denaro o con una cessione gratuita, come sostengono alcuni cittadini e che l' assessora non chiarisce. Forse perché il passaggio di proprietà gratuito sarà in cambio dello smaltimento del materiale pericoloso che ancora ricopre, incapsulato dal cemento, il tetto d'amianto? Certo è che agli occhi della speculazione edilizia, mascherata da un ormai non più credibile " bisogno del ceto medio di alloggi in affitto" che i cittadini contestano calorosamente, quel terreno è appetibile per molti.
L'assessora assicura che c'è la volontà di conservare il parco ma sempre ribadisce l'abituale impotenza del Comune davanti alla Provincia e alle sue decisioni. Smentisce pure che alla data del 24 maggio, termine del'Ipes per la designazione da parte del Comune delle aree per l' edilizia agevolata, verrà indicata anche quella particella. Su quell' area vige un vincolo comunale degli insiemi e la richiesta di tutto il quartiere che il biotopo cittadino, dove nidificano perfino i picchi e vivono ricci e corvi reali, resti, con i suoi grandi alberi, a donare ossigeno e ombra ai suoi abitanti.
Si avvicinano le elezioni e nessuno si metterà di traverso, le decisioni saranno prese dopo(?) o in silenzio, ma i timori del solito raid d'agosto delle motoseghe, che così bene i bolzanini conoscono, aleggia tra il pubblico. Il presidente della circoscrizione raccoglierà le firme degli abitanti, il Vke propone concretamente la realizzazione del parco di quartiere, gli amministratori dei condomini circostanti si fanno portavoce delle centinaia di famiglie e pure una signora anziana rappresenta altri come lei in età "da panchina".
Quel parco è grande per dare ossigeno e ombra e rifugio a tanti esseri viventi ma è piccolo per poter accontentare la speculazione edilizia e l' esigenza di verde pubblico. E' legittimo pensare, visto anche il precedente del Virgolo, che l' inferiorità del Comune davanti alla Provincia, possa cedere alla logica di tagliare tutto e costruire garage e alloggi in cambio di un po' di verde pubblico con qualche panchina assolata tra alberelli bonsai.
Il ripetitivo ribadire dell' assessora della necessità di costruire alloggi in una città senza più terreni edificabili, nonostante le imminenti cessioni di aree militari molto grandi come le caserme in via di dismissione, fa temere che la fame di cemento e di affari per costruttori, immobiliaristi e cooperative varie, sia ancora forte e temibile.
Diffidare e vigilare. Finchè la villetta nel parco dell' aereonautica sarà abitata, il pericolo sarà lontano ma il tempo però stringe. Lunga vita al colonnello!
Sabato 20 marzo 2010 È stata organizzata a Roma la manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa dal comitato promotore del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (www.acquabenecomune.org). La partenza era prevista per le ore 14.00 da piazza della Repubblica, l'arrivo alle ore 18.00 in piazza Navona. Entrambe le piazze sono ornate da fontane. Un gruppo composto da persone di Bolzano e Trento ha partecipato alla manifestazione. La partenza era prevista alle 06.00, costo ca. 25,00 euro. Casualmente la partenza da Trento coincideva nell'ora e nel luogo con quella per la manifestazione del PDL con la differenza che il viaggio e il vitto era gratuito. La manifestazione È stata molto vivace e partecipata, non mi azzardo a confermare o smentire le cifre sui manifestanti che, come spesso accade in queste occasioni, è sempre oggetto di interpretazioni differenti. Comunque le persone presenti hanno espresso in modo chiaro la loro posizione verso l'imposizione da parte del governo italiano della privatizzazione della distribuzione dell'acqua: no alla legge sulla privatizzazione, si alla ripubblicazione dell'acqua e in generale dei servizzi pubblici. A capo della manifestazione erano presenti alcuni sindaci con i gonfaloni dei propri comuni, Padre Alex Zanotelli e alcuni rappresentanti dell'America Latina. Non vi sono stati problemi durante la manifestazione, le strade verso piazza San Giovanni e il percorso della manifestazione del PDL erano presidiati dalla polizia per impedire qualsiasi contatto. Giunti in piazza Navona non tutte la persone che hanno partecipato alla manifestazione hanno trovato posto nella piazza. Dal palco sono state rivendicate le richieste di ripubblicizzazione dell'acqua che, è stato ricordato, non è imposto dalla comunità europea bensi è stato voluto dal governo italiano per fare un favore alle società per azioni a caccia di profitto.
Chi va piano va sano e lontano; chi va forte....si intasa.
Martedì 16 Marzo 2010 13:24
A detta di molti cittadini il problema principale della città è quello della mobilità, di come spostarsi, un problema importante che riguarda la nostra qualità della vita e il tempo "sprecato".
L'amministrazione comunale ha pensato di risolvere il problema con il nuovo piano di Mobilità (PUM) che dopo 5 anni di discussione è venuto alla luce nelle scorse settimane.
Ambiente e Salute ne ha voluto parlare con i cittadini, invitando il dott. Gaianigo, come esperto ad esporre le sue osservazioni.
"Un buon piano " ha affermato il dr. Gaianigo all'inizio della serata, fatto da ottimi tecnici ( W.Husler) al quale però è mancato il giusto imput che doveva essere quello della riduzione del traffico motorizzato privato.
A conferma di ciò, un attento cittadino, ha chiesto come si possa pensare di ridurre l'uso dell'auto aumentando le dedicate infrastrutture: strade e parcheggi.
Tram, minimetro, gallerie, circonvallazioni, parcheggi sono grandi progetti, non tutti condivisibili, con un grosso problema di finanziamenti, con tempi di attuazione molto lunghi ma soprattutto non è previsto nel piano alcuna misura di contenimento del traffico privato.
Siamo sicuri che i pendolari, causa principale del flusso di auto in città, utilizzeranno il tram o altro invece che l'auto privata, senza alcuna misura di pressione (ticket o altro)?
Un piano che secondo Gaianigo non è stato proprio un esempio di democrazia e di partecipazione, essendo stato deciso senza alcun confronto con i cittadini
Se non ci fossero Padre Alex Zanotelli e gli studenti di Operation Daywork a ricordarci l’universalità del diritto all’acqua, il 22 marzo passerebbe quasi inosservato. Eppure a questa data corrisponde la giornata mondiale per l’acqua, che fu uno dei risultati più produttivi della prima conferenza mondiale dei capi di stato sull'ambiente a Rio de Janeiro nel 1992. Le logiche di privatizzazione dei beni essenziali avanzano inesorabilmente e anche nella nostra terra bisogna costruire un percorso virtuale, culturale e politico, per evitare derive privatistiche come sta accadendo altri contesti nazionali. Per questo motivo Operation Daywork ha deciso di aprire un confronto il più possibilmente aperto e trasparente sulle prospettive che si aprono su questo terreno nel futuro della nostra terra, raccogliendo anche le esperienze di lotta aperte nel sud del mondo come quelle che verranno raccontate da due attivisti del Salvador, Carlos Enrique Escobar e José Mercedes Guillén che sono in questi giorni in Alto Adige proprio per raccontare agli studenti altoatesini che cosa significa l'acqua nell'assetato sud del mondo. Il dibattito si terrà venerdì 19 marzo alle ore 18,30 nella sala di rappresentanza del Comune e coinvolgerà Provincia, Comune, sindacati e servizi che lavorano sulla gestione e distribuzione dell'acqua. Un'occasione per un confronto di idee e una lettura politica, sociale, economica e giuridica su un tema diventato uno dei temi prorompenti della nostra civiltà. Parleranno Elfried Rauter dell’ufficio provinciale acque pubbliche Luca Martinelli del Forum italiano movimenti per l'acqua Patrick Kofler del OEW e Andreas Riedl del Dachverband für Natur- und Umweltschutz. Spesso i movimenti sociali sono descritti sui media come meri utopisti, se non addirittura fanatici con inclinazioni alla violenza. Ma nel settore acqua a partire dal primo social forum europeo di Firenze dietro lo slogan “un altro mondo è possibile” si è costruito caparbiamente un grande movimento civile in difesa della gestione pubblica dei beni essenziali, primi fra tutti l’acqua. Nel 2007 il forum dei movimenti per l’acqua ottiene un risultato politico storico raccogliendo più di 400.000 firma a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua. Mentre la proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’accelerazione, approvando, nonostante l’opposizione di gran parte degli amministratori comunali sia di destra che di sinistra, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi). Il forum dei movimenti per l’acqua ha pertanto indetto per il 20 marzo una manifestazione nazionale a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa. In occasione della manifestazione popolare verranno promossi nuovamente da parte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua i contenuti dei tre quesiti referendari volti alla abrogazione delle norma che potrebbero privatizzare l’acqua con l’obiettivo di ribadire una questione di giustizia sostanziale: l’acqua è un bene comune non monetizzabile. La raccolta delle firme da parte di cittadini consapevoli, affinché questi quesiti referendari vengano approvati, è un momento di democrazie partecipativa cui anche la realtà locale non può sottrarsi. La speranza dei ragazzi di Operation Daywork è che durante la discussione pubblica si possa formare anche a Bolzano un comitato locale trasversale per la raccolta delle firme composto da organizzazioni sociali e cittadini.
Operation Daywork
Partecipano:
Luca Martinelli – Forum italiano dei movimenti per l’acqua Carlos Enrique Recinos Escobar – Präsident der ONG“ADEL” aus El Salvador (Agencia de Desarrollo Económico Local de Chalatenango) José Mercedes Sánchez Guillén – Sekretär der ONG“REDES” aus El Salvador (Fundación Salvadoreña para la Reconstrucción y el Desarrollo) Wilfried Rauter – Vertreter des Assesorats für Umwelt und Energie der Provinz Bozen Patrick Kofler – Vorsitzender der OEW Andreas Riedl – Dachverband für Natur- und Umweltschutz Piero Pelleschi – Vertreter der italienischen ONG „COSPE“ aus Florenz Mitglieder von Operation Daywork
Trento e Innsbruck non si bruciano il futuro. Bolzano sì
Mercoledì 10 Marzo 2010 20:25
Un ricorso al Tar pende sul bando dell’ inceneritore di Trento. A firmarlo è un’ imprenditrice, una donna che ha fatto della chiusura del ciclo dei rifiuti senza incenerimento, un modello economico di successo e nel rispetto della salute. Il Centro riciclo di Vedelago chiede l' impugnazione della gara al Tar trentino, perché nel bando non sono state prese in considerazione le esistenti alternative all’ incenerimento. ( E a Bolzano si sono considerate le alternative all'incenerimento ?)
Imprenditori locali sono pronti a realizzare due centri di riciclaggio sul modello di Vedelago ( e a dare lavoro agli operai delle acciaierie di Borgo da chiudere per inquinamento), come proposto nello studio alternativo dell’ ingegner Cerani presentato a Mezzocorona nel novembre scorso. Al ricorso danno l' appoggio i cittadini di Nimby trentino, il Cordinamento " Trentino pulito" insieme agli agricoltori, con in testa il presidente della Coldiretti Calliari. (E il nostro Bauernbund perchè tace?)
I viticoltori temono l’ inquinamento dei vini prodotti nella Rotaliana e si fanno forte del recente ricorso al TAR vinto da Italia Nostra e da Antinori, proprietario del famoso marchio Chianti Rufina, contro l’ ampliamento del locale inceneritore. Anche i comuni di Mezzocorona e Lavis hanno affidato ad un avvocato l' incarico di ricorrere contro la costruzione dell' impianto d' incenerimento di Ischia Podetti. (E gli agricoltori della bassa atesina invece tacciono!)
Tutto fa presagire che a Trento non si farà il " mostro sputa veleni e mangia soldi" e anche da Innsbruck è recente la notizia (da tt.com), che nessuno lo vuole e politicamente non conviene, meglio pagare, sostengono oltre Brennero, i grandi impianti del nord europa che "piangono" immondizia dato il forte calo indotto dalla differenziata e il porta a porta.
Rimarremo noi, "sporca isola felice" con il nostro costruendo cancrovalorizzatore assegnato dopo 3 bandi di concorso ad un'unica Associazione di imprese locali, voluto intensamente dalla Provincia, con gli assessori Laimer e Mussner, dalla giunta comunale di centrosinistra bolzanina con i Verdi in testa, dal sindaco di Bolzano, nonostante l’ opposizione di 15 associazioni locali e della popolazione, nonostante un' appello al ripensamento e un ricorso.
Ci domandiamo:
ci ritroveremo qua a "mendicare" immondizie da importare, chiamadole "combustibile da rifiuto", da Napoli o da Innsbruck e a respirarne i loro veleni?
Il ciclo dei rifiuti si può chiudere senza incenerimento e rischi per l'ambiente e la salute; anche economicamente conviene spingere al massimo la differenziata con la raccolta porta a porta al fine del riciclaggio e la tariffa puntuale ( chi meno immondizia produce meno paga), nuove soluzioni ci sono, certo sarebbe comico oltre che assurdo che a pochi passi dalla nostra città nascesse un centro di riciclaggio e noi a bruciare risorse e a produrre fumi pericolosi!
Inceneritori: il futuro dell'Alto Adige e il passato del Tirolo
Martedì 09 Marzo 2010 13:33
Mentre in Alto Adige si continua a perseguire ostinatamente la via dell'incenerimento per smaltire i rifiuti, nel vicino Tirolo si sono accorti che economicamente questa è una strategia "che non conviene". Quello che segue non è un articolo di qualche "ambientalista del no", come spesso vengono definite le persone che hanno a cuore l'ambiente in cui vivono e la salute delle persone. E' un articolo che parla di economia, di investimenti, di risparmi.
Anche da questo punto di vista l'inceneritore risulta una scelta perdente: costruire inceneritori è più dispendioso che far smaltire i propri rifiuti da qualche altra parte. Questo perchè molti impianti non hanno abbastanza rifiuti da bruciare e ne comprano volentieri da altre zone per produrre energia da vendere -energia considerata "rinnovabile" - oltre che usufruire degli incentivi pubblici per le fonti relamente rinnovabili.
Più o meno quello che potrebbe succedere qui a Bolzano, con un inceneritore che dovrebbe bruciare a pieno regime 130.000 tn di rifiuti urbani e assimilati. Quando non ci saranno abbastanza rifiuti per far andare a pieno regime l'inceneritore, potremo proporci anche noi per bruciare i rifiuti del Tirolo. Si certo, c'è una legge provinciale che vieta l'importazione di rifiuti, ma non di combustibile da rifiuto, il cosiddetto CDR.
Fatta la legge, trovato l'inganno.
L´incenerimento dei rifiuti non rappresenta al momento una priorità
Sovracapacitá degli impianti a livello europeo e prezzi convenienti mettono in dubbio un impianto d’incenerimento nel Tirolo. Di Peter Nindler tt.com Innsbruck 4.3.2010
Innsbruck – L´inceneritore- e generalmente tutta la politica di gestione dei rifiuti- é una patata bollente. Tra l’amministrazione pubblica e le associazioni imprenditoriali non vi é sempre una visione unitaria, tre anni fa si é raggiunto un compromesso sui rifiuti: fino alla realizzazione dell’inceneritore i rifiuti del Tirolo saranno esportati per la valorizzazione termica. Nell’anno passato i rifiuti partivano per l´estero, quest´anno vanno ad un inceneritore nel Niederösterreich. Inizialmente il Land voleva effettuare una valutazione d´impatto ambientale strategica per trovare un sito nel Tirolo per l’inceneritore, ma le mutate condizioni di fondo dal punto di vista economico hanno suggerito uno stop. “Considerato che vi sono delle sovracapacitá sistematiche di altri impianti e che i prezzi di smaltimento sono convenienti, dobbiamo valutare criticamente la costruzione di tale impianto in Tirolo”, così l’affermazione del referente per l’ambiente LHStv. Hannes Gschwentner. In ultima battuta le associazioni imprenditoriali dovranno dare una risposta a questa domanda – e sostenere la decisione di una eventuale realizzazione dell´inceneritore di rifiuti. L’amministratore di Abfall Tirol, Alfred Egger, é molto pragmatico nella sua valutazione della situazione. “È chiaro che sarebbe meglio essere indipendenti riguardo ai rifiuti e che la frazione cernita dall’impianto meccanico venga incenerita in loco” determinante però é la convenienza economica e la quantità dei rifiuti. Egger: “L´impianto deve essere alimentato in continuo – anche senza l´importazione di rifiuti da altri paesi”. Se l´incenerimento nel Tirolo dovesse essere più economico o allo stesso prezzo dell’attuale esportazione dei rifiuti “allora dovremmo costruire un inceneritore del tipo Wirbelschichtofen e trovare il più presto possibile un luogo adatto”. Se invece non si riscontra questa convenienza economica non ha senso costruire un inceneritore. Al momento attuale la gestione dei rifiuti risulta ferma al compromesso concordato a suo tempo con il governo del Land Tirol.
Pubblichiamo la lettera che il dr Pierluigi Gaianigo ha scritto all' Assessore alla Mobilità di Bolzano Klaus Ladinser.
Con piacere invitiamo i cittadini, l'Assessore all' ambiente e mobilità, i suoi collaboratori, i consiglieri comunali, la giunta e il Sindaco così come i componenti delle circoscrizioni e i comitati cittadini per la viabilità, alla serata civica sul tema della mobilità bolzanina che si terrà il 1. marzo 2010 presso la sala della circoscrizione di Gries, Casa Altman alle ore 20.15 dal titolo PUM o-der PUFF
All'Assessore alla Mobilità Klaus Ladinser Bolzano, 01/02/2010
Caro Assessore,
come promesso, Ti invio queste mie note sul Piano urbano della Mobilità (PUM).
Le premesse del piano sono buone e tutte condivisibili. Però è un piano che io non posso accettare per 2-3 punti fondamentali.
Il primo è di natura culturale. La filosofia del PUM è sostanzialmente quella di lasciare libero l'accesso alla città all'automobile privata senza o con poche restrizioni. Viene proposta la "sistemazione idraulica", razionale, del fiume traffico in piena. 90.000 autoveicoli entrano oggi in città; 70.000 - 80.000 (o poco più?) entreranno nel 2020! Tra 10 anni valuteremo. Certo, questa è la soluzione preferita dai commercianti e dalle forze economiche della città e Ti do atto che soluzioni diverse e più spinte (come la mia visione di "città senz'auto") sono di più difficile attuazione politica (ma non tecnica).
Sono convinto inoltre - ammesso che il Tuo piano venga realizzato - che non si possano raggiungere gli obiettivi indicati (riduzione dell'inquinamento, della produzione della CO2, maggiori superfici libere, etc.).
Come già sai, io propongo l'entrata in città a pagamento con un ticket calibrato in maniera tale da rendere poco appetibile l'uso del mezzo privato. L'entrata a pagamento non è un divieto, ma solamente un parziale compenso per i danni (rumore, inquinamento, incidentalità, congestione, occupazione del territorio, ...), che i visitatori provocano alla città e ai suoi abitanti e fra l'altro avrebbe il non spregevole effetto collaterale di fornire alle casse comunali un buon introito da utilizzare per migliorare ulteriormente la mobilità pubblica.
La seconda mia forte obiezione è di natura tecnica. Molte realizzazioni del Tuo piano si basano sulla possibilità di liberare le superfici dalle auto ferme o in movimento. Ciò per poter disporre di spazio per le linee tramviarie, per le corsie dedicate ai bus, per le piste ciclabili, per liberare i marciapiedi e allargare le zone pedonali. E' stato pertanto approvato un piano parcheggi, che permetterà di mettere sotto terra 2050 auto. Poca cosa rispetto alle numerose (ma quante sono??) auto che rimarranno in superficie.
Giudico profondamente errato il piano parcheggi. Un piano simile è stato attuato dalle Amministrazioni precedenti e con le stesse finalità: liberare la superficie e mettere sotto terra le auto. Ha funzionato solo in parte e, costruiti circa 2000 posti, ora ci troviamo con 1.000 auto in più in superficie. Il principio "una macchina sotto terra, via una sopra" è aberrante per i seguenti motivi:
1) è un principio che sottintende l'accettazione da parte dell'Amministrazione di una specie di diritto acquisito da parte del singolo privato di parcheggiare su terreno pubblico, per di più vicino a casa; 2) è un principio stupido perché sicuramente non permetterà di liberare lo spazio richiesto in superficie per i Tuoi progetti; 3) è un principio iniquo perché favorisce alcuni privati cittadini, cedendo gratis a loro (sia pure solo (!) per 99 anni) terreno pubblico. (Pensa poi,allo scadere dei 99 anni: quale sarà lo stato di questi sotterranei abbandonati? Infiltrazioni d'acqua, rifugio di disperati, necessità di altre spese per ristrutturarli, chiuderli,...?); 4) è un principio fragile perché qualsiasi ritardo nella realizzazione dei parcheggi (una cooperativa che non ha più soldi, ..) blocca l'iter temporale degli altri progetti (binari, corsie protette, piste ciclabili, ...); 5) è un principio antiecologico, se si pensa alla CO2 prodotta (1 tonnellata di cemento = 1 tonnellata di CO2 prodotta), alla ulteriore impermeabilizzazione del terreno e al rischio di contaminazione della falda drica.
Nel mio progetto, con il ticket di ingresso, si riduce di almeno la metà e forse più l'entrata di "pendolari + altri" con auto in città, potendosi così liberare un grosso numero di parcheggi ora occupati da loro (pare siano 34.000), che potrebbero essere convertiti per uso dei cittadini (sia pure non sotto casa! Ma questo è un vantaggio: la macchina verrebbe usata solo quando proprio serve). Non ci sarebbe quindi alcuna necessità di scavare catacombe.